IL giorno più lungo 6 giugno 1944, lo sbarco in Normandia-The longest day-D.Day in Normandy

p019_1_1Sono stata molto incerta se ricordare questa pagina di storia vissuta sui bellissimi e idilliaci luoghi da me visitati,

sbarco

provo orrore per le guerre, per tutte le guerre, non credo a quelle definite ” giuste”, c’è solo quell’abominio che mette  uomo contro uomo, fratello contro fratello, spesso per le tremende vicissitudini trascorse questi soldati si sono  abbrutiti,  o impazziti, irriconoscibili anche a se stessi a fronte dei pochi che con atti d’amore eroici riscattano in parte il genere umano.

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Ho deciso di parlarne per rispetto  alle centinaia di migliaia di vite stroncate dalle follie dei potenti,  con il loro sangue colorarono  di rosso queste spiagge e questo  mare, mentre nei campi di grano di rosso fiorivano i papaveri

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.Non faccio distinzione tra vincitori e vinti, credo se avessero potuto scegliere la maggioranza di loro questa guerra non l’avrebbero voluta, ma  hanno combattuto per  dovere,  per fedeltà alla patria vincendo la feroce paura che certo li assaliva. Morti  in battaglia,   o distrutti per sempre nel corpo e nello spirito, nella mente.

U.S. reinforcements land on Omaha beach during the Normandy D-Day landings near Vierville sur Mer, France, on June 6, 1944 in this handout photo provided by the US National Archives. On June 6, 1944, allied soldiers descended on the beaches of Normandy for D-Day - an operation that turned the tide of the Second World War against the Nazis, marking the beginning of the end of the conflict. Today, as many around the world prepare to commemorate the 70th anniversary of the landings, pictures of Normandy's now-touristy beaches stand in stark contrast to images taken around the time of the invasion. But while the landscape has changed, the memory of the momentous event lives on. Reuters photographer Chris Helgren compiled a series of archive pictures taken during the 1944 invasion and then went back to the same places, to photograph them as they appear today. Picture taken June 6, 1944. REUTERS/Cpt Herman Wall/US National Archives/Handout via Reuters (FRANCE - Tags: ANNIVERSARY MILITARY CONFLICT) ATTENTION EDITORS - THIS PICTURE WAS PROVIDED BY A THIRD PARTY. REUTERS IS UNABLE TO INDEPENDENTLY VERIFY THE AUTHENTICITY, CONTENT, LOCATION OR DATE OF THIS IMAGE. THIS PICTURE IS DISTRIBUTED EXACTLY AS RECEIVED BY REUTERS, AS A SERVICE TO CLIENTS. FOR EDITORIAL USE ONLY. NOT FOR SALE FOR MARKETING OR ADVERTISING CAMPAIGNS. ATTENTION EDITORS: PICTURE 07 OF 34 FOR PACKAGE 'WWII - THE D-DAY LANDINGS, 70 YEARS ON' TO FIND ALL IMAGES SEARCH 'D-DAY HELGREN'

U.S. reinforcements land on Omaha beach during the Normandy D-Day landings near Vierville sur Mer, France, on June 6, 1944 in this handout photo provided by the US National Archives. On June 6, 1944

Lo sbarco delle truppe alleate in Normandia viene comunemente conosciuto e definito come il giorno più lungo. 

Io sono qui per provare qualcosa in cui credo: che la guerra è inutile e sciocca, la più bestiale prova di idiozia della razza terrestre John Fitzgerard Kennedy

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Nel 2014 si sono commemorati 70 anni dall’avvenimento, ma ogni anno ci sono una serie di iniziative che  coinvolgono tutta la Normandia, l’intera regione conserva cicatrici e segni ormai trasformati in memoria. Si sono preparati itinerari e  musei ( che volutamente io non ho visitato) a testimonianza di quella che viene considerata la più grande operazione di guerra della storia. (Il museo più interessante sembra essere quello della città di Caen. )2guerr4670

