Sanno i miei occhi (3- Alaska )

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Sanno i miei occhi una  luna nuova,

luna imbrogliona

mi segui ovunque vada

 ti tocco alla prima costellazione

di nomi senza tempo

in te inciampo.

L’irraggiungibile è possibile,

il Dio sdraiato sull’altare si  è distratto

forse lo troverò su Nanurjuk * orso polare-

inseguito dai cacciatori di Ullaktut

o su Quturjuuk*-cintura di ossa- che è ancora più lontana,

 tu hai la faccia triste o luna nuova che affondi nel fiume  sbronzo

dove ti videro cadere Shelley e Yats,

mi dici:

 l’intero universo è  cosa da poco

continua a dilatarsi con uno strano finale

che ricomincia e punto

finché non ne capisci il senso

in ogni direzione, dentro e fuori

fuori e dentro.

(* nome dato dai nativi alla stella Aldebaran:

Nanurjuk  l’orso polare fu inseguito dai cacciatori  Ullakut,  dispersi durante una caccia , furono trasferiti insieme nel cielo rappresentati dalle tre stelle della cintura di Orione. La cintura di ossa è invece formata dalle stelle Castore, Polluce, Capella e Menkalinan della costellazione dei Gemelli )

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La Luna e i lupi connubio misterioso e inscindibile

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Luna, lassù

amico fraterno lassù

tu mi dai un poco di calore,

le finestre s’illuminano.

Luna lassù, tu sei la mia sola sorgente di luce,

io sto cercando di asciugare i miei vestiti,

è improbabile, è impossibile, non ce la farò…

canto Inuit

Per gli inuit il Sole è un essere femminile ( Akycha) e per la sua ascesa in cielo, avvenuta con la Luna ( un essere maschile, suo fratello) si racconta questa storia, persa nella notte dei tempi:

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Sole e Luna erano sorella e fratello, come tradizione prendevano sempre parte al gioco della copulazione nella ” Casa della gente giovane”( come è risaputo gli Inuit sono sessualmente molto disinibiti )ma una notte quando Luna stava cercando di scegliere una ragazza, la lampada si spense e tutto fu buio, Luna toccò la sorella e ritenne di avere trovato la giovane più bella, egli notò come erano cuciti i suoi vestiti ed ogni volta aspettava che la lampada si esaurisse per ritrovarla. questo successe molte volte e Sole divenne curiosa, la ragazza si sporcò le dita  con la fuliggine della lampada e durante l’amplesso premette le dita sulla fronte dell’uomo  lasciandovi le proprie impronte. Quando la lampada fu di nuovo accesa ella vide le macchie sulla fronte del fratello, dalla vergogna fuggì, prese uno stoppino di muschio dal mucchio vicino alla lampada, lo intinse nel grasso di balena, lo accesa e corse fuori velocemente, Luna la rincorse ma aveva talmente fretta che non accese bene lo stoppino.

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Ora noi dovremo correre via e non potremo guardarci mai più l’un l’altra disse Sole, e in quello stesso istante divennero entrambi spiriti e furono sollevati in cielo dove continuano ancora adesso la loro corsa , Sole ha con se la fiamma più luminosa perché il suo stoppino di muschio brucia perfettamente mentre suo fratello Luna che continua a rincorrerla senza mai raggiungerla, ha con se una luce più debole e fredda.

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La misura del tempo nel grande nord è tradizionalmente segnata dall’Orsa maggiore ( Tukturjuit- il caribù ) che si muove intorno alla Stella Polare e dal sorgere di altre stelle non circumpolari.

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Le 24 ore del giorno sono suddivise in 10 segmenti ineguali, influenzati dalle attività quotidiane svolte durante il giorno e dalla posizione del sole. Si riconoscono 13 mesi lunari e 8 stagioni che sono associate con le migrazioni degli animali e altri cambiamenti biologici e sociali. Per esempio all’inizio di -upirningaksaaq -la primavera-l’aumentare del crepuscolo rende le stelle invisibili, aumentano le nevicate, nascono i piccoli di foca.

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Il periodo intorno a giugno è chiamato-luna dell’uovo-perché è quando le oche cominciano a nidificare ( le mie adorate e chiassosissime oche!)

