3 ) Bruges- Brugge- La fiaba del Nord-Conoscere la città -Northern fairy tale- About the city

I grandi monumenti

Onze Lieve Vrouwekerk

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La Onze lieve Vrouwekerk  ( Chiesa di Nostra Signora)  visibile da ogni parte della città di Bruges con il suo campanile alto  ben 122 metri, terzo  edifico in mattoni più alto del mondo dopo la Mole Antonelliana di Torino e la Chiesa di di San Martino  a Landshut in Germania

Chiesa-di-Nostra-Signora-a-Brugessi erge sopra una marea di tetti appuntiti ed è una visione quasi surreale. La prima chiesa in questo luogo fu una cappella carolingia sorta intorno all’875, in seguito divenne parrocchia indipendente e nel 1216 iniziò la costruzione della chiesa così come ora la vediamo

chiesa-della-nostra-signora-a-bruges-in-belgio_27473la parte più antica, la navata centrale, fu costruita in pietra di Tournai, nel tipico stile gotico di Shelda ( Sheldegotick dal nome del fiume fiammingo )

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chiesa_nostra_signora_bruges2come tutti gli edifici costruiti in epoche diverse ne risultò variato anche lo stile aggiornato all’epoca del momento,  nel 1450 si conclusero i lavori con il Portale del Paradiso in stile gotico-bramantino

Bruges Church Of Our Lady

84505f64e2d9c20dfe5ac8f97f5b66d3la prima torre eretta crollò nel 1163, fu ricostruita fra il 1270 e 1l 1340, la parte finale venne aggiunta nel XV sec.Tipico di questo gotico è l’uso del mattone

6838214345_cf1573f0c5_zincastonata al centro della chiesa, in un sontuoso trittico, incorniciata da colonne che sembrano proteggerla, è certo la più fotografata dai turisti, e certo il monumento più famoso dovuto all’italianità del genio di Caprese Michelangelo Buonarroti, la pala, scorrendo dal lungo corridoio mostra appunto il suo più grande tesoro artistico 

Chiesa_di_nostra_signora,_bruges,_int_,_madonna_di_bruges_08una Madonna col Bambino conosciuta appunto come: La Madonna di Bruges, scolpita intorno al 15o4 e originariamente destinata al Duomo di Siena, fu acquistata invece da due mercanti di Bruges che nel 1514 la donarono alla chiesa dov’è ancora ospitata

Mater dulcissima

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 unica opera del grandissimo artista ad avere lasciato l’Italia prima della sua morte.La scultura è stata per ben due volte trafugata da occupanti stranieri e recuperata, la prima volta durante la rivoluzione francese ( he, ‘sto Napoleone!!!!) la seconda nel 1944 dai tedeschi, doveva far parte del Museo di Hitler ( altro riconosciuto depredatore di tesori altrui!!!) che avrebbe dovuto sorgere a Linz

f6445db7b5885b98771d241ec4e969bfnon si potrebbe non attribuirla a Michelangelo tanto nelle forme e nella potenza racconta in ogni suo particolare la sua provenienza.Nel periodo della creazione di questa scultura Michelangelo lavorava a Firenze al David ma non disdegnava committenze private. L’opera fu imbarcata a Livorno in gran segretezza probabilmente legata al clamore che ogni sua opera smuoveva e forse non voleva spazientire altri committenti che stavano in attesa, venne pagata 4000 fiorini, cifra enorme per l’epoca.

madonna brugesil volto della Madonna lo trovo particolarmente asciutto, quasi severo, come se meditasse sul destino che suo Figlio avrebbe avuto su questa terra

Michelangelo Buonarroti 1475 - 1564 - La Madonna di Bruges 1503-1505 - Tutt'Art@la dolcezza sembra tutta incentrarsi nel volto del piccolo Gesù e nel tenerissimo intrecciarsi delle mani