Un ruolo molto importante lo ebbero l’aviazione e i lanci delle truppe paracadutate che preparavano il terreno ai marines dello sbarco

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Si nota immediatamente quando si va verso il centro di St.Mere- Eglise: è un modello a grandezza naturale del soldato  John Steele intrappolato col suo paracadute sul tetto del campanile della chiesa

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si era lanciato presto la mattina  del 6 giugno, il paesino era di vitale importanza per gli americani, da lì si poteva proteggere Utah Beach, la spiaggia dove sarebbe avvenire lo sbarco3679087183_34e1bbac81_m

L’elica di un C47 Dakota l’aereo da cui venivano paracadutati i soldati, conservata gelosamente

                                I grandi cimiteri sotto la luna

Ho preso come incipit per questo triste capitolo il titolo di un romanzo di Georges Bernanos che in qualche modo descrive la pace che si prova entrando in uno di questi immensi cimiteri di guerra. Quello  americano dei militari caduti durante lo sbarco si trova a  Colleville- sur- mer, con una splendida vista sul mare

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9.387 tombe di caduti! luogo di grandissima suggestione

 

Come questa pietra

del San Michele

così fredda

così dura

così prosciugata

così refrattaria

così totalmente

disarmata

così  il mio pianto

che non si vede.

La morte

si sconta

vivendo.

Giuseppe Ungaretti

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imagevi si aggirano smarriti  qualche anziano reduce sopravvissuto o parenti alla ricerca di un nome amato perso fra tante croci

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Rainville cimitero militare tedesco: a questo conducono le guerre, una distesa infinita di tombe

Pelle di serpente

Sia pure notte e che il sole

si spenga per sempre

sotto le zolle e l’erba

veglia una pace di piombo.

Sussurri il vento, note di tempesta:

di pelle di serpente

s’è spogliato il cuore

nudo

lo tengo fra le dita

gronda di lacrime e sangue .

Ventisqueras

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vele, rigide non si tendono al vento, immobili ricordano con sgomento un infinito  istante di  anelito alla libertà

Utah Beach, il punto più famoso, nome dato in codice dagli alleati ad una delle cinque spiagge dello sbarco, stupendo tratto di costa che interessa i comuni di Sainte Marie- du- mont e Saint- Martin-du Varreville

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dieci minuti dopo la mezzanotte  il tenente Poole  toccò per primo la sabbia di Utah Beach, fu l’inizio dell’operazione Overlord

a pochi metri dal mare una serie di fortificazioni costruite dall’esercito tedesco, gli enormi bunker di Merville, che prendono il nome dal vicino paese,  imponenti, mostruosi fanno ancora paura, belve affamate con le fauci spalancate pronte a vomitare fuoco

la  formidabile difesa dell’esercito nazista era costituita da 49 divisioni di fanteria, 10 corazzate, 1600 carri armati, 198 aerei da bombardamento, 125 da caccia, 3 cacciatorpediniere 36 siluranti e 34  sommergibili,

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cui gli alleati contrapposero 6 divisioni di fanteria, 55 motorizzate, 25 divisioni corazzate, un numero incalcolabile di carri armati 3.476 aerei da bombardamento, 5.409 aerei da caccia, 6 navi corazzate, 27 incrociatori, 164 cacciatorpediniere e 6.500 mezzi da sbarco, si calcola che in totale furono impiegati da parte loro 3 milioni di uomini. normandia2010469

 quello che accadde quando queste due potentissime macchine da distruzione vennero allo scontro penso sia inenarrabile.Ho voluto  ricordare quella immane carneficina ancora con il rosso dei papaveri, ma ingentilito dall’azzurro dei fiordalisi,  pensando così di  rendere più lieve il  riposo a chi giace sotto questa terra. Mille papaveri rossi ritornano nel canto angosciato eppure pacato de ” La guerra di Piero”  dove il cantautore (  fra quelli  da me più amati) riconduce la guerra a dimensione umana, quella di un singolo cui dare un nome e una storia, esprimendo   il suo orrore per la guerra, per tutte le guerre.

