Il castello di Tures (valle Aurina)Bolzano la stanza delle streghe e Margherita -The Castle of Tures – Campo di Tures (Valle Aurina) Bolzano – The room of the witches and Margherita

C’era una volta un castello…cominciano così  le fiabe vero? ma questo castello che svetta tenebroso sotto un cielo plumbeo ha una storia  tristissima da raccontare…

eppure la natura le è  amica e le grandi montagne innevate che lo circondano sembrano raccoglierlo e proteggerlo in un amichevole abbraccio

il Castello di Tures a Campo Tures ( Sand in Taufers ) nella omonima valle compresa nella  valle Aurina è  un grande complesso militare risalente al XIII secolo qui  illeggiadrito dalla neve

o  esaltato nell’autunno tra le macchie di colore dei larici imbionditi

  1. e come scorre lieto cantando tra i sassi  il fiume Aurino mentre spunta tra un ciuffo di salici in una natura meravigliosa il castello!

vogliamo entrare per osservarlo più da vicino? guardate mi ha raggiunta un pavone che sembra volermi fare da guida…certo, certo sarà  la mia fantasia ma io indovino una presenza enigmatica e misteriosa oltre le parvenze di questo magnifico pennuto

la struttura in solida pietra è  alleggerita  da rivestimenti in legno di cirmolo profumatissimo

dai terrazzamenti la valle c’insegue inorgoglita della sua grande bellezza

si ascolta anche il lontano scroscio di una impetuosa cascata

che mi piace immaginare in inverno tra il ghiaccio. ..Mentre una inquietante presenza la osserva accoccolata raccolta nei suoi pensieri …sono le mitiche Aguane custodi e protettrici delle fonti d’acqua

Aguane

Ninfe fatte d’acqua

spiriti vaganti nelle fonti tra le nevi

voi conoscete i misteri e i pensieri

le voci tutte della montagna

proteggetele e cantatele

     le loro meraviglie

Ven

e di colpo mi trovo proiettata in una stanza…oooh ecco! è  quella che viene chiamata parlandone a bassa voce “la stanza delle streghe”…ma perché?  ecco la leggenda racconta che in un tempo molto lontano in questo castello visse una fanciulla di nome Margherita, era la figlia del ricchissimo padrone del castello, lei si innamorò  ricambiata del giovane capitano delle guardie e pur contrastata in ogni modo dal padre volle sposarlo.Il giorno delle nozze il padre crudele fece uccidere il giovane capitano

Margherita pianse fiumi di lacrime e per sette anni rimase rinchiusa a piangere e a lamentarsi in questa stanza poi misteriosamente scomparve.Ma la sua invisibile presenza ancora si ascolta con  fruscio delle sue vesti di seta tra le stanze del maniero e in questa stanza si odono i suoi pianti e lamenti.

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La notte della luna rossa-The night of the red moon

                                          27 Luglio 2018 La notte della Luna rossa

chi mi conosce solo un po’ ben sa quanto io sia attratta dalla luna e in quella notte magica il mio terrore era che le nuvole ne ostacolassero la visione,ma fortunatamente non  stato così.Però io l’ho potuta ammirare in un luogo solo ero curiosa di sapere che cosa  avessero visto altri, così ho fatto un giro sul web ed ho trovato queste  immagini meravigliose

La prima arriva dalla mia Toscana il Duomo e il campanile di Giotto  sembrano osservare stupiti lo spettacolo della  luna che sorge tra le brume

(stupita a Capri è lei che osserva i faraglioni )

La luna cammina sull’acqua.
Com’è tranquillo il cielo !
Va segando lentamente
il tremore vecchio del fiume
mentre un ramo giovane
la prende per uno specchio.

Federico Garcia Lorca

( A Parigi lancia la sfida alla torre Eiffel )

Una luna strana

Alla ricerca della chiave di basso

del suo pentagramma

forse

 un po’ mi assomiglia

(da Bologna la Basilica di San Luca sembra perplessa)

si è vestita anche lei

di un jeans troppo largo

che era stato di un’altra

strizza un occhio e

 distrattamente mi dice

ok

(e le torri Asinelli e Garisenda sembrano allungarsi per osservarla meglio)

nonostante tutto

prima o poi

lenta ricomincerà la danza delle foglie

uno scodazzo giallo che piega indeciso

qua e là

e questo vento incerto sa smuovere un  cipiglio

di cenere e tempeste

invece no

(da Genova il suo simbolo la Lanterna sembra una luce fioca e traballa un po’)

serve solo ad asciugare i molti  capelli biondi delle fate

nelle vecchie fiabe dove ipotesi indecenti

 si muovono per avanti

in fila-filastrocche e a battere le mani sui denti

(Roma Caput Mundi gioca con la luna come una palla)

(…uno sguardo dal Colosseo…)

strana la luna

stanotte  più di sempre

(he ! si è fatta infilzare dal campanile di San Marco )

stanotte più di sempre

cerca quello che cerco io

nei templi di Zarathustra sulle sabbie rosse

che si sgretolano al sole

( il leone le ruggisce…forse la vuole sbranare )

e non si pente

 non mi dice nemmeno se fra cento giorni

o cento anni

lo troveremo mai

Ventisqueras

( ora è a  Sion in Svizzera in bilico tra la neve e la fortezza ma forse cade giù )

(e ora stai attenta se soffia il vento la Torre ti cade addosso !)

La luna venne alla fucina
col suo sellino di nardi.
Il bambino la guarda, guarda.
Il bambino la sta guardando.

Nell’aria commossa
la luna muove le sue braccia
e mostra, lubrica e pura,
i suoi seni di stagno duro.

Fuggi luna, luna, luna.
Se venissero i gitani
farebbero col tuo cuore
collane e bianchi anelli.

                                                              Da Luna di Federico Garcia Lorca

( La punta del campanile di San Pietro a Portovenere l’ha ributtata su )
(a San Gimignano è rimasta incastrata tra le torri! )

 

(a Monteriggioni è un enorme rubino rosso incastonato come sopra una corona delle torri di vedetta del castello )

e questa è la luna più bella a pochi kilometri da casa mia ..vorrebbe dare una spallata alla Torretta degli Upezzinghi e buttarla giù…cucù! )

La Luna mi conosce come io conosco Lei …lunatiche un po’ pazze, non vi meravigliate ci divertiamo insieme !

Dimensione autunno autumn size

 

Dove vanno le foglie arrossate
che il vento stacca dagli alberi?
Volano e passano: il brusio del vento
è tutto ciò che rimane dell’autunno.

 K.Saionji

Invincibile alchemica presenza

oscilla fra i rami

sfolgorio d’oro in luci devastate

s’ingombra

non ha ora, né luogo, né presenza

s’esalta e s’inchiara

di purezza, soltanto

l’autunno

Ventisqueras

 

L’autunno fa chinare il capo ai girasoli che stanchi del loro volgersi intorno al sole s’abbandonano a un dolce sonno

  1. sulle alte montagne i larici imbiondiscono i loro aghi tracciando una mappatura di sbuffi dorati nell’aria .Santa Maddalena nella Val di Funes si lascia coccolare in quell’abbraccio beato, mentre le Odle attendono con ansia quello candido della neve che le ripari dal gelo

precipita di petali azzurri

e di silenzi bianchi

la profondità del tempo

mentre l’uva cangia i colori

e sorride al vento

Ventisqueras

i piccoli ponti sugli abissi sembrano arcobaleni di pietra tesi ad incontrare nuovi pensieri

mentre il rosso delle foglie tappezza di grandi arazzi monocromi i sentieri del bosco

Il Tempio di San Biagio a Montepulciano da spettacolo e sconfigge le nebbie e il tempo sovrastando la valle

Autunno mansueto, io mi posseggo
e piego alle tue acque a bermi il cielo,
fuga soave d’alberi e d’abissi.
Aspra pena del nascere
mi trova a te congiunto;
e in te mi schianto e risano:
povera cosa caduta
che la terra raccoglie.
(Salvatore Quasimodo)

di sentieri vivaci  colmano i boschi i ciclamini vellutati, sembra di camminare in un sogno ad occhi aperti

Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C’è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta.
(Federico Garcia Lorca)

 

 

 

(  Pisa,  la mia bellissima provincia sconosciuta )

Castelnuovo Val di Cecina  in colloquio silenzioso di luci con la Via Lattea

Dopo tanta

nebbia

a una

a una

si svelano

le stelle.

