Giacomo Puccini e il suo lago ( Torre del Lago Puccini, Lucca )

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                                                                      Il troppo pieno della memoria

é il lontano rumore del treno che si frange

nel sempre nuovo e antico dilatarsi dell’alba

è il profilo di neve della ” bella addormentata”

nel troppo pieno della memoria

che goccia di stille

piccole stelle dalla notte dimenticate

o consapevoli lacrime:

sono

soltanto,

lentamente esistono fra queste luci spente

è la strada che va avanti

mentre il tempo slitta  dolcemente.

Ventisqueras

Il coro a bocca chiusa della Madama Butterfly è la musica che mi accompagna in sottofondo nella dolcezza dei pensieri ogni volta che ritorno o che penso a Torre del Lago: Cio-Cio-San.quella piccola farfalla che volteggia fra le note e fiori è il ” troppo piena della memoria” che mai si corrompe

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nella  bella villetta della mia dolcissima madrina passavo le mie estati di bambina, il rumore del treno  nella notte che mi giungeva da lontano mi era strano, nella mia casa in piena campagna non lo avevo mai ascoltato e mi accompagnava  mentre tornavano alla mente le fiabe e leggende che lei mi raccontava per farmi addormentare, la ” bella addormentata” era quella che più amavo perché al mattino svegliandomi, e aprendo la finestra ne vedevo il profilo luminoso nell’alba guardando le Apuane a nord-ovest.

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si racconta che nel paesino di Forno, nell’alta Garfagnana vivessero un pastore e suo figlio e che ogni mattina il profilo della “bella addormentata” fosse un tormento per il pastorello incuriosito dalla leggenda che raccontava di una bellissima giovinetta pietrificata nella montagna da una strega cattiva invidiosa della sua bellezza ( eh, ‘ste streghe, mai che vogliano farsi gli affari loro!) l’incantesimo sarebbe svanito solo se una persona coraggiosa avesse valicato i sette torrenti del diavolo e le sette rocce di spine per raggiungerla portando con se un mazzolino fresco di fiordalisi senza guarcirli. Quando fu il tempo di raccogliere i fiorellini azzurri il pastore si decise a raccoglierli e a tentare l’avventura

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e partì per la montagna guidato dal volo di sette corvi. valicati i sette fiumi del diavolo e le sette rocce di spine ( dove si graffiò tutto, ma tenendo sempre i fiori in alto non li fece sciupare neanche un po’) arrivò proprio dove il profilo della fanciulla disegnava il seno e vi poggiò il mazzolino di fiordalisi.Subito il cielo diventò nero e tuoni e  lampi lo squassarono, un forte terremoto spalancò la terra e ne uscì la bellissima fanciulla che manco a dirlo si precipitò sul suo eroe abbracciandolo stretto…e come finì? beh si sa, si sposarono e furono felici e contenti fino al resto dei loro giorni ( questo solo per le favole, he? allora non esistevano il divorzio e la famiglia allargata:-) )

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ma veniamo a colui per cui sto scrivendo questi ricordi il maestro Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini (  he ma quanti nomi! sembra un hidalgo spagnolo) nato a Lucca  nel 1858 e morto a Bruxelles nel 1924 considerato uno dei più grandi maestri d’Opera mondiale,

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da 4 generazioni i Puccini erano  maestri di cappella del Duomo della Repubblica lucchese. Appena fu in grado di guadagnare abbastanza, dopo il successo del suo primo capolavoro ( la Manon Lescaut)  poté permettersi di costruire una villa, lo fece lontano dalla città ( che non amava) in un luogo prossimo alle sue origini Torre del Lago ( ora Torre del lago Puccini )  che lui stesso così descriveva:

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Gaudio supremo, paradiso,  eden, ” turris eburnea” ” vas spirituale”, reggia.lago-980x360

abitanti 120, case 12, Paese tranquillo con macchie splendide fino al mare popolato da ogni genere di cacciagione,

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Padule immenso con tramonti lussuriosi e straordinari.

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Vento dominante in estate il maestrale, in inverno il libeccio o il grecale. Oltre i suddetti 120 abitanti, i canali navigabili e le troglodite capanne di falasco ci sono molte folaghe, fischioni, tuffetti e mestoloni, certo più intelligenti degli abitanti ( era un tipo caustico, he? bello spirito, cattivo carattere, si dice, no?) perché difficili ad accostarsi.