Francia Tramonto sulla Cote d'Opale (La Manica)

questo relitto -simbolo sulle spiagge della Normandia vorrebbe gridare:MAI PIU’LA GUERRA!!!!! …ma intanto continuano a imperversare in ogni angolo del mondo…a cosa servono le lezioni della storia, penso con sgomento ?!

                                                          Ventisqueras

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40 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. vever02
    Ott 25, 2015 @ 18:10:41

    Servizio grazioso un uno momento drammatico della nostra storia a tutti…
    Gli desidero una bella sera.

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  2. LECLERC Guy dott.
    Ott 25, 2015 @ 18:16:22

    Meravigliosi e tanto importanti ricordi du jour le plus long
    Grazie per i suoi miravigliosi foto e poeticche commenti su Honfleur Dunque La conosce bene la nostra Francia

    Tante belle Pisa, Lucca e la Toscana ..E una grazia del cielo !.bisognerebbe un articolo unicamente su Barga, più bello villagio del mondo…
    Amarebbe tanto registrare qualque dei suoi bellissime articoli, ma peccato non mi sembra possibile ??

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    • ventisqueras
      Ott 26, 2015 @ 22:42:30

      Bonsoir monsieur LeClerc, se ben ricordo ho avuto l’onore di un suo commento nel post che dedicai alla bella Ilaria del Carretto e alla bellissima Lucca.Una parte delle mie vacanze estive le ho trascorse in Normandia ed ora sto raccogliendo nel blog i miei appunti di viaggio, conosco abbastanza bene la Douce France, ho anche parenti a Nimes che spesso vado a trovare e mi aiutano a conoscere meglio il territorio, ma certo non quanto vorrei!!!!
      Concordo con lei che Barga sia una cittadina veramente deliziosa e chissà che una volta non le dedichi un post!
      Riguardo al fatto che non riesce a prelevare i miei scritti non le saprei dire, io non ho posto nessun veto, ha provato a fare il re-blog? di solito funziona, mi faccia sapere se ha bisogno di qualche altra informazione in proposito sono a sua disposizione.
      La ringrazio tantissimo della visita e del commento, passi una lieta sera

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      Rispondi

  3. sileno
    Ott 25, 2015 @ 19:25:52

    Questo post ricorda decine di migliaia giovani che sono stati sacrificati per la brama di sottomettere il mondo da personaggi che ben protetti e sicuri li mandavano alla morte e mentre i venditori di armi arricchivano smisuratamente.
    Certo che bisogna provare orrore per tutte le guerre e anche per coloro che spargono odio nei confronti di tanta povera gente innocente che fugge dalle guerre e che vaga per il mondo in cerca di un posto dove vivere in pace e senza paura che ogni momento possa bussare la signora con la falce.
    Ciao Ventis e grazie per un attimo di meditazione.

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    • ventisqueras
      Ott 26, 2015 @ 22:47:36

      I nostri pensieri sono in simbiosi su questo tema inesauribile e purtroppo sempre presente in mille diverse forme nel nostro pianeta, si cercano formule che non risultano mai valide per risolvere i drammi di milioni di persone, e la buona volontà di alcuni non sopravvale su la mala volontà, purtroppo di tantissimi altri.
      Soprattutto quei grandi cimiteri mettono angoscia e sgomento, come tutti i cimiteri di guerra.
      Ti ringrazio tanto per le tue sentite parole.
      Un amichevole abbraccio
      Annalisa

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  4. Denise
    Ott 25, 2015 @ 20:33:09

    Bonsoir ma chère Ventis et merci de ton très beau billet sur cette guerre. La paix devrait être dans le coeur de tous les Hommes mais… il faut y croire très fort.
    Je te souhaite une très douce soirée avec mes amitiés chère amie.
    Je t’embrasse ♥

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    • ventisqueras
      Ott 29, 2015 @ 09:34:48

      Buona giornata Denise cara, tutte le persone benpensanti credono nella pace che uno dei beni fondamentali della vita, e queste grandi tragedie stanno a ricordarcelo…per quello che può valere questo è stato il mio pensiero nello scrivere
      grazie, e a presto

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  5. YellowCable
    Ott 25, 2015 @ 20:36:57

    I do feel the same about war any war. .. please no more.