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Copyright Sandro Damiano

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tra la metà di ottobre e la metà di novembre, il periodo in cui l’acqua ghiaccia è conosciuto come -tusaqtuut- che significa -ascoltare- perché i viaggi con le slitte trainate dai cani sono ora possibili e si possono ascoltare le nuove notizie dagli accampamenti vicini

American Porcupine, Wrangell - St. Elias National Park and Preserve, Alaska.

Gli Inuit credono che le persone viventi abbiano due anime, una è chiamata -il respiro della vita- o il respiro della luce e l’altra è l’anima vera e propria. Quando una persona muore, il respiro della luce scompare e l’anima giunge nell’aldilà.

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L’oltretomba non è un luogo di paura ma solo una transizione verso qualcosa di nuovo.Agetermiut e Agneriartarfik sono due dei tre mondi della vita ultraterrena, mentre uno è luminoso nel cielo, l’altro è molto profondo sotto la tundra, entrambi sono riservati ai buoni cacciatori e alle donne che hanno sopportato il dolore di un tatuaggio ( ??? mi ci viene da ridere…e non so spiegare) il terzo mondo è collocato subito sotto la crosta terrestre- Noqumiut dove regna solo la fame e la pigrizia

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Ho intervallato queste notizie raccolte sul  popolo Inuit con le immagini della fauna spettacolare che ha il suo habitat  nel grande nord, ma purtroppo ne è solo un piccolo campionario, avrei ancora mille altre cose da dire, come per esempio dello scempio che la cosiddetta società civilizzata fa dei cuccioli di foca o della caccia indiscriminata alle balene…forse un giorno tornerò ancora a parlare di questa straordinaria esperienza di conoscenza e bellezza che si è radicata in profondità dentro di me, ma ora voglio chiudere con questa immagine dolcissima di una madre che protegge il sonno del suo piccolo, ravvisando in essa tutta la speranza di un futuro condiviso per tutte le creature della terra.

 TAVVAUVUSI arrivederci a tutti voi

Riflessi taglienti orlavano la luce delle cime ( 2-Alaska )

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riflessi taglienti orlavano la luce delle cime

il Mont Saint Elias solitario diamante rosa

al dito dell’universo scintillava, rumoreggiando

nel silenzio brandito come un coltello

tutt’intorno.

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Il Mont Saint Elias  con i suoi 5888 metri è una delle più alte montagne del nord America e domina il parco nazionale di Wrangell-Saint Elias, il più grande parco degli USa

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Arroccati sulla cima del mondo

con la fatale grazia che devasta i millenni

rinascono di ghiacci i deserti

e corrono, giù, giù, fino agli azzurri orizzonti

 degli oceani consueti agli occhi

e le orme e i segni di una sterminata folla

di vite ignote eppure tutte vissute,

angeli con  occhi d’aquila

e il loro fardello d’anni mi persegue

sgusciandomi accanto come rossa ombra

delirante nell’infinito mistero della notte.

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L’ultimo bagliore del tramonto si spegneva sulle deserte solitudini gelate e, contro l’indistinto colore del cielo, più viva spiccava la massa scura degli abeti che premevano e incalzavano il corso gelato del fiume -Jack London da ” Zanna bianca”-

Mount Sanford, Wrangell - St. Elias National Park and Preserve, Alaska.Il toponimo Alaska è derivato dalla parola alaxsxaq (ah-lòk-shok) che ha come significato “grande paese” o “terraferma” nella lingua degli Aleutini o Unangan (come essi si chiamavano nella propria lingua.La sua capitale è Juneau, non Anchorage, come si è soliti pensare.)

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Si teorizza che siano stati i mongoli per primi a colonizzare l’Alaska, attraversando lo stretto di Bering che si suppone potesse essere collegato  al continente americano da un forte ispessimento dei ghiacci.

Wildflowers (Wild Sweet Pea, Hedysarum Mackenzii) and icebergs, Nizina Lake and Nizina Glacier, Wrangell - St. Elias National Park and Preserve, Alaska.

Gli Inuit mostrano una corporatura tozza con bassa statura e arti inferiori corti (tutti caratteri atti a contrastare le basse temperature), il colorito è bruno-giallastro, la faccia appiattita con un grande cranio. Il nome eschimesi, una parola indiana del popolo Cree, significa – mangiatori di carne cruda-, è un termine dispregiativo, non usato da molto tempo, essi chiamano se stessi Inuit ( o Yuit, in siberiano e in alcuni dialetti dell’Alaska) cioè -popolo- in lingua inuiktitut, le diverse etnie sono poi riconoscibili con i nomi del proprio gruppo etnico di appartenenza: Athabaschi, Aleuti, Yup’ik.

