A colpi distratti di luna e di coltello

Scende sopra gli uliveti la pioggia
con meteoriti di ghiaccio e sonaglini d’argento
s’apre
e si chiude la giornata, ventaglio grattato
da cicale con ganasce di ferro.

Sopporta una barba di granati il muro rosso
all’angolo della piazza
serpe bianca è la nebbia, muove sbadigliando
la lunga coda di latte e di giglio.

Nel mestruo della notte proseguo ad ardere
sto forse soffrendo?
La sorgente consumata riempie il vuoto
s’allaga nel respiro
…o sono dolcezze titaniche sepolte sotto le ciglia
a colpi di luna e di coltello?

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. massimobotturi
    Feb 19, 2012 @ 16:48:34

    una formidabile alchimia dai tratti surreali, molto piaciuto il contrasto nell’ultimo capoverso, quell’ardere che oltretutto amo come vocabolo.

    Bellissimo anche il titolo

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  2. theallamente
    Feb 22, 2012 @ 20:20:01

    maschile e femminile opposti complementari e guerrieri
    della loro lotta mai spettatori ma vittime od eroi
    (da brivido dopo la pioggia)

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  3. poetella
    Mar 04, 2012 @ 19:14:55

    “serpe bianca è la nebbia, muove sbadigliando
    la lunga coda di latte e di giglio.”
    ma come ti vengono!?!
    ti posso invidiare un pochino?
    poco poco, dai…

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    Rispondi

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