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  6. poetella
    Ott 25, 2015 @ 21:09:37

    a questo conducono le guerre, una distesa infinita di tombe.
    Brava Ventis…

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  7. RosaVelata
    Ott 25, 2015 @ 21:38:15

    post drammaticamente bello
    Baci

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  8. Nicola Losito
    Ott 26, 2015 @ 09:57:05

    E’ giusto dire no alle guerre, inutile carneficina di vite umane. Ma come rispondere alla violenza e alla sopraffazione del terrorismo internazionale che uccide uomini, donne, bambini e distrugge la bellezza delle opere d’arte antica?
    Questo è il dilemma di oggi.
    Grazie per il ricordo di quel lungo giorno.
    Nicola

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    • ventisqueras
      Ott 29, 2015 @ 09:40:01

      buon giorno Nicola, la mia amica Miri ( che si è firmata solo nella risposta che segue, ha interpretato anche il mio pensiero nel rivolgersi a te, sottoscrivo e ringrazio sia te che lei
      🙂

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      Rispondi

  9. Anonimo
    Ott 26, 2015 @ 10:34:17

    ciao, ho letto le tematiche qui sopra del Sig; Losito e devo dire che non fanno una piega…ma..
    ma, queste risposte alla follia di” non si sa bene chi”, e perché e da chi sia mandato finisce sempre per avere un lunghissimo strascico che non porta poi da nessuna parte
    Qui prodest?dalla Medea di Seneca
    a che serve?
    prodest hoc horribile bellum?
    a chi serve questa orribile guerra?

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Ott 29, 2015 @ 09:43:48

      a che serve?
      a chi serve?
      interrogativi che sempre ci tormentano assommate alla tragicità delle guerre, e forse nel nostro rofondo siamo anche in grado di rispondere e di interpretare, certo ognuno a modo suo, ma sempre ed inevocabilmente CONTRO chi gestisce il potere, e conduce i popoli come pecore al macello
      come vedi ho fatto della tua la mia risposta a Nicola

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      Rispondi

  10. Anonimo
    Ott 26, 2015 @ 10:40:05

    sono sempre io la Miri
    mi scuso col Sig. Nicola se ho dimenticato la firma, ma volevo fare il commento al tuo post che trovo meravigliosamente onesto e vero.
    Ho saputo dettagli che non conoscevo su questo lontano evento, dettagli che contribuiscono come la canzone di De Andr a mettere in luce il singolo. l’essere umano difronte a ciò che è incomprensibile e non rifiutabile
    Spesso ci si sofferma a dare attenzione a ciò che è meno sconvolgente ma quello della guerra dovrebbe essere un tema assolutamente prioritario, ne parlo sempre ai miei ragazzi nelle mie lezioni.
    concordo pienamente con te
    MAI PIU’ LA GUERRA
    un grosso bacio

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Ott 29, 2015 @ 09:49:32

      sì, ho cercato di scendere nel particolare facendo nomi di militari esistiti e di cui purtroppo non conosco la fine, se sopravvissuti o…, certo e comunque il loro stato un grande sacrificio, un dovere imposto ma ugualmente sentito come tale, o forse avevano un ideale di libertà, ma che poi libertà significhi fare la guerra questo è un altro paio di maniche come si dice qui a Pisa.
      Penso che presi uno per uno sia difficile trovare qualcuno che incoraggi le guerre…come disse Mussolini prima di dichiarare la guerra al popolo osannante che la reclamava a gran voce ( idiozia massiva!!!!!) Italiani, le guerre si sa come cominciano,ma non come finiscono,…vaspita ed aveva maledettamente ragione!
      un grosso bacio

      Mi piace

      Rispondi

  11. Maria-Lina
    Ott 26, 2015 @ 13:38:28

    Bonjour ma belle amie, que ton billet est émouvant et touchant… Ah si tout le monde pouvait vivre en paix, ce serait merveilleux, il faut y croire! Bise et bon lundi tout en douceur!

