Ti regalerò una rosa ( 3-Volterra- Pisa)

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Manicomio è parola assai più  grande delle oscure voragini del sogno, eppur veniva qualche volta al tempo filamento di azzurro o una canzone lontana di usignolo o si schiudeva la tua bocca mordendo nell’azzurro la menzogna feroce della vita. O una mano impietosa di malato saliva piano sulla tua finestra sillabando il tuo nome e finalmente sciolto il numero immondo ritrovavi tutta la serietà della tua vita.

Alda Merini

(da “La terra santa”)

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Nella città di Volterra  in un luogo una volta ameno, costruito a fronte di una ubertosa  vallata di ulivi e pini. fra edifici splendidi quasi tutti in stile Liberty, con scalinatelle gentili  e piccole piazze ombrose  per lunghi anni ci fu la sede di uno dei più grandi istituti psichiatrici d’Italia, ( manicomio) arrivò ad ospitare oltre 4.000 internati, poi lentamente iniziò il degrado, fino a quando dopo la legge Basaglia la1 80 del 1978 che ne decretò la chiusura, fu definitivamente abbandonato e ridotto in uno stato impietoso.  Attualmente solo una piccolissima parte dei grandi edifici sono  mantenuti in buone condizioni e adibiti  al servizio ospedaliero della sanità locale. 22 2 image24

ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta.

Alda Merini

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Laggiù, dove morivano i dannati nell’inferno decadente e folle nel manicomio infinito, dove le membra si avvoltolavano nei lini come in un sudario semita […] laggiù, nel manicomio facile era traslare toccare il paradiso […] laggiù tu vedevi Iddio…

Alda Merini

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Al momento della chiusura del manicomio tutti gli internati vennero restituiti alle famiglie, ma alcuni rimasero, sia perché dalle stesse rifiutati, sia perché erano soli al mondo.Ce ne sono ancora che si aggirano per i viali, seduti sulle panchine al sole nell’inverno, come vecchi stracci dimenticati, ma ce ne sono alcuni che non disdegnano di parlare con i visitatori, anche magari solo per chiedere del cibo o  piccole cose, magari un accendino che non potranno mai avere.Sono tutti assolutamente innocui e rassegnati, nei loro occhi persi nel vuoto traspare una immensa solitudine e tragica malinconia

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COMEMICHIAMO

Quando posso vado a trovarli e porto loro dei dolci, ma sembrano totalmente disinteressarsi a me, solo uno di loro mi riconosce venendomi incontro dondolando come se fosse sopra una nave sballottato dalle onde, sul volto una smorfia che vorrebbe forse  essere un sorriso. Mi chiede a gran voce” Acqua fresca, acqua fresca”, sa che andiamo al distributore automatico per fargliene prendere una piccola scorta. La prima volta che lo incontrai provai a chiedergli ” Come ti chiami ?’ e lui a me -Come mi chiamo?- pensai volesse sapere il mio nome e gli chiesi-io?- lui scosse la testa e disse indicandomi -tu bella- ok, mettiamo che io mi chiami Bella, ma tu come ti chiami, insistei-Comemichiamo- e Comemichiamo è rimasto.  Un giorno dopo che aveva prelevato  una bracciata di bottigliette, mi fece cenno di seguirlo, chi mi accompagnava mi diceva di no temendo per me, ma io non ne avevo paura e  lo volli seguire…mi portò in un luogo riparato del giardino, dietro ad un muretto conservava il suo piccolo tesoro, una catastella di bottigliette d’acqua…io gli dissi” Ma se le  lasci al sole non saranno più fresche”, lui sembrava non ascoltarmi e tutto contento batteva le mani “Acqua fresca, acqua fresca”…poi mi accorsi che aveva riempito una vaschettina  vuota di gelato con la sua acqua preziosa, un merlo felice ci  stava facendo un bel bagno, e capii, che era il mio “amico” generosamente a dividerla con gli uccellini…Ecco, lui forse era meno solo di tante persone che sguazzano nelle grandi piscine dentro case dorate….questo pensai commuovendomi forse un po’ troppo perché Comemichiamo si fece molto triste guardandomi…

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I poeti conclamano il vero, potrebbero essere dittatori e forse anche profeti perché dobbiamo schiacciarli contro un muro arroventato? Eppure i poeti sono inermi, l’algebra dolce del nostro destino. Hanno un corpo per tutti e una universale memoria, perché dobbiamo estirparli come si sradica l’erba impura? […] Lasciamoli al loro linguaggio, l’esempio del loro vivere nudo ci sosterrà fino alla fine del mondo quando prenderanno le trombe e suoneranno per noi.