Respiro

il fresco

che mi lascia

il colore

del cielo

(G. Ungaretti)

funghi e foglie nel bosco in armonia di colori

                                      ed ora  il  saluto dell’Autunno ve lo porge per me col suo delicato colore il colchicum                                                    autunnale, un abbraccio e un grazie per la vostra attenzione

                                   Ventisqueras

Dedicata a Genova- solo immagini e Poesia-Only images and poetry are dedicated to Genoa

“Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, Superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare”“ Francesco Petrarca

1358  dalle  ” relazioni di viaggio”del  grande Poeta viene scandito il suo soprannome che tutt’oggi la contraddistingue La Superba

Puttana può essere la sorte o la malasorte Fabrizio De André

La lanterna e il porto

 

                                                                                               

  Ma se ghe penso alôa mi veddo o mâ,
veddo i mæ monti, a ciassa da Nonçiâ,
riveddo o Righi e me s’astrenze o cheu,
veddo a lanterna, a cava, lazù o Meu…
Riveddo a-a séia Zena iluminâ,
veddo là a Fôxe e sento franze o mâ
e alôa mi penso ancon de ritornâ
a pösâ e òsse dôve ò mæ madonâ.                                        Ma se ci penso allora io vedo il mare,
vedo i miei monti, piazza della Nunziata,
rivedo Righi e mi si stringe il cuore,
vedo la lanterna, la cava, laggiù il Molo…
Rivedo alla sera Genova illuminata,
vedo là la Foce e sento frangere il mare
e allora io penso ancora di ritornare
a posare le ossa dove ho mia nonna

                          sotto ogni immagine un versetto di Giorgio Caproni tratto dal suo testo Litania

Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.

Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.
Genova verticale,
vertigine, aria scale.

Genova nera e bianca.
Cacumine. Distanza.
Genova dove non vivo,
mio nome, sostantivo.

Genova mio rimario.
Puerizia. Sillabario.
Genova mia tradita,
rimorso di tutta la vita

Genova in comitiva.
Giubilo. Anima viva.
Genova in solitudine,
straducole, ebrietudine.

(immagine del vecchio porto )

Genova di limone.
Di specchio. Di cannone.
Genova da intravedere,
mattoni, ghiaia, scogliere.

Genova grigia e celeste.
Ragazze. Bottiglie. Ceste.
Genova di tufo e sole,
rincorse, sassaiole.

            La Cattedrale San Lorenzo consacrata senza che ancora fosse finita la facciata nel 1118 , completata nel XIV sec. stile Germanico- Gotico

Genova tutta tetto.
Macerie. Castelletto.
Genova d’aerei fatti,
Albaro, Borgoratti.

Genova che mi struggi.
Intestini. Caruggi.
Genova e così sia,
mare in un’osteria.

 

Genova illividita.
Inverno nelle dita.
Genova mercantile,
industriale, civile.

Genova d’uomini destri.
Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Genova in banchina,
transatlantico, trina.

Genova tutta cantiere.
Bisagno. Belvedere.
Genova di canarino,
persiana verde, zecchino.

Genova di torri bianche.
Di lucri. Di palanche.
Genova in salamoia,
acqua morta di noia.

Genova di mala voce.
Mia delizia. Mia croce.
Genova d’Oregina,
lamiera, vento, brina.

Genova nome barbaro.
Campana. Montale, Sbarbaro.
Genova dei casamenti
lunghi, miei tormenti.

Genova di sentina.
Di lavatoio. Latrina.
Genova di petroliera,
struggimento, scogliera.

Piazza De Ferrari

Genova di tramontana.
Di tanfo. Sottana.
Genova d’acquamarina,
area, turchina.

Genova di luci ladre.
Figlioli. Padre. Madre.
Genova vecchia e ragazza,
pazzia, vaso, terrazza.

                                                                                 La città dei caruggi

 

Genova di Soziglia.
Cunicolo. Pollame. Trilia.
Genova d’aglio e di rose,
di Pré, di Fontane Masrose.

Boccadasse e la sua Poesia in ogni stagione

 

Genova di Caricamento.
Di Voltri. Di sgomento.
Genova dell’Acquasola,
dolcissima, usignuola.   

Genova tutta colore.
Bandiera. Rimorchiatore.
Genova viva e diletta,
salino, orto, spalletta.

Genova di Barile.
Cattolica. Acqua d’Aprile.
Genova comunista,
bocciofila, tempista.

 Genova di Corso Oddone.
Mareggiata. Spintone.
Genova di piovasco,
follia, Paganini, Magnasco.

       Genova che non mi lascia.
Mia fidanzata. Bagascia.
Genova ch’è tutto dire,
sospiro da non finire.

e come la LItania di Caproni Genova non finisce risorge , sorride….ricomincerà

Ventisqueras                                                 

 

 

Pisa e i suoi monti Pisani un inferno di fuoco-Pisa and its Pisani mountains a hell of fire

Monti Pisani 24 settembre 2018 ore 22,30 inizia l’incendio

Questa immagine è  il simbolo della tragedia che sta devastando la mia amatissima terra:la Torre degli Upezzinghi a Caprona,  perennemente in bilico su una ex cava di pietra, da lassù il ghibellino Dante Alighieri fu l’osservatore fiorentino della battaglia di Cascina combattuta contro i guelfi pisani, riandando a quel ricordo ora la ” Torretta” come la chiamiamo noi pisani, così avvolta dalle fiamme sembra uscire da uno dei suoi gironi infernali

l’incendio sta divorando il monte Serra attaccato da diverse angolazioni, per lo scellerato disegno di un piromane

anche la storica e meravigliosa Certosa di Pisa nel comune di Calci è  stata assediata dalle fiamme e solo la grande lotta dei vigili del fuoco e un fortuito cambio di direzione di vento sono riusciti a salvarla

la luna piena affacciata sopra quell’orrore guarda stupita.il disegno perverso dell’uomo contro Madre Natura

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Livorno – Calafuria – La cala dei pirati-Litorale di sogno fra Antignano e Quercianella-Dream coast and pirate cove

Da Livorno-Antignano fino al Romito e Castel Sonnino la litoranea è un vero sogno: panorami di ardite scogliere e macchia mediterranea si susseguono, improvviso il castello Del Boccale sembra sorgere la una fantasia di fiabaqui le correnti sono impetuose e spesso le grandi mareggiate ruggiscono rabbiose contro  gli scogli e l’armoniosa sagoma del castello appare e scompare fra gli spruzzi

la storia di questo imponente maniero ci giunge  dal buio dei secoli, sopra  i resti medioevali di una torre d’avvistamento della gloriosa Repubblica Marinara di Pisa, i Medici Signori  di Firenze ne ricostruirono le vestigia per proseguire le imponenti fortificazioni a protezione della città livornese a quei tempi sotto il loro dominio

Livorno non esisteva era solo una palude quando Pisa vi costruì  il suo secondo porto includendo le torri di avvistamento erette a contrastare la ferocia delle incursioni dei pirati Saraceni che infestavano  il “mare nostrum” assaltano,  razziando, uccidendo, facendo prigioniere giovani donne per i loro arem e giovani per farne schiavi e proseliti dell’Islam. Questo tratto di mare oltre che Calafuria si chiama  appunto anche ” Cala dei pirati”

i secoli passarono e un architetto livornese fu incaricato di fare   il progetto per inglobare quella torre in un castello, eravamo nel XIX sec. E’ privato e non visitabile

le scogliere sono un vero paradiso per i sub!

procedendo a Sud s’incontra la Torre d’avvistamento di Calafuria

nei pressi della quale si svolse il tragico epilogo dell’indimenticabile  film di Dino Risi ” Il sorpasso”  dopo Punta del Miglio e Calignaia tra le rocce in lontananza la sagoma di Castel Sonnino troneggia, inconfondibile

.La Cala del Leone è formata da falesie, molto comuni nel litorale livornese. Vi sono, verso nord, forti presenze dell’arenaria Macigno, in cui è ben evidente la serie di eventi torbiditici e, sul lato sud, separato dal Macigno da un contatto tettonico, un affioramento dell’unità ligure, formata da gabbro e, al di sopra, da una copertura sedimentaria di argilliti e argille  

l”insenatura  situata fra Calignaia e il promontorio Torre del Romito, dove sorge l’imponente castello  Il paesaggio e la natura suggestiva fanno sì che molti visitatori vi si avventurino, soprattutto in estate nonostante le difficoltà del parcheggio e dell’angusta strada per ragiungerla.

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.