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Dicono che nella pineta “bagoli” un animale raro chiamato Antilisca. ( l’Antilisca naturalmente non esiste , il maestro aveva fatto uno scherzo ad un amico lasciandolo nella pineta per ore ad aspettare il fantomatico animale) e  questo la dice lunga sul suo spirito goliardico.

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amava, come avrete capito la caccia e per lui fu ideato e costruito  il primo fuoristrada

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La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Gabriele D’Annunzio

in questa stessa pineta amata da Giacomo Puccini per la caccia, Gabriele D’Annunzio compose una delle sue più celebrate liriche, le atmosfere erano molto diverse da quelle odierne, la popolazione era molto povera, ancora non aveva conosciuto il boom turistico, viveva di pesca e per arrotondare nella pineta andavano a raccogliere legna da vendere e salivano sugli altissimi pini secolari per scuotere le pine, a volte facendo brutte cadute anche mortali

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questi frutti e fiori del bosco ne illeggiadriscono la rigogliosa ed esuberante natura

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che arriva fino alle dune sabbiose e tocca la fine sabbia marmorea del bellissimo litorale

Verga-doro-delle-spiagge-endemismodove prolifica la pianta endemica della verga d’oro

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ma torniamo al lago di Massaciuccoli che si estende come infiltrazione marina creando una zona paludosa che ora è parco lacustre e oasi faunistica e non è più abitato solo dalle 120 persone conosciute da Giacomo Puccini, ma è divenuta una fiorente e deliziosa cittadina dove il grande compositore sembra continuare a vivere, quasi non se ne fosse mai andato, tanto grande è l’affetto  e il ricordo per lui dei torrelaghesi, tutti hanno aneddoti da raccontare tramandati dalle generazioni che si sono succedute dopo la sua morte.

Auditorium-torre-del-lagoun grande anfiteatro da pochi anni  ampliato proprio di fronte alla villa-museo del maestro, ospita ogni anno nei mesi di luglio-agoste la grande manifestazione del Festival pucciniano, vi accorrono ospiti entusiasti da ogni parte del mondo

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Torre_del_Lago_LU_www_bellezzedellatoscana_it_002in questa stessa villa  c’è nella sua piccola cappella la tomba del maestro

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questo fu anche il luogo di una grande tragedia e scandalo nella vita di Puccini la bella Dora Manfredi nipote del barcaiolo che accompagnava Puccini alle battute di caccia alle folaghe e domestica nella villa   si suicidò avvelenandosi perseguitata dalla gelosia di Elvira la moglie del compositore, aggravando ancora di più i già difficili rapporti fra i coniugi

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con le prime ombre della sera che s’addensano sul lago e la musica dolcissima della Manon è tempo di salutare questo luogo incantato da cui un Grande trasse ispirazione per lasciare le sue musiche immortali ad aleggiare nei luoghi dove ha vissuto, che tanto ha amato e che sembrano davvero misteriosamente essere sempre  captate oltre silenzio.

Ventisqueras

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53 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. RosaVelata
    Gen 22, 2015 @ 18:38:12

    Che bel post, pieno delle cose della vita: la guardi con occhio bello, occhio di poesia
    Baci

    Liked by 1 persona

    Rispondi

  2. Martina Ramsauer
    Gen 22, 2015 @ 19:08:42

    Cara Annalisa, con questo tuo post in memoria a Giacomo Puccini che mi piace tanto,particolarmente Tosca e Madame Butterfly, con le sue foto meravigliose, la bella addormentata e il suono del treno mi fai ritornare in gioventù e mi fai stare proprio bene.:) Cari saluti da Martina

    Liked by 1 persona

    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 07:49:30

      le donne del mio amatissimo Puccini, sono tutte molto particolari, i librettisti ( i grandi Illica e Giacosa) ne hanno marcato il loro lato più tragico ( del resto l’Opera viene anche definita -melodramma no?) ma quelle sue musiche dolcissime riescono sempre a mitigarne questo loro aspetto spesso commovente e straziante
      serena giornata mia cara martina

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      Rispondi

  3. poetella
    Gen 22, 2015 @ 21:11:49

    ventis!
    che meraviglia!
    Callas, poi… la adoro!