Alda Merini

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Non vorrei chiudere il mio viaggio fatto attraverso il tempo a Volterra con questa straziante pagina  di vita, anche se non trovo neppure giusto dimenticarla, voglio invece lasciare uno spiraglio aperto alla dolcezza  proseguendo il testo iniziato da  Cristicchi con la sua struggente ” e ti lascerò una rosa” che parla della vera storia di lettere mai inoltrate dal manicomio  rimaste  relegate negli archivi e  da lui ritrovate ,  ho immaginato che la  ragazza cui era destinata l’ avesse ricevuta  e  avesse risposto.

 Ho  messo poi in chiusura tante, tantissime rose per cercare di interrompere il grigiore luttuoso delle foto di testimonianza, dedicandole a quelle povere vite emarginate, vinte, spezzate, inaridite ai margini di una società che si permette  di giudicare, mai di amare o cercare di capire per alleviarne il dolore.

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…E MI HAI LASCIATO UNA ROSA

Quando chiusi gli occhi -Li ho chiusi,è vero – Si nel silenzio dove ero celata

sola io e il mio sapore fra le lenzuola

 mi hai lasciato una rosa.

Quando aprii gli occhi era gualcita.

Succede che l’anima diventa schiuma per poi rinascere, non si consuma.

Oltre le onde delle lenzuola vagano sembianze  di luce chiara nella materia issate. Onde di luce.

Per un oggi, forse che non sarà più un domani.

Ventisqueras

( e scusate se ho aggiunto la mia povera poetica accostandola a quella della Grande e da me amata Alda)

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44 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. meo..... laura
    Lug 31, 2013 @ 10:14:05

    Sono stato in quel posto……da una sensazione strana….dal lugubre alla sofferenza che senti dentro i muri…….meo

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  2. Antonio Tomarchio
    Lug 31, 2013 @ 11:08:09

    I manicomi sono stati una pagina buia nella storia dell’umanità, luoghi dove venivano rinchiusi i più bisognosi di aiuto, persone fragili e indifese, menti turbate dalla crudeltà del mondo e dalla indifferenza della gente.

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    • ventisqueras
      Ago 04, 2013 @ 00:39:55

      le tue parole sono giuste, e ad accrescere questo ci sono anche le testimonianze di alcuni dipendenti dell’ex manicomio : hanno riferito che ogni tanto vedevano cadere giù dalle finestre più alte qualche mucchietto di stracci,,,e loro di nascosto si facevano il segno della croce
      quelli erano i matti che imparavano a volare descritti nel testo di Cristicchi
      benvenuto nella mia casa

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  3. lemieemozioniinimmaginieparole.
    Lug 31, 2013 @ 11:57:42

    grazie…e un post che mi fa riflettere molto…

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  4. Plumes d Anges
    Lug 31, 2013 @ 11:58:55

    C’est un lieu triste… l’architecture semble très belle… Je retiendrai les roses et la poésie. Belle journée Ventis. brigitte

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  5. sileno
    Lug 31, 2013 @ 12:02:41

    Ventis, la trua grande sensibilità ti fa onore.
    Un abbraccio

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  6. dadirri7
    Lug 31, 2013 @ 12:07:31

    powerful post ventis, thank you for all … and the roses 🙂

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  7. giselzitrone
    Lug 31, 2013 @ 14:33:18

    Wunderschöne Bilder lieber Ventis und schöne Texte ich wünsche dir einen schönen Mittwoch,und alles Liebe von mir.Gislinde

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  8. Denise
    Lug 31, 2013 @ 17:00:35