Eugenio Montale

Il cancello si affaccia sull’Aurelia, tra il curvone della cala del Leone e Quercianella. Dietro una strada sterrata, lunga qualche centinaio di metri.  Quelle quattro mura i livornesi le conoscono bene: sono un pezzo di storia, di panorama. Una certezza: alzi gli occhi e sai che sono lì, a vegliare il mare dall’alto, tra la rigogliosa macchia mediterranea spunta qualche fiore di cistus a illeggiadrire

Il Castel Sonnino – nato intorno a una torre medicea e diventato dimora, nell’Ottocento, del barone ministro Sidney Sonnino – 

Negli ultimi tempi i proprietari hanno aperto gratuitamente le porte alla Pro Loco di Quercianella, che sta organizzando una serie di visite guidate: gli incassi, coperte le spese, serviranno ad aiutare un centro per malati terminali e una scuola dell’infanzia.

e i lenti tramonti dorati

scavalcano i dirupi

lieta una preghiera fra i marosi

di grazie

s’innalza nella sera

Ventisqueras

Col Santa Lucia -Belluno- di sogni e di nuvole❤ Dreams and cloud

Là  in quella “terra di mezzo” ai margini del cielo dove s’incontrano e danzano sogni e nuvole sono ritornata per ringraziarvi delle letture e dei messaggi da voi ricevuti in questo tempo della mia lontananza,e  con questo inno alla Bellezza, alla Pace al Silenzio delle montagne che poi è  musica per l’anima

un abbraccio affettuoso Annalisa

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10 )-Fær Øer- 2015-Il commiato dalle isole” orchidea selvaggia” come non le ho viste e forse non le vedrò mai-The leave-taking as I haven’t seen and maybe the’ll never see

sole-di-mezzanotte

faroe-map

eccole le mie” isole orchidea selvaggia” ci sono proprio tutte, con i loro petali dalla conformazione geologia molto particolare dovuta ai grandi sommovimenti tellurici ed alle imperiose mareggiate, con le loro coste avvolte dalle nebbie che mutano in continuazione

30des03-214_sumbavoglio salutarle con visioni solo pensate, che prendono forma dalle immagini fornite dal prezioso amico Ricky, ed ecco i verdissimi prati  trasformati in brughiere nevose con le coriacee pecorelle in cerca di chissà quali rimasugli dalla bella stagione

800px-faroe_islands_bordoy_klaksvik_hafjall_647_m_and_halgafelli_503_m_seen_from_halsuri monti piramidali trasformati dal candido manto

800px-slaettaratindur_faroe_islands882-m-eysturoy

47061401

47061401sdsimprovvisamente ricoperti da una glassa morbida candida, soffusa dal rosa delle nuvole.

Avevo questa bozza incompleta in archivio ho pensato di pubblicarla come saluto, alcuni lettori, amici ( tra cui Mister Loto) mi chiedono Dove sono finita…beh qua😀 ho un momento di stanca nello scrivere e si che ne avrei di cose da raccontare!ma non so farlo forzatamente, devo essere felice di  questo altrimenti annoierei anche voi.

Un abbraccio molto affettuoso Annalisa❤❤❤

 

Lucida Mansi -leggende -Lucca- Vanità delle vanità -vanity of vanities

si sta come d’autunno sugli alberi le foglie Giuseppe Ungaretti

Lucca è la splendida città Toscana, tra le poche 

ancora completamente cinta tra  possenti mura rinascimentali

che da 500 anni ne  proteggono e difendono la storia, l’arte la favolosa architettura. Seconda in Europa, solo alla città di Nicosia sull’isola di Cipro

per i principi della fortificazione moderna, e, partendo da molto più lontano con le cosiddette ” cerchie romane”.

resta a ricordo di questa era lontana il favoloso cerchio di quello che fu un anfiteatro

sui suoi resti in epoca medioevale furono costruiti in perfetto cerchio grandi palazzi ed ora è sede si un favoloso mercatino

Ma la città di Lucca racchiude anche molte leggende

una delle più conosciute è senz’altro quella di Lucida Mansi di cui per certo si da questo ritratto, nobildonna d’incerta attribuzione probabilmente nata nel 1606 dalla famiglia Samminiati. 

Si dice fosse di bellezza ineguagliabile, giovanissima andò sposa a un ricchissimo signorotto lucchese tal Vincenzo Diversi piuttosto anziano, Lucida si dedicò completamente al lusso ed alla vita mondana, ben presto annoiandosi del marito, si dice addirittura  lo facesse avvelenare. Lucida era estremamente innamorata della propria immagine, tanto che aveva disseminato di specchi la sua stanza da letto e il palazzo, in modo da potersi contemplare in qualsiasi occasione; teneva addirittura uno specchio nascosto nel libro delle preghiere, in modo da potersi specchiare anche durante le sacre funzioni.

Ben presto convolò in seconde nozze con un altro anziano e ricco nobiluomo Gaspare di Nicolao Mansi proprietario fra le altre di questa sontuosa villa a Segromigno in Monte dove era solita organizzare feste animate da musiche e balli. Era adorata e corteggiata quanto crudele;  solita liberarsi dei suoi innumerevoli amanti, quando se ne era stancata, facendoli precipitare in un pozzo cosparso lame affilatissime, celato da una botola.

Memore di questo soggiorno, essendo la località nei pressi del famoso  Ponte del Diavolo https://ventisqueras.wordpress.com/2013/10/31/il-ponte-del-diavolo-the-devils-bridge-borgo-a-mozzano-lucca-toscana /queste due leggende sono state unite e ad halloween  se ne folleggia per le strade dell’antico borgo

Il tempo trascorse spensierato fra feste ed amanti, fino a quando una mattina, ammirandosi come sempre ad uno specchio, si accorse di una lieve ruga che segnava inesorabilmente il bellissimo volt, Lucida si disperò, gridò e pianse lacrime amare sino a quando le apparve un giovane meraviglioso, ma sotto le cui sembianze si nascondeva il diavolo. Questi le promise altri trentanni di immutata bellezza ma, trascorso questo tempo sarebbe tornato per ricevere il pagamento di questo favore, la sua anima. Lucida accettò senza pensarci, nemmeno la sua stessa anima le era più cara del suo bel volto e della sua giovinezza.Gli anni concessi dal Demonio passarono, mentre tutti attorno a lei invecchiavano. Gli uomini continuavano ad amarla ed a morire per lei tra atroci sofferenze. Fino a che, un pomeriggio d’estate di trenta anni dopo, il Diavolo ricomparve.Lucida fu sorpresa e spaventata dalla sua venuta, nonostante il Diavolo avesse mantenuto la sua promessa ella non si era convinta fino in fondo della veridicità del patto che aveva stipulato.

si disperò, pianse per  tutto il giorno, lente correvano le ore per arrivare ai fatali rintocchi, corse disperatamente alla torre dell’orologio per fermalo alla mezzanotte ma  tutto fu vano, implorò il Demonio di risparmiare la sua anima. Ma egli non si lasciò impietosire

 la trascinò sulla sua carrozza fiammeggiante e, dopo aver percorso un intero giro di mura, affinché tutti i lucchesi potessero udire i lamenti strazianti della sua vittima, fece inabissare il cocchio nel laghetto di uno splendido giardino

Tutt’oggi questo giardino esiste all’interno delle mura cittadine lucchesi,  è l “Orto Botanico”. C’è chi afferma che immergendosi nelle acque de laghetto si possa ancora vedere il volto di Lucida Mansi addormentato sul fondo del lago; e chi invece sostiene che nella notte del 31 Ottobre, poco prima della mezzanotte, nel silenzio assoluto il vento si alzi e si odano gli zoccoli dei cavalli che corrono a precipitarsi verso il laghetto, i più fortunati possono addirittura intravedere la carrozza infuocata, lanciata nella sua eterna e sfrenata corsa verso l’inferno

Una variante della stessa leggenda vuole che, giunti al termine dei trentanni venne il momento di onorare il patto e in una notte di tempesta ella scomparve,  nella sua casa fu trovata una buca così profonda che non fu più possibile chiudere

Un’altra ancora narra che Lucifero in persona si recasse in Duomo a prelevare Lucida e la sua anima battendo col piede sul pavimento per portarla con se all’inferno. io ho voluto dare credito a quest’ultima versione

Vanità delle vanità

Nacque in Marlia donna di bellezza perfetta
che il sole al suo comparire si rabbuiava
Marmo lucido di gelo la sua anima
ogni cuore che l’amava disprezzava

quando a Messa al Duomo di Lucca
si recava, sempre e solo alla  sua bellezza pensava

uno specchio celava nel libro miniato dell’orazioni
ma il giorno stabilitoLucifero in persona si presentava,
tre colpi batté, lo zoccolo caprino, tre colpi,
i bei mosaici del Duomo spalancava, e seco
all’inferno Lucida trasportava.