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La concezione del tempo per gli Inuit è molto particolare, come le condizioni che li hanno visti evolvere. L’importanza che pongono al presente si riflette anche sui loro racconti popolari; non sono alla ricerca di una causa primordiale o di una spiegazione riguardo a un fine o al destino, tentano di definire il loro presente, tanto che di loro di dice-non pensano mai molto al di là.-

5120323172_11a9f2185b_z Luce viva di troppo corte estati si perde

e si discioglie nell’animo sereno

sabbia disposta come rosso letto di sangue

ti sento stridere come sopra le onde le sule

nei suoi bicchieri di cristallo ancora il sole

si bagna, l’ambra sommersa delle rocce muove

dolce sbocciata una quiete accesa

d’una mattina ferma

eppure in me ti sentirò rimuovere

quando sarai da me tanto lontana.

Great Kobuk Sand Dunes, Alaska

la vita degli Inuit è controllata dalle condizioni  del loro ambiente violento e isolato, esso  ha un’influenza diretta sulle strutture politiche e sociali. Questo  mentre da un lato ha prodotto una cultura unica, ha simultaneamente creato grandi difficoltà nella determinazione delle origini degli Inuit. Come l’ambiente che li condiziona, in superficie la società degli Inuit appare molto semplice, ma osservata in profondità esistono ricche e complesse strutture.

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Le stelle sono state usate per diversi scopi, come predire il ritorno del Sole dopo la lunga notte invernale, un evento annunciato dalla visione del cielo mattutino di Dicembre delle stelle Altair e Tarazez ( insieme definite Aagiuuk)

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 Nel 1896 tre persone (due nativi e un californiano), guidate da Skookum Jim Mason, un nativo del luogo, risalendo il fiume Klondike scoprirono casualmente dei ricchi giacimenti d’oro nel Fosso del Coniglio (Rabbit Creek), in seguito rinominato Bonanza (Bonanza Creek) nel territorio dello Yukon, nel Canada nord-occidentale, presto estendendosi anche all’Alaska e i luoghi vicini  furono invasi da minatori accorsi da ogni parte. La notizia raggiunse gli Stati Uniti nel luglio 1897, quando i primi cercatori che tornavano dopo aver fatto fortuna giunsero a San Francisco (California) il 15 luglio e a Seattle (Washington) il 17 luglio. Nel 1898 la popolazione delle terre ove era stato scoperto l’oro arrivò a 40.000 abitanti, minacciando di provocare carestia

Historic Copper mill, Kennicott. Wrangell-St Elias National Park, Alaska, USA.

Kenicott, una delle città  minerarie in Alaska

ma la maggior parte dei cercatori sbarcava a Skagway, o nell’adiacente comune di Dyea. Di lì viaggiavano sulla terra o risalivano i torrenti fino a giungere a Dawson City, la città simbolo della corsa all’oro. Essa era un minuscolo borgo che contava un paio di edifici, ma con la corsa all’oro si trasformò in una turbolenta cittadina di 30.000 abitanti, il maggior insediamento di tutto il Canada nord-occidentale. I cercatori dovevano trasportare un gran numero di rifornimenti di beni, quasi tutti di genere alimentare, erano molto frequenti gli incendi, le carestie e le attività criminali.

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Perciò furono inviati uomini della Polizia a cavallo del nord-ovest (oggi Régia polizia a cavallo canadese) per far rispettare le leggi ai minatori.

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Tra i molti a prendere parte alla corsa vi fu lo scrittore californiano Jack London, i cui libri più celebri (Il richiamo della foresta e Zanna Bianca), oltre ad un gran numero di racconti brevi, furono influenzati dalla sua esperienza della corsa all’oro

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immagine emblematica dell’Alaska moderna: orsi che tranquillamente sostano vicino agli idrovolanti, il mezzo di trasporto aereo è infatti quello che meglio riesce a soddisfare i circa 600,000 turisti che ogni anno visitano soprattutto gli immensi parchi nazionali,  alcuni dei quali è impossibile raggiungerli con i normali mezzi che quassù transitano , piccoli treni, autobus o grosse jeep, e financo a piedi, viste le difficoltà per l’ approvvigionamento e la costante presenza di molti e pericolosi animali selvatici, oltre che per la pioggia molto frequente ed insistente a queste latitudini.

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