    Un grand merci ma chère Ventis pour ton billet ô combien poignant, triste, douleureux et si vrai. Ton coeur est si grand mon amie…
    C’est très émouvant.
    Merci pour les textes qui déchirent le coeur, pour les merveilleux poèmes d’Alda Merini et également pour le tien.
    Les magnifiques roses font du bien.
    Je t’embrasse bien fort ma chère Ventis

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    • ventisqueras
      Ago 04, 2013 @ 01:01:55

      la mia carissima DEnise dal dolcissimo cuore! sempre mi ricordo il motivo che ci ha fatte conoscere e la bellezza di questo incontro, il tuo animo gentile e la poesia delle tue foto, mi mancherai durante questi giorni della mia assenza
      ti abbraccio forte

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  9. ludmillarte
    Lug 31, 2013 @ 19:16:10

    è argomento delicatissimo, ancora solo in parte ‘risolto’. forse sarebbe tutto più semplice e rapido se tutti, ma proprio tutti, pensassimo a cosa faremmo se capitasse ad una persona a noi molto cara, se non addirittura a noi stessi. grazie per il tuo gesto sensibile (nonchè spero anche di sensibilizzazione) che è anche commovente omaggio all’indimenticabile Alda. ti abbraccio

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    • ventisqueras
      Ago 04, 2013 @ 01:10:52

      sai, c’è molta gente che chiede che queste ingiustizie non vengano dimenticate, ed il post l’ho fatto proprio con questo pensiero : testimoniare, difficile che si arrivi a risolvere aumentando sempre di più l’egoismo e l’indifferenza in questa società che sembra sempre di più essere votata al fatuo
      nel nostro piccolo cercheremo di fare al meglio
      grazie cara e dolce notte

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  10. restlessjo
    Lug 31, 2013 @ 21:12:10

    The black and white shots are so atmospheric, Ventis. I wish I understood a little more but I try my best, and I’m happy getting lost in your beautiful posts. 🙂

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    • ventisqueras
      Ago 04, 2013 @ 01:15:21

      è un post di difficile comprensione e molto impegnativo, forse anche trippo triste ed allora forse è meglio che tu abbia solo annotato ‘la bella atmosfera del bianco e nero delle foto
      grazie per l’impegno che metti per leggermi
      un abbraccio molto grande ed affettuoso
      is a post difficult to understand and very challenging, maybe even sad mobile DVD and then maybe it’s better that you just wrote down ‘ the nice atmosphere of black and white photos
      Thanks for the effort that you put to read
      a very large and affectionate hug

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  11. gelsobianco
    Ago 01, 2013 @ 03:58:30

    Troppo impegnativo!
    Ritorno, cara Ven!

    Sono stanchissima!
    gb

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  12. ombreflessuose
    Ago 01, 2013 @ 08:38:50

    In questi giorni vacanzieri e futili, riempirsi l’anima di questa scavante sofferenza
    mi aiuta a capire di come siamo piccini e miseri verso queste sfortunate creature
    Grazie, davvero, Ventis
    Abbraccio
    Mistral

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    • ventisqueras
      Ago 04, 2013 @ 01:18:40

      è proprio vero Mistral! talvolta siamo rattristati da piccole cose che lasciano il tempo che trovano dimenticandoci quanta sofferenza nascosta ci sfiori senza che noi possiamo accorgerci
      ti auguro di trascorrere una domenica serena
      bacio

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  13. Seçil Zoral
    Ago 01, 2013 @ 13:22:43

    Merhaba benim değerli arkadaşım Ventis 🙂
    sizin güzel paylaşımlarınız için çok teşekkür ederim
    mutlu ve neşe dolu bir gün diliyorum size
    çok kucak dolusu sevgilerle 🙂

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  14. giselzitrone
    Ago 01, 2013 @ 16:53:47

    Wünsche dir einen wunderschönen Nachmittag liebe Grüße von mir und Freundschaft.Gislinde

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    Rispondi

  15. Pellegrina
    Ago 01, 2013 @ 21:07:55

    Blog elegantissimo, il tuo. Capisco la Ferrari…

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  16. Gustavo Dandolo
    Ago 01, 2013 @ 21:45:33