Se non mi credete, in Santa Croce andate, il pozzo ancora là è conservato e si narra che sul fondo,
in certe notti di luna piena,il bel volto di Lucida Mansi si osservi ancora, tutto disfatto in pianto
ma ahimè a che serve il rimpianto?
ora avrà capito che  sola beltà  null’altro è che vanità delle vanità

                           Vanità di vanitàm tutto è vanità -Vaanitas vanitatum et omnia vanitas

Tiziano-La vanità

e perché non si abbia il sospetto che la vanità sia un nome solo al femminile ecco il Genio Caravaggio

a rappresentarci Narciso

che innamorato della sua immagine per osservarsi meglio cade nell’acqua e vi affoga

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Ho visto tutte le opere che si fanno sotto il sole, ed ecco: tutto è vanità e un correre dietro al vento. (1, 2. 14)

la frase è tratta dalla versione in latino del Qohelet (o Ecclesiaste), un libro sapienziale della Bibbia ebraica e cristiana

ma non voglio salutarvi in modo così melodrammatico,  ecco invece una immagine emblematica della bella e piena di misteri Lucca, la torre alberata, che è veramente uno spettacolo al tramonto

Ventisqueras

 

Alla luna, alla pioggia, ai sogni -To the moon, to the rain, to dreams

Se smette il vento piove a impronte colorate

Amore, amore zitto, quatto silenzioso, quello tuo

urlo

quello muto che mi schianta i fianchi quando mi stringi

occhi, occhi grandi nuca e foce di non pensarti

gettarmi alle spalle un pugno di farfalle

stanotte è vento e luce-luna appena-appena

se smette il vento piove a  impronte colorate

strisce senza vetro, acqua e lenzuolo, lenzuolo che scivola di seta

un’altra notte senza te e io senza di te mi manco

mi manco tanto.

Ventisqueras

 

 

 

a fili volanti di strass

Solca nuvole viola

il pianto notturno

della pioggia

a primavera,

vi apre un varco

con dita luminose

la chiglia sognante della luna,

lascia cadere l’argento:

fa magie sui prati, veste le margherite

a fili volanti di strass

e le tele di tulle dei ragni in collane

di scintille festanti.

Ventisqueras

                                                                                                   sex

Saliva mistargento ingoio
sabbia come un letto
piega l’onda ermafrodita il limite della battigia
al suo volere ingordo

piccole luci a fottersi
le curve sinuose del quieto golfo

Ventisqueras

O falce di luna calante
che brilli su l’acque deserte,
o falce d’argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù! Gabriele D’Annunzio

 

Questa sera la luna sogna più languidamente; come una
bella donna che su tanti cuscini con mano distratta e leggera
prima d’addormirsi carezza il contorno dei seni,
e sul dorso lucido di molli valanghe morente, si abbandona
a lunghi smarrimenti, girando gli occhi sulle visioni
bianche che salgono nell’azzurro come fiori in boccio.

Quando, nel suo languore ozioso, ella lascia cadere su questa
terra una lagrima furtiva, un pio poeta, odiatore del sonno,

accoglie nel cavo della mano questa pallida lagrima
dai riflessi iridati come un frammento d’opale, e la nasconde
nel suo cuore agli sguardi del sole Charles Baudelaire

 

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l’anno, sovra questo colle
Io venia pien d’angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, nè cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l’etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l’affanno duri! Giacomo Leopardi

i tre dipinti che ornano i canti alla luna di tre amati Poeti così onirici sono di un altro grande innamorato della luna Christian Schloe

Il mio blog era nato esclusivamente per la Poesia…e ogni tanto me ne ricordo

un sorriso Ventisquera

San Valentino degli indemoniati…e degli innamorati ( Bièntina-Pisa )San Valentino of the indifferent and the lovers

Ci sono nel corso della nostra esistenza interrogatovi cui non riusciamo a dare risposta, o eventi così detti inesplicabili proprio perché non si riesce loro a dare una spiegazione.Queste domande sono proprie della sfera spirituale, dell’invisibile, dell’oltre, che non può non affascinare noi, piccoli granelli di sabbia sempre esposti a tutti i folli venti del fato che inevitabilmente ci conducono incontro all’infinito Certo non mi propongo di darle io queste spiegazioni, ma semplicemente di tentare di raccontare ed analizzare alcuni  aspetti incomprensibili dell’esistere, lasciando a chi legge di trarre le proprie conclusioni.

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San Valentino soldato romano convertito al cristianesimo fu  martirizzato  in Roma per non aver voluto abiurare la sua fede.Da antichi documenti dell’epoca è possibile conoscere la storia di questo Santo, i cui resti furono riesumati dalle catacombe di San Callisto, sulla via Appia Antica, il 9 novembre 1681 e consegnati alla nobildonna iromana Laura Grozzi, la quale li donò alla popolazione di Bièntina, da allora custodite nella chiesa di

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  Santa Maria Assunta ( di cui si hanno notizie già nel x sec.)  custodite e venerate circa dal XI sec. La particolarità di questo Santo taumaturgo è quella di combattere il Demonio, per questo alla guida della chiesa si sono sempre succeduti preti esorcisti per aiutarlo a sconfiggere il male. E qui si raccontano, riportati da testimoni oculari, vere e proprie lotte fra il prete esorcista che voleva scacciare il maligno dal corpo dell’ossesso e il demonio che urlava con voci improprie ( se era uomo di donna e viceversa) bestemmiava, si contorceva, sbavava, aggrediva chi voleva accostarlo al busto d’argento raffigurante San Valentino, per poi cadere un tratto, appena lo aveva sfiorato, come morto per terra.

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sono sempre stata incuriosita e affascinata da questo lato oscuro della mente umana, quello della cosiddetta possessione su cui nei secoli bui del cristianesimo si  avevano enormi pregiudizi, la scienza moderna con gli studi sulla psiche e sulla psicanalisi ha messo ordine richiamando questi fenomeni nella maggioranza dei casia fenomeni  schizofrenici o  alle malattie mentali, Però si dice anche che se si crede in Dio bisogna credere anche al demonio.

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Nella pratica della Chiesa cattolica alcuni fattori sono considerati indicativi di una possessione demoniaca, ad esempio laddove il soggetto:

  • dimostra una forza fisica molto superiore alla sua normale capacità;
  • parla lingue a lei sconosciute o che è impossibilitata a conoscere (xenoglossia);
  • dimostra avversione al sacro;
  • prevede eventi non ancora accaduti, o conosce cose che non dovrebbe conoscere
  • 121 - Da Notre Dame

 

                     San Valentino degli indemoniati

Pentedattilo- Reggio Calabria – (Calabria ) Le fiabe che vanno scomparendo-La mano del diavolo-fairy tales that are disappearing, The Hand of hell-

89_bigVogliamo prenderla da moooolto lontano? ebbene sì, lo merita proprio Pentedattilo,( Reggio Calabria ) ha una posizione privilegiata sullo Stretto di Messina, vi si gode  una vista stratosferica, nelle giornate limpide  la montagna di fuoco (nell’immagine  coperta di neve) l’Etna mitologicamente descritto come la fucina del Dio Vulcano scintilla al sole dall’altro lato dello Stretto 

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Posto a 250 metri s.l.m. Pentedattilo sta  arroccato sulla rupe del Monte Calvario

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la caratteristica forma delle rocce ricorda quella di una ciclopica mano con cinque dita, e da qui deriva il nome: penta + daktylos = cinque dita.  Alcune parti della montagna sono crollate ed esse non sono più tanto nitide come un tempo, ma rimane un posto affascinante e pieno di mistero, uno dei centri più caratteristici dell’Area Grecanica

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Nel 1783 Pentedattilo fu gravemente danneggiata da un devastante terremoto, e in seguito al sisma iniziò un costante flusso migratorio verso Melito Porto San Salvo  che perdurò sino al periodo risorgimentale ;formando un nuovo piccolo centro dal quale si poteva ammirare il vecchio paese “fantasma”Quello che era l’antico paese fino a pochi anni fa era del tutto abbandonato:

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Solo ultimamente nel borgo sta risorgendo una serie di attività: artigiani locali hanno aperto alcune botteghe per la vendita dei propri prodotti, ed è presente un ristorante,.riscoperta da giovani ed associazioni inizia così un lento cammino di recupero ad opera di volontari provenienti da tutta Europa.

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Il parziale ripristino del borgo ha compreso il rifacimento della pavimentazione della stradina principale ed il restauro di alcuni edifici.

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Ogni estate Pentedattilo è tappa fissa del festival itinerante Paleariza, importante evento della cultura grecanica nel panorama internazionale. Inoltre ospita tra agosto e settembre il Pentedattilo film Festival, festival internazionale di cortometraggi.

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                                                  Le leggende

Un luogo così sembra fatto apposta per suscitare oscure paure che si traducono in leggende, ne sono nate moltissime, cito le più rilevanti

                              La mano del diavolo 

Anno del Signore 1686. È Pasqua e a corte si festeggia,il  matrimonio tra Antonia , sorella del Signore  del castello marchese Lorenzo Alberti e  Petrillo Cortes, ma nel maniero incastonato nella roccia  stava , per consumarsi quella che è passata alla storia come “ la strage degli Alberti”. si dice causata, da un amore negato e da un tradimento che si trasformò in un bagno di sangue,  circondando l’atmosfera fiabesca della montagna reggina in un fitto alone di mistero, destinato a perdurare fino a giorni nostri.