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    Rispondi

  4. Dina
    Gen 22, 2015 @ 23:08:28

    Thank you, Annalisa, thank you, thank you, tusen takk for this wonderful gift!! ❤

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    Rispondi

  5. YellowCable
    Gen 23, 2015 @ 01:38:28

    Lovely pictures of different places and they are all serenity.

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    Rispondi

  6. Pinocchio non c'è più
    Gen 23, 2015 @ 13:53:55

    Descrizione splendida e poetica come sempre. La cosa che mi fa più piacere è ritrovarti qui e leggerti. Boia dhe, t’ho fatto ‘na sviolinata mi’a da ride. Un abbraccio amica mia.

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 07:56:42

      ma non fai sviolinate, caro France, esprimi il tuo pensiero che oltre quel tuo modo scanzonato di prendere la vita, sensibilissimo e romantico, mi dispiace che questo ultimo periodo con le esigenze del mio lavoro abbia contribuito a tenerci distanti, spero di poter rimediare
      felice giorno

      Liked by 1 persona

      Rispondi

  7. sileno
    Gen 23, 2015 @ 18:51:45

    “é il lontano rumore del treno che si frange
    nel sempre nuovo e antico dilatarsi dell’alba”
    Solo con questi versi mi hai fatto fare il pieno della memoria di tante albe e tanti crepuscoli visti dai finestrini di tanti treni.
    Incantevole la musica di Puccini che hai proposto. Ciao e ancora grazie per questi sogni ad occhi aperti che ci sai donare..

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 07:58:49

      i tuoi commenti sono sempre molto emozionanti, e sempre attenti ai miei versi, e questo mi rallegra l’animo tantissimo
      grazie amico Ermanno, sempre onorata e lieta di ospitarti nei miei post

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      Rispondi

  8. Soleggiata
    Gen 23, 2015 @ 20:25:27

    Meravoglioso questo post … Sono senza parole … Ah si .. Posso dire ” Grazie” … “Grazie mille” …

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    Rispondi

  9. Denise
    Gen 23, 2015 @ 20:45:03

    Bonsoir ma chère Ventis, mille mercis pour ton magnifique billet sur Giacomo Pucchini. Tes photos sont de toute beauté et tout est magique.
    Mon mari et moi avons vu la Boheme à l’Opéra. Que c’était beau.
    Merci pour les vidéos, ce sont de grands moments qui prennent le coeur.
    Je te souhaite de tout coeur un très beau week-end avec mes amitiés.
    Gros bisous 🙂

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 09:48:49

      non potevo dubitare che nel tuo animo dolcissimo non avessero spazio le rappresentazioni dell’Opera, e soprattutto la grande musica! Vederle ed ascoltarle in scena è sempre un’emozione grandissima, indimenticabile,
      Ti ringrazio per le parole gentili e la tua presenza preziosa nei miei post
      un grande abbraccio molto affettuoso

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      Rispondi

  10. Maria-Lina
    Gen 24, 2015 @ 01:04:38

    Quale meraviglioso biglietto dolce Ventis, le tue foto sono magnifiche! Un grosso grazie per questa bella divisione! Bacio e buona fine settimana nella gioia e la tenerezza!

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 09:50:38

      grazie a te MariaLina, spero che tu sia tornata dalla tua vacanza nel Mexico, sono proprio curiosa di passare da te per vedere le meravigliose immagini che certo avrai scattato
      a presto, dunque
      un grosso bacio

      Mi piace

      Rispondi

  11. Anonimo
    Gen 25, 2015 @ 09:22:53

    anche a me è caro diciamo sacro, questo luogo dove aleggiano in eterno musiche immortali grazie
    un’amica toscana

    Mi piace

    Rispondi

  12. Anonimo
    Gen 25, 2015 @ 09:23:48

    il tuo post è magnifico!!!!!!!