    „Der Weltkrieg hatte begonnen, und meine Kindheit war zu Ende“. So endet das Buch „Als ich ein kleiner Junge war “ – dieser Ausspruch steht am Anfang einer langen Kette von Ereignissen, die Erich Kästner zu einem überzeugten Pazifisten machten. Zwar musste er nicht zum Dienst an die Front, da er seine Ausbildungszeit im Lazarett verbrachte, doch verängstigten ihn Nachrichten toter Klassenkameraden und andere Kriegsgeschehnisse sehr. Kästner, der sonst eher für Kinderbücher bekannt ist, überrascht in dem 1928 verfassten Gedicht „Kennst du das Land, wo die Kanonen blühen?“ mit einer scharfzüngigen, anti-militaristischen Kritikhaltung.

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    Rispondi

  17. gelsobianco
    Ago 02, 2013 @ 01:57:04

    Oh, Ven, una bellissima poesia la tua!
    Credimi. Sai che sono estremamente sincera.
    E quante rose… belle come sei tu!
    “Onde di luce”

    I manicomi, una storia troppo complessa per poterne parlare in poche righe.
    So che per molte persone malate la chiusura dei manicomi è stata una vera e propria tragedia.
    Questi poveretti furono mandati in una famiglia, la loro, che non conoscevano, che mal li sopportava.
    E le famiglie che hanno accolto con amore questi “matti” hanno incontrato problemi enormi.

    Profonda la storia di Comemichiamo.
    E la tua umanità salta fuori integra, intatta, cara amica.

    I versi della Merini scavano.

    Grazie, Ven!
    Ti abbraccio
    Un mio regalo per te!

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Ago 04, 2013 @ 01:34:46

      sai, conosco personalmente una tipa che aveva dato sua madre per morta, invece era internata proprio nel manicomio di Volterra, e quando questo è stato chiuso lei ha dovuto riprendere la madre in casa …puoi immaginarti che vergogna! Io la madre non l’ho conosciuta, quando questa signora venne ad abitare vicino a me la madre era davvero morta,ma la prima cosa che si evidenziava di lei era quella …Dio mio che tristezza

      sei sempre cara e gentile, e stasera sono stanca io, pant pant sono riuscita a rispondere a tutti meno male
      domani ti verrò ancora fare un salutino
      notte felice

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      Rispondi

      • gelsobianco
        Ago 04, 2013 @ 03:14:09

        Terribili situazioni si sono create, Ven, dalla chiusura dei manicomi non seguita da un’alternativa valida!
        Questo non è il luogo, ma avrei da raccontare qualcosa di veramente tragico.
        In Italia si butta giù anche ciò che è stato fatto con la passione, l’intelligenza, la sensibilità da qualcuno di veramente valido.
        Se ne potrebbe fare un post! Credimi.

        Torna a salutarmi.
        Smack
        gb

        Mi piace

  18. Łucja-Maria
    Ago 03, 2013 @ 20:00:11

    Sono contento che hai visitato il mio blog.
    Il tuo commento è stato molto interessante.
    Certo che voglio mantenere la nostra conoscenza virtuale.
    Vi auguro un piacevole soggiorno.
    Lascio saluti.
    Lucia

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  19. saragiroli
    Set 05, 2013 @ 23:13:39

    mi associo a mistral!
    bellissime immagini e grazie per averci riportato, anche se solo per un ìstante, alla realtà
    reale

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    Rispondi

  20. spaziocorrente
    Ott 04, 2013 @ 09:45:25

    E se i matti fossimo noi…

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    Rispondi

  21. Martina Ramsauer
    Nov 03, 2013 @ 16:16:44

    Ormai, mi hai messo in tentazione e mi sono recata virtualmente a Volterra. Devo ammettere che io ho dei ricordi molto positiva anche se c’erano le grandi mura della città, ma del manicomio non ne sapevamo. Sono stata toccata sia dalle foto che dei racconti e poesie, anche della tua. Buona settimana Martina

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