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il barone Bernardino Abenavoli, che amava segretamente la marchesina Antonia accecato dalla gelosia, ordì una strage,  nella notte  si introdusse  nel castello con una banda di scherani.  Si racconta, che quando Lorenzo Alberti  fu colpito a morte dal barone, poggiò la mano alla parete, lasciando l’impronta delle cinque dita insanguinate, e che questa sia tuttora visibile nella rupe di Pentedattilo quando, nel chiarore dell’aurora, le pareti di roccia colpite dal sole si colorano di rosso e viene indicata come “la mano del Diavolo”

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e si narra che nelle sere d’inverno, quando il vento s’alza tra le gole della montagna, interrompendone  col suo sibilo il silenzio  e la solitudine, si riescono ancora a sentire le urla di rabbia e di dolore del marchese, di cui questa roccia si dice sia il profilo

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                                            La Profezia

Sull’imponente roccia a forma di mano aleggia il mistero di una maledizione destinata ad abbattersi sul paese e a distruggerlo completamente nel breve volgere di pochi lugubri istanti, La ragione di questa profezia, tramandata nei racconti popolari, fu  l’enorme violenza scaturita dalla strage degli Alberti, la rupe a forma di gigantesca mano si sarebbe abbattuta sugli uomini per punirli di tutto il sangue versato e per vendicare i morti innocenti di quella triste vigilia di Pasqua del 1686.pentedattilo-1

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                                            ll tesoro

Secondo un’altra leggenda esisterebbe un tesoro, accumulato dalle popolazioni che nella storia occuparono il paese, nascosto dagli Abenavoli, vecchi proprietari del feudo di Pentedattilo, proprio al centro della montagna. Pare che dopo il tragico conflitto tra le due famiglie di questa immensa ricchezza si persero le tracce. Fin quando un fantasma svelò a un cavaliere di passaggio che se fosse riuscito a fare cinque giri intorno alle dita della montagna, su un piede solo, questa si sarebbe aperta facendo riemergere il tesoro. La notizia si diffuse velocemente e in molti azzardarono l’impresa, ma invano. Un dì un cavaliere giunto appositamente dalla Sicilia riuscì a compiere ben quattro giri attorno alla mano, e la montagna cominciò ad aprirsi, ma al compimento del quinto passaggio, quello riferibile al dito mignolo, un intero costone della mano crollò sul cavaliere, uccidendolo, questi avvenimenti contribuirono a far definire Pentedattilo come un luogo maledetto…beh cen’e di che non vi pare?

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perfettamente inserita nell’ambiente la chiesa seicentesca dedicata a San Pietro Apostolo fu punto di riferimento della cultura grecanica

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La storia ci dice che fu colonia Calcidese nel 640 a.C. rimanendo per tutto il periodo greco romano un fiorente centro economico della zona

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sul monte nudo delle cinque dita

un calvario

di croci, di vento, di voci, di luna

una luna morta piccola

affogata tra nubi di sangue,

lungo i vicoli uomini intabarrati

e sulle torri banderuole di grano

che beccano i corvi

ma da lontano canta il mare

e le sirene di Scilla stanno ad ascoltare

Ventisqueras

Con la dominazione bizantina  iniziò un lungo periodo di declino, causato dai continui saccheggi che il paese subì prima da parte dei Pirati Saraceni  ( sempre loro he! ) ed in seguito anche da parte del Duca di Calabria.

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nel  1580, a causa di debiti e questioni di illegittimità, il feudo fu confiscato a lazzaro_pentidattilo_002_claudine_magnaldi

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Giovanni Francoperta e venduto all’asta dal Sacro Regio Consiglio per 15.180 ducati alla famiglia degli Alberti insieme al titolo di marchesi.La dominazione degli Alberti, nonostante i tragici eventi legati alla cosiddetta Strage degli Alberti, durò fino al1760

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il mare, il mare, piange silenziosamente.

Si colmano le coppe della notte

suona nacchere d’argento la luna

è inutile farle tacere

risuoneranno accompagnate

da mille chitarre

piange il mare, come piange il vento

suona nacchere d’argento la luna

accompagna fiotti di lava

e sbuffi di vapori della sacra montagna

senza fine, senza tempo

e senza dimenticare

Ventisqueras

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lazzaro_013_tramontocosì come ho iniziato, lo sguardo nel tramonto volge all’altra parte dello Stretto dove l’Etna regna e il Dio Vulcano forgia metalli nella sua fucina nascosta.

Ventisqueras

Natale…un giorno ( Replay )

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Perché
dappertutto ci sono cosi tanti  recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti  diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non e  indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.

Perché
gli  adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo  vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo  quella.

A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in  tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni  di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un  giorno.

è con questa  bellissima Poesia di Hirokazu  Ogura che esprime, tutti, ma proprio tutti i miei pensieri che  vi faccio i miei auguri per il Santo Natale, poi per nuovo anno; che porti sulle spalle tutti i vostri sogni, e le feste tutte di serenità e pace  che possiate passare con coloro che più amate,

starò via per un po’ ( sono la solita girellona) mi mancherete, ma prima o poi torno

le foto sono dei mercatini di Natale dell’Alto Adige, avvolti in una magica atmosfera da fiaba

 

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Incredibilmente notte di stelle

cantava il cielo un canto a onde,

attraversando  aghi di luce e ghiaccio della cometa

cantavano d’oro gli angeli scendendo in Betlem

 frutto succoso di pace e Amore

era sceso il Signore,

con la sua polpa amara ci venne a dissetare.

E’ una notte incredibilmente di stelle, a mille altre uguale,

dopo mille e mille anni:

fame, freddo, guerre, orrore…

sembra che nessuno ti stia ad ascoltare…

ma che sei venuto qui a fare mio dolce Signore ?

                                                                                              Ventisqueras

 

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.

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Nonostante siano passati molti anni dalla pubblicazione questo post in prossimità del Natale è sempre molto ricercato, così ho creduto di farvi cosa gradita riproponendolo

9 ) Parco naturale Adamello-Brenta-Trentino-L’ultimo giorno a due passi dal paradiso -the last day at two steps from heaven-

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                                                  L’ultimo giorno a due passi dal paradiso

Autunno in Val di Genova, parco naturale Adamello-Brenta

era l’autunno e i larici imbiondivano lasciando sui costoni e nei riflessi dei laghi tracce di sole

 

Betulle in Val di Genova

un ciuffo di betulle raccontava dipinti di Monet

                                                      per la morte della mia betulla

Bianca corteccia
dolcemente accarezzata
da  strpature di nero..
ti sei vestita d’oro…
ieri eri verde e
sussurravi
al cielo.
Folli uccelli piegavano
gli esilit rami,
e con loro cantavi..
Oggi seichinaesausta
e con meti specchi
nel mio spirito
rosso.

Ventisqueras

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il vento portava brividi di freddo scendendo a rotta di collo e percorrendo le gole precocemente imbiancate ,le mucche sul prato assolato sembravano non curarsene

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tutto sembrava messo lì con clamore per annunciare un’altra lieta stagione sugli sci

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ma ancora nelle silenti stradine le rustiche case si ornavano di fiori

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nel verde velluto ancora intenso dei prati rumoreggiavano i torrenti

 

hqdefaulte ancora mi s’affollavano nella mente come viste attraverso un gigantesco occhio stupito  poggiato

tra le montagne

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il lago rosso di Tovel che ora esiste solo nelle fiabe

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i laghi del Parco incantati e solitari

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i fiori delle nevi  sfiorati da magie dei nascosti violini del vento

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la luna sulle guglie regina delle notturne ronde11205028_888871131185024_3815229760239984231_n

gli spettacolari tramonti

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gli immensi ghiacciai dell’Adamello

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le cascate di ghiaccio del Nardis

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lo sguardo fiero del lupoStambecco

la regalità plastica dello stambecco

le immagini più belle dei molti giorni e ritorni passati al Parco naturale dell’Adamello-Bre

nta, con tutte le emozioni e le miriadi di nozioni apprese , solo poco tempo fa

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chissà se tornerò…

ma come sembra ammonire il breve volo della farfalla…,tutto è racchiuso nelle mani oscure del tempo

                                                                            Attimi

Viviamo di attimi

brevi, intensi, folli

lievi come battiti

d’ ali di farfalla

che succhia il dolce  nettare

e forse non sa

di assaporare

attimi  eterni e irripetibili di felicità.

Ventisqueras

4 ) San Gimignano dalle belle torri (Siena ) Il nuovo Palazzo del Podestà, Porta San Giovanni

 

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il Palazzo Comunale, chiamato anche nuovo Palazzo del Podestà o Palazzo del Popolo e la torre Grossa,  salendovi in cima si ha un panorama mozzafiato!