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    Rispondi

  13. anotherday2paradise
    Gen 27, 2015 @ 15:55:31

    A beautiful post, Annalisa. Your images are all so lovely, especially the moss covered tree trunk with the pretty pink flowers, and the swans in the sunset. Stunning photo! Andrea Bocelli is a favourite of mine, and I enjoyed listening to ‘Nessun Dorma’. I hope your week is a joyful one. xx

    Mi piace

    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 10:17:13

      buon giorno cara Silvya, ben conosco i tuoi raffinati gusti musicali ed ero quasi certa di quello che avresti scelto come preferito( come non amare Bocelli e Puccini?) l’immagine sognante dei due cigni al tramonto, poi sul bellissimo lago di Massaciuccoli sono una dolce carezza all’anima
      ti abbraccio con molto affetto

      Mi piace

      Rispondi

  14. Anonimo
    Gen 27, 2015 @ 17:12:26

    pensa, cara, che nell’anfiteatro sul lago ho assistito ad una rappresentazione magica della Turandot, a parte la bravura degli interpreti e la suggestione delle musiche, la sceneggiatura prevedeva una grande luna e…ad un tratto( strappando un lungo ooooooooooooooooooooh di meravigli agli spettatori, salutata anche da un lungio applauso ad un tratto è sorta sul lago una seconda luna ( quella vera, certo) che forse non aveva voluto neanche lei perdersi lo spettacolo
    tutto quello che descrivi mi ha fatta venire i brividi, e le musiche di Puccini che hai scelto sono fra le mie preferite, in particolare quel ” O mio babbino caro” dal gianni Schicchi, magistralmente interpretato dalla divina Callas
    ancora una volta grazie per la grande emozione ricevuta
    un grosso bacio
    Mirella

    Mi piace

    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 10:20:03

      ma Mirella!!!! non mi dirai che anche tu eri presente a QUELLA Turandot con le due lune sul lago????!!! non posso crederci…ta tu pensa com’è piccolo il mondo, eravamo unite nella stessa emozione…sapevo della nostra empatia da subito, ma che potessero esistere fra di noi anche delle esperienze tattili
      una cosa grandiosa!!!
      baci, baci

      Mi piace

      Rispondi

  15. restlessjo
    Gen 27, 2015 @ 20:16:12

    What a wonderful post you have put together, Ventis! The Madame Butterfly video is enchanting and then you go from strength to strength 🙂 So very beautiful in a style that only you can accomplish. Hugs, cara i grazie mille!

    Mi piace

    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 10:37:22

      carissima Jo, è sempre bellissimo avere il tuo apprezzamento e il tuo saluto, se sei ancora nella bella Algarve spero avrai a rallegrarti tanto sole, qui piove a dirotto, uffa
      ricevi un grande abbraccio molto affettuoso

      Mi piace

      Rispondi

  16. annamaria49
    Gen 30, 2015 @ 08:43:21

    Buongiorno, cara, non ho parole per descrivere l’emozione che mi procurato il tuo post, è talmente ricco di aneddoti, foto, video e riferimenti storici che mi chiedo spesso come tu faccia a essere così dettagliata, e la risposta poi ce l’ho: è la tua passione per l’arte, per la natura a stimolarti nella ricerca sempre perfetta, nonché nei tuoi scritti di qualità.
    Complimenti, sinceri!
    un affettuoso abbraccio
    annamaria

    Mi piace

    Rispondi

    • ventisqueras
      Feb 05, 2015 @ 10:43:40

      cara Annamaria, certi post, come questo, mi salgono direttamente come dico nel testo “dal troppo pieno della memoria” ho solo la grande emozione di raccoglierli a piene mani, come farei sopra un prato di matgherite, e di lasciarmi ancora sorprendere dalla grande emozione che mi pervade.Ricordi bellissimi, incancellabili, spesso si legano ad altrettanti luoghi che sembrano scelti appositamente per vivere eternamente.
      Qui mi rilasso a scrivere, invece ho indietro ancora una grande quantità di appunti del lungo viaggio in mediooriente di questa estate che ho solo iniziato a decifrace con qualche istantanea di istambul, e che vorrei finire, per non lasciare che appunti e ricordi affastellati in pochi giorni finiscano per svanire…spero di poterlo fare presto
      ti ringrazio infinitamente per le parole che mi dici, sono sempre incoraggiamento ed incentivo per cercare di migliorarlmi
      a presto mia cara

      Mi piace

      Rispondi

  17. M-R
    Gen 30, 2015 @ 21:04:29

    Ciao cara ! – non so com’è non ho visto questo post. Mi fa arrabbiare – la musica lirica è per me un grande amore, specialmente tutte le donne del maestro Puccini (tutti i maestri italiani devo dire). Non vedo qualcosa dal mio eroe Plácido Domingo ! – come mai ?