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  12. ladyfi
    Ott 27, 2015 @ 11:01:03

    A touching tribute.

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  13. restlessjo
    Ott 27, 2015 @ 16:31:55

    I don’t think we’ll ever learn, Ventis. You just have to switch on the news or look at a map. It’s so depressing. I wish I could think of a happier future,

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Ott 29, 2015 @ 09:56:23

      Cara amica Jo, da quando esite l’uomo esistono i conflitti e le guerre, ma infondo al cuore c’è sempre la Speranza di poter davvero imparare qualcosa che ci insegni la comprensione e la pacifica convivenza: saperci perdonare a vicenda!
      un grande e affettuoso abbraccio

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      Rispondi

  14. lamaisondesmarguerites
    Ott 28, 2015 @ 23:32:10

    Mon père, compagnon de la 2ème DB débarqua à Grand Camp le 1er août 1944 et participa à la Campagne de France. Le jour où il retourna sur une des plages du débarquement, il ne cessa de pleurer.

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Ott 29, 2015 @ 10:00:42

      non so come ringraziarti della testimonianza che privatamente mi hai inviato, certo il commento più vero e toccante che mi ha commossa moltissimo, grazie infinite per averlo condiviso con me
      ti abbraccio forte, forte!
      Annalisa

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      Rispondi

  15. Mr.Loto
    Ott 29, 2015 @ 10:47:52

    Hai fatto bene ad affrontare questo argomento perché gli eventi storici dolorosi da ricordare sono comunque accaduti ed è bene che di tanto in tanto, dal passato tornino ad insegnarci qualcosa.
    La guerra è un abominio ma come può l’uomo coltivare la pace nel mondo se non riesce ancora neppure a mantenerla dentro se stesso?
    Abbiamo ancora una strada molto lunga da percorrere… ma io non perdo la fiducia nell’umanità!
    Dove c’è odio, ingiustizia e dolore c’è sempre anche qualcuno che combatte contro tutto questo ed è capace di grandi atti d’amore e di dedizione al prossimo; durante quello sbarco chissà quanti gesti di amore e rispetto, magari piccoli per via delle circostanze, sono stati fatti: un aiuto ad un compagno ferito, la raccolta delle ultime volontà di un morente, un po’ di sostegno morale a chi stava crollando.
    Spesso il Male e talmente tanto, talmente grande, che tendiamo a non vedere il Bene che, seppur piccolo e meno appariscente, ha un valore enorme sulle persone che lo ricevono. E questo dovremmo ricordarcelo anche in tempi di pace.
    Ti abbraccio.

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Nov 04, 2015 @ 05:22:27

      Mai perdere la speranza! la speranza è un faro che ci guida nella notte dele miserie umane e che ci sprona a fare meglio, siamo tutti piccoli esseri che lottano anche contro se stessi, è vero, ma da lì ad arrivare ad agire con violenza contro un nostro simile ( o anche contro un animale…hai visto quel veterinario di Torino che ha ucciso un leone e poi ha messo la foto su facebook? mio Dio che orrore!!!!) il passo è molto lungo! La medicina è solo da trovarsi nella ragione e nella sensibilità che ti portano alla conoscenza e inevitabilmente all’Amore, che è la più grande espressione dell’animo umano.
      Ti ringrazio per l’esauriente e bellissimo commento, sono onorata di esserti amica
      passa un lieto giorno

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      Rispondi

  16. lolaWi
    Ott 29, 2015 @ 20:52:08

    what a touching tribute, Ventis. the sea of red poppies so beautiful; a silent reminder of a very sad time in history. i pray for peace. best regards. 🙂

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Nov 04, 2015 @ 05:25:34

      buongiorno amica Lola, nobilissime parole le tue! spero che la tua preghiera, come quella di tutte le donne e uomini di pace salga tanto in alto da essere ascoltatae riconosciuta da tutti!
      infinite grazie per la tua presenza!