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Il Palazzo Comunale, sede del governo di San Gimignano, fu costruito nel 1288. Ampliato nel 1323, divenne sede del comune dopo che esso aveva avuto luogo nel vicino Palazzo vecchio del Podestà, . Al primo piano è in bella mostra un terrazzo che poggia su mensole antiche, dal quale il podestà parlava alla folla. L’edificio ospita il museo civico dal 1852, dove sono esposte grandi opere dei maggiori artisti fiorentini e senesi del XIII e XVI secolo

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fra cui spiccano il pregiatissimo e famosissimo crocifisso ligneo di Coppo di Marcovaldo

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i “tondi” dell’annunciazione di Filippino Lippi

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La sala Dante deve il suo nome al  breve soggiorno del Poeta del 1300, quale ambasciatore della Repubblica Fiorentina egli perorò davanti al podestà e al consiglio generale la causa di una lega guelfa Toscana.

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La sala è decorata dalla grandiosa Maestà di Lippo Memmi (firmata e datata 1317) ispirata a quella più famosa dipinta dal cognato Simonr Martini nel Palazzo Pubblico di Siena

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lo splendore degli ori nelle aureole dei santi e degli angeli illumina l’azzurro della Maestà

camera-del-podesta impossibile darvi sia pure una piccola visione di tutti i tesori qui esposti…( perché non venite a vederli di persona ? 🙂 questa è la camera del Podestàpalazzo-comunale-courtyard-in-san-gimignano

si trattava mica malino, no?la porta è vecchiotta va bhe, ma bella rinforzata

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ed ora qualche magica visione della strabiliante architettura del chiostro interno

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ogni volta che passo  non mi sogno nemmeno di dimenticarmi di fare incetta di qualche bellissimo pezzo di ceramica che qui, ommioddio, sono davvero da urlo!

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attraversata tutta la città da sud ovest ora siamo a nord est, ed eccola Porta San Giovanni con il suo consueto affollamento di turisti

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il sogno medioevale sta per finire

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e facendo il giro esterno delle mura

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ritornerò a recuperare  il meno romantico destriero metallico e rombante del nostro secolo

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riappropriandomi della realtà

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eppure… non voglio completamente distaccarmi dalla fiaba  e aspetto la notte in una piccola osteria fuori porta in attesa della magica visione delle belle torri alte e fiammeggianti…un modo più dolce per un arrivederci

Ventisqueras

8) Parco naturale Adamello-Brenta- La piccola fauna e le stagioni-The small fauna and seasons REPLICA

Altro

9-Fær Øer-Nolsoy- Skùvoy-Kultur- i petali dell’orchidea sdelvaggia-

    

                                          Nolsoy 

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da questa immagine è ben visibile il punto dove a causa della  fortissima erosione provocata dalle violente  onde dell’oceano Atlantico

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l’isola sta per spezzarsi in due, minacciando anche la stabilità di alcuni edifici. Il fenomeno sta avvenendo con preoccupante velocità, ma nonostante tutt i tentativi fatti per ora non si riesce ad arginare questa calamità

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c’è un unico villaggio che si chiama come l’isola stessa

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attualmente ci vive una popolazione di circa 40 persone, perlopiù giovani coppie che cercano la tranquillità ( ha ha immagino come fuggirebbero passando dalle nostre parti!) lavorando a Torshavn che dista solo 20 minuti di battello

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caratterizza l’ingresso dal porto al piccolo villaggio la porta fatta da ossa di balena

DSC_0238anche qui occhieggiano curiose le  caratteristiche case dal tetto d’erba

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ed anche edifici storici in disuso che servivano per l’essiccazione del pesce

Die M/S Másin (fär. mási = „Silbermöwe“) ist eine kleine Personenfähre, die als Postschiff zwischen Hvannasund und den Inseln Svínoy und Fugloy verkehrt. Sie gehört der staatlichen Reederei Strandfaraskip Landsins und wurde 1959 auf der Tórshavner Schiffswerft gebaut. Sie hat knapp 39 BRT und kann maximal 65 Passagiere aufnehmen.

forse pescato su un  caratteristico peschereccio come questo

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i resti di un antichissimo villaggio fondato dai colonizzatori norvegesi ci raccontano la lontana storia dell’arcipelago

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fra le bellezze naturali anche questo scoglio chiamato “faraone”

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gli immancabili verdissimi pascoli che calano fino al mare  dalle ripide scogliere

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due splendidi fari sono stati costruiti sul finire del diciottesimo secolo per aiutare i contrabbandieri che agivano contro le compagnie commerciali governative, bello come una fiaba questo di Bòroan situato a sud dell’isola

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qualcosa di rosso nel cielo

demoni sulla collina in danza primordiale

letta con parole di fumo tra le stelle del nord

qui vengono a finire tutti i venti

la pioggia si denuda mentre passano, fuggendo

tutti gli uccelli, al nord..

.al nord!

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                                                      Skùvoy
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Skùvoy è una piccola isola che conta solo 39 abitanti, è visibile in lontananza con la sua siluette allungata

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l’unico e piccolo centro abitato non manca di una chiesetta

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le case colorate dai tetti aguzzi strette una all’altra conservano quel gran senso di pace che non mi sento di chiamare solitudine

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fra l’erba spunta la testa di un uccello che non sono stata capace di classificare

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SkcuvoyKoltur è un’isola molto piccola abitata solo da due pastori, questa è la loro fattoria, che si mimetizza con l’ambiente che sembra nasconderla e proteggerla

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mi fa persino strano che questo pastore eremita, mentre nelle mani stringe un antichissimo strumento di lavoro abbia al polso un moderno coso per misurare il tempo ( 🙂 ) e c’è forse da meravigliarsi se in tutta questa solitudine entrino esseri fatati, saggi gnomi portafortuna, se non folletti dispettosi, ma soprattutto il mitico popolo del grigi che sono gli interpreti principali di favole giunte oralmente dal buio dei tempi fino ai nostri giorni, inquietanti abitanti che dimorano sottoterra o in stretti anfratti incapaci di nuotare in un territorio completamente circondato dal mare si dicono alieni catapultati qui da chissà quale lontano universo e qui rimasti intrappolati

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    sono certa che questa è una porta magica dalla quale entrano tutti gli esseri fatati del mondo sotterraneo per colonizzare le faroer

a085   e l’alieno popolo dei grigi? eccoli qua trasformati in un esercito belante he he

piante-fiorite-perenni_o2e tanto per esagerare si daranno nascosti anche in questo meraviglioso ciuffo di lupini colrati?

vista la piega presa dai miei pensieri credo sia meglio vi saluti per non dire ulteriori spropositi ! 🙂

Ventisqueras

       

 

Bussana Vecchia-Sanremo -( Imperia ) -Il borgo degli Artisti-le fiabe che vanno scomparendo

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Arroccato a 200 metri sopra una dolce collina con vista sul bel mare ligure, costruito con la classica struttura “a pigna” dei centri medioevali, sorge sui ruderi di un antico maniero del 1050 il paese fantasma di Bussana Vecchia  frazione del ben più celebrato Sanremo ( già proprio quello del famoso Festival della canzone) che dista solo pochi km.

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se la si guarda da lontano ha il solito aspetto di” formaggio groviera” dei paesi frantumati dai terremoti

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questo del 23 febbraio 1887  fu particolarmente violento e semidistrusse l’intero abitato fino a quel momento chiamato semplicemente Bussana anche se – fondato in epoca romana- era ptima  conosciuto come Armendina o Armendana

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Le immagini sopra sono della chiesa di Sant’Egidio, mai ristrutturata. Al momento del terremoto  ( circa alle ore 6 del mattino ) era gremita di fedeli per la cerimonia del”giorno delle ceneri ”

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il parroco si accorse di quanto stava accadendo e fece evacuare in tutta fretta i fedeli, grazie al suo pronto intervento quella che poteva essere una carneficina causata dal crollo del tetto della chiesa, si contarono “solo” 3   vittime, in totale nel paese furono 55 i morti su 850 abitanti800px-bussana_vecchia_-_centre

le costruzioni  furono però quasi tute distrutte, i sopravvissuti si ostinarono a vivere nei dintorni per qualche anno, finché fu decisa la nuova fondazione di Bussana vicino alla costa.Bussana Vecchia fu totalmente abbandonata per decenni

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ma da qualunque parte del  nuovo insediamento si poteva scorgere, svettante sopra i ruderi del vecchio castello il campanile di Sant’Egidio che per i bussanesi era rimasto come simbolo e faro dei tempi passati

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circa 10.000 anni di storia ( tanti si presume ne avesse il borgo dal ritrovamenti preistorici scoperti in varie caverne sul mare ) cancellati in 20 terribili secondi!

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Passato al Regno di Sardegna (1815) in seguito alle disposizioni del Concilio di Vienna, Bussana acquisì coscienza del rischio sismico durante tutta la prima metà dell’Ottocento durante la quale furono costruiti archi di rinforzo tra i carrugi del borgo. Nel 1861 Bussana entrò a far parte del Regno d’Italia.