    Mi piace

    Rispondi

  18. ladyfi
    Gen 31, 2015 @ 06:49:37

    I’m in awe of the photos – so beautiful!

    Mi piace

    Rispondi

  19. 65luna
    Gen 31, 2015 @ 08:58:02

    Che bel “reportage”: complimenti!Buon we,65Luna

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    Rispondi

  20. Sartenada
    Gen 31, 2015 @ 11:10:43

    What an amazing post full with stunning photos. My favorite is kissing swans at sunset.

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    Rispondi

  21. lolaWi
    Gen 31, 2015 @ 12:56:03

    What a gallery of stunning photos! I love them all 🙂

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    Rispondi

  22. domenica luise
    Gen 31, 2015 @ 18:22:22

    Che meraviglia, una vera ricchezza goduriosa questo tuo splendido post, hai radunato i miei cantanti prediletti e ho imparato cose che non sapevo. Vedo che la felicità non è per nessuno e che la gelosia, che fosse opportuna o no, della moglie ha spinto addirittura la giovane domestica al suicidio. Giacomo Puccini è il mio autore lirico prediletto, ci ha lasciato meravigliose armonie. Grazie ed un abbraccio affettuoso.

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    Rispondi

  23. giselzitrone
    Feb 02, 2015 @ 10:01:17

    Einen schönen Montag wünsche ich dir wunderschöne Fotos und Text toll beschrieben ich wünsche dir eine gute neue Woche lieber Gruß Gislinde

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    Rispondi

  24. lamaisondesmarguerites
    Feb 03, 2015 @ 19:11:02

    Quel billet riche en mots et photos. Je vais revenir pour devenir et comprendre tes mots. 😉

    Mi piace

    Rispondi

  25. lamaisondesmarguerites
    Feb 03, 2015 @ 19:12:36

    Excuse-moi. Pour deviner et non devenir (peut être que le froid mélange mes lettres) 🙂

    Mi piace

    Rispondi

  26. Anonimo
    Feb 05, 2015 @ 10:03:22

    Odi? La pioggia cade
    su la solitaria
    verdura
    con un crepitío che dura
    e varia nell’aria
    secondo le fronde
    più rade, men rade.
    Ascolta. Risponde
    al pianto il canto
    delle cicale
    che il pianto australe
    non impaura,
    nè il ciel cinerino.
    E il pino
    ha un suono, e il mirto
    altro suono, e il ginepro
    altro ancóra, stromenti
    diversi
    sotto innumerevoli dita.
    E immersi
    noi siam nello spirto
    silvestre,
    d’arborea vita viventi;
    e il tuo volto ebro
    è molle di pioggia
    come una foglia,
    e le tue chiome
    auliscono come
    le chiare ginestre,
    o creatura terrestre
    che hai nome
    Ermione.

    Ascolta, ascolta. L’accordo
    delle aeree cicale
    a poco a poco
    più sordo
    si fa sotto il pianto
    che cresce;
    ma un canto vi si mesce
    più roco
    che di laggiù sale,
    dall’umida ombra remota.
    Più sordo e più fioco
    s’allenta, si spegne.
    Sola una nota
    ancor trema, si spegne,
    risorge, trema, si spegne.
    Non s’ode voce del mare.
    Or s’ode su tutta la fronda
    crosciare
    l’argentea pioggia
    che monda,
    il croscio che varia
    secondo la fronda
    più folta, men folta.
    Ascolta.
    La figlia dell’aria
    è muta; ma la figlia
    del limo lontana,
    la rana,
    canta nell’ombra più fonda,
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su le tue ciglia,
    Ermione.

    Piove su le tue ciglia nere
    sìche par tu pianga
    ma di piacere; non bianca
    ma quasi fatta virente,
    par da scorza tu esca.
    E tutta la vita è in noi fresca
    aulente,
    il cuor nel petto è come pesca
    intatta,
    tra le pàlpebre gli occhi
    son come polle tra l’erbe,
    i denti negli alvèoli
    con come mandorle acerbe.
    E andiam di fratta in fratta,
    or congiunti or disciolti
    (e il verde vigor rude
    ci allaccia i mallèoli
    c’intrica i ginocchi)
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su i nostri vólti
    silvani,
    piove su le nostre mani
    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggieri,
    su i freschi pensieri
    che l’anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    m’illuse, che oggi t’illude,
    o Ermione.

    Gabriele D’annunzio

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