      Mi piace

      Rispondi

  17. wolfghost
    Ott 29, 2015 @ 22:18:49

    Trovo che ricordare sia sempre giusto, quindi approvo questo tuo post che anzi trovo molto bello e interessante.
    Sulla guerra sono ovviamente d’accordo… in generale, ma non sull’intervento per evitare massacri o genocidi. In quel caso, stare a guardare è peggio. In quanto a Kennedy, al di là delle parole, assolutamente giuste, ricordiamoci che di guerre se ne intendeva. E’ proprio nel suo periodo che siamo andati più vicini alla fine del mondo, almeno come lo conosciamo, con la terza guerra mondiale sfiorata per un soffio.
    Le immagini e le poesie che scegli o che crei, sono sempre splendide. Perfino quando l’argomento che trattano non lo è affatto 😉
    http://www.wolfghost.com

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Nov 04, 2015 @ 05:34:31

      Caro Wolf, credo di avere ampiamente sottolineato che la colpa maggiore delle guerre è da addebitarsi a chi ha nelle mani le sorti del mondo, e quindi JFK che pure ammiro nei suoi tentativi di pace, non è certo da restarne escluso come presidente di una delle nazioni allora ( ed ora) più potenti al mondo.Vedi, riferito agli interventi nel tentativo, pur comprensibilissimi, di cercare di difendere popolazioni inermi ed indifese, di eviate genicidi, o quanto sta succedendo ora in medio oriente, quello che osservo è che poi deviano dal loro primitivo impegno e per il motivo che la guerra è un mostro spietato che divora indistintamente tutti coloro che la combattono, devia da ciò che doveva essere, infondo un cane che si morde la coda!
      Ti ringrazio per le sempre gentili e belle parole che hai nei miei confronti, ne sono molto onorata
      Passa una giornata serena con lady Wolf e i vostri adorabili animaletti!

      Mi piace

      Rispondi

  18. giselzitrone
    Ott 30, 2015 @ 13:32:21

    Danke lieber Ventis wunderschöne Beilder und ein schöner Beitrag sehr schön.Ich wünsche dir ein gutes und schönes Wochenende eine große Umarmung Gislinde

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    Rispondi

  19. Anonimo
    Nov 07, 2015 @ 10:45:34

    Generale!

    Generale, dietro la collina
    ci sta la notte crucca e assassina,
    e in mezzo al prato c’è una contadina,
    curva sul tramonto sembra una bambina,
    di cinquant’anni e di cinque figli,
    venuti al mondo come conigli,
    partiti al mondo come soldati
    e non ancora tornati.

    Generale, dietro la stazione
    lo vedi il treno che portava al sole,
    non fa più fermate neanche per pisciare,
    si va dritti a casa senza più pensare,
    che la guerra è bella anche se fa male,
    che torneremo ancora a cantare
    e a farci fare l’amore, l’amore delle infermiere.

    Generale, la guerra è finita,
    il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
    dietro la collina non c’è più nessuno,
    solo aghi di pino e silenzio e funghi
    buoni da mangiare, buoni da seccare,
    da farci il sugo quando è Natale,
    quando i bambini piangono
    e a dormire non ci vogliono andare.

    Generale, queste cinque stelle,
    queste cinque lacrime sulla mia pelle
    che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
    che è mezzo vuoto e mezzo pieno
    e va veloce verso il ritorno,
    tra due minuti è quasi giorno,
    è quasi casa, è quasi amore.

    DE GREGORI

    struggente, figlio della tua grande sensibilità, ma diamo voce alla Speranza nonostante tutto
    P.

    Mi piace

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