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con gli  archetti tesi fra i muri attraverso vicoli in pietra scanditi dalla loro presenza, si sale verso le inaccessibili rovine della Chiesa di S. Egidio di cui è rimasto integro il campanile che rende il profilo di Bussana Vecchia riconoscibile fino dal mare

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nel VII secolo  si hanno le prime evidenze di una presenza stabile; in seguito ad invasioni Longobarde la popolazione decide di muoversi nella sottostante Valle Armea, dove resta fino al X sec. quando le frequenti invasioni saracene ( questi sono come il Diavolo e il prezzemolo si trovano ovunque 🙂 ) la spingono a ritornare in posti più elevati e facilmente difendibili.

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Inizia quindi l’edificazione spontanea delle prime strutture difensive sulla collina sovrastante, con costruzioni e strutture medioevali

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                                                   Il borgo degli Artisti

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sul finire degli anni ’50 un manipolo di artisti -italiani e stranieri- innamorati e attratti dalla particolarità dl luogo, guidati da Mario Giani ( in arteClizia ) il pittoreVanni Giuffré ed il poetaGiovanni Fronte decisero di insediarsi nella località, ristrutturando edifici per fondare una comunità d’artisti

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redassero una Costituzione che regolò la vita del paese. Si fece divieto di aprire atelier per la vendita di opere d’arte e si regolò la permanenza ed il restauro di Bussana, luogo comunque riservato solo ad artisti.

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Un paese a pigna

arroccato fra le macerie

sogna una rosa che è eterna

e si sposa col vento del tempo

nel cerchio della luna nera

confine di carne e speranza

cercava altra cosa

la rosa del sogno

la rosa

Ventisqueras

 

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Ben presto il progetto originario trovò avversari tra alcuni artisti di Bussana la quale si andava popolando e trasformando in senso privatistico.Il Comune di Sanremo ordinò lo sgombero del paese che determinò una forte reazione della piccola comunità la quale si barricò dentro Bussana resistendo.

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al momento i residenti e proprietari delle Botteghe d’Arte sono in tutto 66. Attualmente ospita una comunità internazionale di artisti, con botteghe artigiane ed alcuni punti di ristoro, tanto da essere divenuto, negli anni, un caratteristico “villaggio di artisti” in un’ambientazione da borgo medioevale.

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il mio primo contatto con Bussana fu quando ero ragazzina con un gruppo di amici della spiaggia ( ero in vacanza a Sanremo) e esploravamo i diversi paesi dell’entroterra

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pensavo ad una gita come molte altre ma mi ritrovai per la prima volta difronte all’impatto col terremoto, ne rimasi sconvolta, anche perché ci fu fatto vedere un ossario che ancora conteneva i resti di alcune vittime

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in quel periodo si poteva liberamente visitare tutto il paese,

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mentre ora alcuni luoghi sono giustamente preclusi.

Oggi la lotta per Bussana Vecchia ha assunto più placate forme legali approdando anche al Parlamento Europeo. I suoi residenti comunque non manifestano nessuna intenzione di cedere, innamorati come sono di questo fantastico angolo di mondo.

Bussana Vecchia offre la

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ci sono molti gatti in giro, ho scelto questo perché assomiglia moltissimo alla mia gatta delle foreste siberiane Signora Amelie detta Mame

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Tra il 1162 e il 1177 Bussana fu sotto il dominio dei Conti di Ventimiglia i quali intrapresero la costruzione del Castello nella parte sommitale del borgo.

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Il secolo successivo Bussana, come quasi tutta la Riviera di Ponente, fu acquistata dalla Repubblica di Genova (1259).

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Il paese prosperò in epoca basso medievale e agli inizi del XV secolo fu consacrata la Chiesa di Sant’Egidio (1404)

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Nel XV e XVI secolo un nuovo sviluppo edilizio allargò i vecchi confini del borgo che seguiva le sorti politiche e la storia di Genova.
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ci sono anche leggende che parlano di fantasmi che scorrazzano nelle notti senza luna per le vie del borgo

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gli è stato eretto anche un angolino privilegiato, forse per ingraziarseli, visto che si dice facciano dispetti agli artisti prelevando le loro opere che fanno ritrovare sopra muri pericolanti o in posti  impervi ( fantasmi burloni ha ha )

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chiudo con questa bella  immagine serena dopo tanti racconti di tragedie è il modo migliore per tornare alla realtà

un sorriso Ventisqueras

 

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è solo un compleanno di rose

Quasi sempre a sera,
giungo al grave cancello.

Cerco i viali silenti
col silenzio smosso
da sguardi vuoti che m’insegue
sgocciolandosi di passi
sul ghiaino.

Un frusciare di vento
rimanda a letto le rondini
che sotto al cornicione sbiadito
han messo il nido.

Mio padre è fermo lì
col suo sorriso generoso
paziente e lieto
non si stanca d’aspettare.

Gli occhi seguono il gioco
dei volti noti
ma sempre giù mi cade
su quel sorriso luminoso.

Diciotto anni appena…

ed ogni anno uno se ne va
ad assommare…
Li conto con le rose
che la madre con le lacrime
accarezza sempre più numerose

…è solo un compleanno di rose.

 

Nel piccolo cimitero guardato da colline  pini e dall’argento degli olivi, sommersi da una grande pace riposano accanto tre giovani amici (uno di loro lo conoscevo) la loro vita finì in uno schianto…Ogni volta che sento notizie delle stragi del sabato sera il ricordo torna a Michele a quella notte dell’Epifania che sconvolse il piccolo paese, e penso con terrore quante notti ci saranno ancora così? quante morti ? questo strazio dunque non finirà mai?

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Nella Bibbia, libro di Tobia, si legge che gli Arcangeli sono coloro che siedono alla presenza di Dio, ne contemplano la gloria e lo lodano incessantemente.

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La Chiesa cattolica riconosce tre Arcangeli:
Michele, etimologicamente “Grandezza di Dio”, è a capo delle schiere celesti. È lui che scaraventò Lucifero lontano dal Paradiso. (Per chi fosse interessato a saperne di più Michele Arcangelo consiglio i due post che ho a Lui dedicato ” Le Mont-Saint- Michel ” e Angelus Pacis”)

 

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nelle iconografie dell’Arcangelo Michele attraverso i secoli è quasi sempre rappresentato come un guerriero con armatura che sconfigge il demonio spesso raffigurato sotto le sembianze di un drago

 

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stupisce questo dipinto  di scuola sudamericana, immagine quasi barocca

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e ancor di più  stupisce il nudo quasi indifeso  dell’Arcangelo Michele rappresentato da Francesco Hayez quasi a simboleggiare la purezza che senza bisogno di armature può con la sua sola forza sconfiggere il male

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Gabriele , “Forza di Dio”, si suppone lottò con Giacobbe (lotta con Dio, Genesi cap.32), rompendogli il femore, e gli diede il nome di Israele. Apparve alla Vergine Maria, annunciandole la nascita di Gesù (Annunciazione).
56niente può raggiungere la perfezione e la bellezza donati a Gabriele nel dipinto dell’Annunciazione del Beato Angelico

 

                    Dove abitano gli Angeli

Da bambina, prima di chiudere gli occhi al sonno
la mamma mi faceva pregare,
spesso non lo volevo fare.
Con dolce pazienza allora mi diceva:
” l’angioletto ha la casa dietro di te
certo ti sta ad ascoltare”

Le sue grandi ali immaginavo
del più lucido velluto, riccioli biondi
tutti inanellati, occhi sereni e azzurri
forse dalle tele del Beato Angelico rubati,
dietro di me la sua casa aveva,
sempre mi accompagnava

ancora l’ho cercato crescendo
ma sempre mi restava celato…
chissà quell’angelo ad abitare dove era andato.

Poi un giorno. piccola, scura,
tutta raggrinzita e rattrappita, dal gran cercare
dal gran donare, dal grande amare,
un angelo vero ho potuto incontrare!
Era là fra le genti di infima natura
fra i derelitti e i dimenticati, i sofferenti,
gli abbandonati, sempre
dolcissima, sorrideva, come tenera Madre
li consolava…

…Allora ho capito, dove erano andati
gli angeli ad abitare, scendendo giu’
dal loro lontano paradiso
A Madre Teresa di Calcutta
e ai suoi Angeli della Carità, pensando che agli Angeli e ai Santi ci si possa avvicinare solo con la purezza dei bambini sono ritornata alla dolcezza dei ricordi dell’infanzia


 

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Raffaele, “Salvezza di Dio”, è citato nel libro di Tobia, ed accompagnò Tobiolo nel viaggio in Mesopotamia per recuperare il denaro del padre, liberò Sara da un demonio e favorì il matrimonio di questa con Tobiolo. È spesso identificato come l’angelo custode per eccellenza.

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Se allo sperpero di morire giovane…

 

Se,
allo sperpero di morire giovane
non ci fosse
-per chi resta-
alcun medicamento

(niente più primavera, allora
solo il gelo dell’inverno?)
Se
morire fosse dolce morte
solo
per chi -deve-
andare
dove saresti appoggiato
amore mio
a quale balcone affacciato
per potere -questo spirito consunto
che urla-
verso un dolce latte di pace dondolare?
Lo sperpero per l’amore negato
che non ci fu dato
che mai
ci sarebbe bastato l’intera vita
a consumare…
ora
denso e rassegnato
è solo un fiume di sangue raggrumato
che mi fa pensarti fluito
in una rossa nube del tramonto
dove ogni giorno…
ogni giorno
mi sento soffocare.

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SuperSic

Guascone indomito,
capelli arruffati di vento e sogni
nido alla tua tenera allegria
corre con te la sfida tra i gridi
traguardo
certo
per noi tutti
Marco,
tu lo hai raggiunto con il rombo
dei ventanni
con il tuo amore infisso nel cielo
primo alla meta
in cima alla salita
aspettando
sorridi!

 

Da grande appassionata di moto GP la morte in gara di Marco Simoncelli destò in me una grande emozione ed ancora il suo sorriso contagioso e i suoi riccioli biondi da angelo ribelle mi sono nel cuore.

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Gli Ortodossi menzionano “sette arcangeli”:  sono, oltre ai sopra citati Michele, Gabriele,Rraffaele Uriel (“Fuoco di Dio”) Sealtiel (“Intercessore davanti a Dio”), Jehudiel (“Ricompensatore”) e Barachiel (“Lode di Dio”).
I nomi dei sette arcangeli ricomparvero in Occidente nel 1516, quando il sacerdote Antonio Lo Duca riscoprì le loro immagini nella volta della Cappella Palatina di Palermo, con i loro nomi, i loro motti e i loro attributi. Ciò determinò un ampio, ma temporaneo, interesse devozionale, che determinò nel 1523 la fondazione a Roma della confraternita dei Sette Arcangeli, a cui aderì anche l’imperatore Carlo V d’Asburgo.

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Il culto, si diffuse anche in altre città. Ad esempio nella Cappella Metropolita del Duomo di Siracusa avevano l’usanza di offrire ai sette Arcangeli sette monete e collocare sette ceri mentre facevano le loro richieste; curiosamente San Geudiele era invocato affinché non mancasse mai il benessere.

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Vi è poi un angelo che ha il compito di distruggere questo mondo, si chiama Angelo dell’apocalisse.

Nella tradizione gli viene attribuito il nome di Nemesis, ha un’ala nera e una bianca e nella sinistra tiene una spada senza lama che ha in sé il potere del bene e del male.

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si narra che, quando sarà giunto il momento, egli dovrà distruggere il mondo con questa potentissima arma. Anche gli antichi Greci conoscevano queste schiere ma le denominavano in altro modo.

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Secondo il Midrash, l’angelo della Morte fu creato da Dio nel primo giorno. Egli abita nei cieli e possiede dodici ali. È rappresentato come un essere ricoperto da occhi che tiene in mano una spada da cui gocciola fiele. Quando un uomo sta per morire, l’Angelo fa cadere una goccia di fiele in bocca all’uomo e questo ne causa la morte: l’uomo comincia a decomporsi e il suo viso diventa giallo. L’espressione “avere il gusto della morte” è derivata dalla credenza che la morte fosse causata da una goccia di fiele. Dopo la morte dell’uomo l’anima esce dalla bocca (o dalla gola) e la sua voce giunge fino alla fine del mondo.
. Inoltre l’Angelo possiede un mantello nero che gli permette di trasformarsi in tutto ciò che vuole per meglio assolvere il suo compito, di solito si trasforma in mendicante o studioso.

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questi bellissimi e maestosi angeli del Giudizio Universale di Giotto per fortuna ci riconducono ad un’atmosfera più serena che non quella pesante e truculenta di questo capitolo biblico, ed ancora vorrei chiudere questa mia ricerca sugli angeli in un modo diciamo ” celestiale-scherzoso” con qualche Cherubino paffutello che vi porga il mio ringraziamento e saluto per chi ha avuto la bontà e la pazienza di leggermi fino in fondo :-)…idee-natale-Roma

 

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Ventisqueras …

 

 

 

 

7 ) Parco naturale dell’Adamello -Brenta-Trentino-Progetto life Ursus -La fauna: grandi e piccoli carniivori-Project life Ursus-fauna: large and small carnivores-

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                                   Progetto Life Ursus

Bentornato Signor Orso Bruno! ( Ursus arctos arctos ) 

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Non ho mai avuto il piacere d’incontrarlo, neppure da lontano benché abbia camminato a lungo nei suoi territori,

Orso bruno (Ursus arctors). Bayerischer Wald National Park

le sue immagini sono prese dal web, e sottratte ( ha ha ) da  amici che hanno avuto questa fortuna,Bhe onestamente non saprei specificare la mia reazione se fosse successo 😦

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come già si vede dal logo del Parco  naturale dell’Adamello-Brenta, l’orso bruno è l’ospite privilegiato e prediletto.Sulle Alpi nel corso del XX sec  vennero a mancare le condizioni ottimali per la presenza di questo grande plantigrado fino arrivare quasi all’estinzione della popolazione locale nel 1990 ne erano rimasti solo 3 esemplariparco

Tale rischio indusse gli enti regionali preposti mediante un finanziamento europeo a quella che fu chiamata ” Operazione Life Ursus,”  un ambizioso progetto di ripopolamento, con l’obiettivo di scongiurare l’estinzione della specie, vennero rilasciati 10 orsi nel parco provenienti dalla Slovenia e attualmente la loro popolazione si aggira tra i 40 e i 50 elementi censiti e tenuti costantemente sotto controllo, così l’emergenza sembra scongiurata

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parco-adamello_05 questo buffissimo anche se poco affidabile animale è risaputo gran dormiglione e qui ne da un chiaro esempio!

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gli allevatori dei dintorni danno luogo a lamentele anche per la loro voracità di predatori assalgono le greggi

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ed anche grossi animali domestici come gli asini, vengono sempre rimborsati della perdita subita, ma a volte ahimè cercano di farsi giustizia da soli! e questo è inconcepibile!

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il bosco è il loro habitat naturale ma qualche volta si spingono anche in prossimità degli abitati in cerca di cibo

Presenti nel parco a partire dagli ultimi anni anche i due grandi carnivori europei il lupo ( canis lupus ) di cui troviamo traccia nelle maggiori culture mediterranee, basti pensare alla leggenda della nascita di Roma, o nell’incarnazione del Dio Marte della mitologia greca, animale sacro anche ad Apollo.In Egitto ha il ruolo del Dio Anubi, e sorveglia l’entrata del regno dei defunti, 

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In gran parte delle leggende e miti viene sottolineato il lato oscuro dell’animale, tanto che è  rimasto a torto nell’immaginario comune come figura che incute timore, si pensi al lupo nero spesso ricordato ai bambini, e come non ricordare alcuni luoghi comuni negativi come “tempo da lupi”, “fame da lupi”, “In bocca al lupo!” Il lupo perde il pelo ma non il vizio”, io invece lo ritengo un animale intelligente e coraggioso, oltretutto uno dei pochi esseri viventi che al maschile resta per sempre fedele ad un’unica compagna ( tiè, ha ha forse per questo gli ho dato del coraggioso?)

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impavido e libero canta alla luna

 

solo il suo ululare valicando

atmosfere incantate la raggiunge

volano le fate azzurre con  canti bambini

il lupo nero cattivo non esiste

ma solo gli uomini e la loro cattiva vanità

lo dipingono cattivo e nero

tutti i piccoli

nei loro piccoli cuori

sanno che non è vero

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e la bellissima Lince (Lynx Lynx) qui tenerissima col suo cucciolotto, di entrambe le specie però non se ne quantifica il numero

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è in questo scenario grandioso che gli animali selvatici trovano le condizioni ottimali per la loro conservazione e riproduzione

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dai più grandi ai più piccoli come questa deliziosa tartarughina che s’appresta a fare indigestione di crocus la birichina!

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mentre sono ben diffusi la Volpe che dicono astuta e furbissima…ma chi lo direbbe con questo muso innocentino?

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il Tasso ( Meles meles ) dall’elegantissima livrea

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la Faina (Martes foina)anche lei considerata una gran furbettina

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la Martora ( MartesMartes)qui intente a curiosare e  la Donnola ( Mustela nivalis)

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per L’Ermellino ( Mustela erminea) non ho saputo resistere all’idea di rappresentarlo con questo celeberrimo quadro dovuto al genio di Leonardo da Vinci

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…abbiamo cominciato con l’orso bruno e si finisce con Leonardo? nienteaffatto con una sogn ante immagine del parco innevato sotto la luna, alla prossima( spero, se non vi avrò tediato troppo 🙂

Ventisqueras

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