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nello spazio coro dietro l’altare maggiore si trova un dipinto rappresentante la crocifissione di Bernard Van Orley

e i sarcofagi di Carlo il temerario di Borgogna ultimo della dinastia di Valois

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mary of burgundy tombe di sua figlia la duchessa  Maria di Borgogna, entrambe le effigi in bronzo dorato riposano su lastre di pietra nera e sono incoronate, le mani giunte tenute alzate sul corpo in una posizione innaturale che io non avevo mai visto in un monumento funebre,quasi un’elevaziose dello spirito sul corpo

0b0c231eb14107df9934c3d552024184un ultimo scorcio della navata centrale con il grande crocifisso che domina l’interno, ed usciamo per le strade di Burges

Particolari-Fontana-di-Piazza-T-Zand-Bruggela grande fontana sulla piazza della Torre Civica ci accoglie con i suoi spruzzi festosi

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p098_1_00dalle  vetrine occhieggiano preziose trine delle Fiandre nelle più varie trasposizioni

cosa-vedere-in-olanda_6cabe2732738afcad16d286cbdf9c4df                          e bellissime porcellane nel classico bianco-azzurro, da me molto amate

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qualcosa di rosso

allontanandoci dalle vie del centro per cercare i canali, si attraversano vie silenziose dove capita d’incontrare di tutto, sopra questi scalini vasi di agrumi…mi chiedo come faranno per entrare in casa? li saltano o li spostano? mah 🙂

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         una dolce nonnina con i tipici zoccoli, intesse con perizia e pazienza i suoi ricami preziosi

896492_mo questo buffissimo cagnone che spunta dal un cancello, avrei tanto voluto strapazzarlo  e coccolarlo un po’…ma il suo sguardo era davvero poco rassicurante!

BRUGES-7                                    i canali offrono sempre angoli di sogno

Bridge_to_The_Church_of_Our_Ladytutto è quieto e silenzioso, mi chiedo dove siano finiti gli abitanti, ma forse sono inavvertitamente entrata nella macchina del tempo che mi sta riportando indietro di secoli e il rumore assordante delle nostre città è ora  un ricordo insostenibile

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le prime ombre della sera accentuano questa sensazione, ma l’arrivo di ciclisti mi riporta drammaticamente alla realtà
3874036768_0195b69001è una continua altalena fra sogno e realtà, la voce potente e vellutata di Bocelli mi sorprende da una finestra spalancata, mi coglie una improvvisa saudage per la mia terra

belgio_3ey1z_T0che subito passa quando le luci si fanno più brillanti e invitanti.Un altro giorno è passato con immagini che mi seguiranno per  sempre racchiuse infondo al cuore.

Ventisqueras

Giacomo Puccini e il suo lago ( Torre del Lago Puccini, Lucca )

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                                                                      Il troppo pieno della memoria

é il lontano rumore del treno che si frange

nel sempre nuovo e antico dilatarsi dell’alba

è il profilo di neve della ” bella addormentata”

nel troppo pieno della memoria

che goccia di stille

piccole stelle dalla notte dimenticate

o consapevoli lacrime:

sono

soltanto,

lentamente esistono fra queste luci spente

è la strada che va avanti

mentre il tempo slitta  dolcemente.

Ventisqueras

Il coro a bocca chiusa della Madama Butterfly è la musica che mi accompagna in sottofondo nella dolcezza dei pensieri ogni volta che ritorno o che penso a Torre del Lago: Cio-Cio-San.quella piccola farfalla che volteggia fra le note e fiori è il ” troppo piena della memoria” che mai si corrompe

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nella  bella villetta della mia dolcissima madrina passavo le mie estati di bambina, il rumore del treno  nella notte che mi giungeva da lontano mi era strano, nella mia casa in piena campagna non lo avevo mai ascoltato e mi accompagnava  mentre tornavano alla mente le fiabe e leggende che lei mi raccontava per farmi addormentare, la ” bella addormentata” era quella che più amavo perché al mattino svegliandomi, e aprendo la finestra ne vedevo il profilo luminoso nell’alba guardando le Apuane a nord-ovest.

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si racconta che nel paesino di Forno, nell’alta Garfagnana vivessero un pastore e suo figlio e che ogni mattina il profilo della “bella addormentata” fosse un tormento per il pastorello incuriosito dalla leggenda che raccontava di una bellissima giovinetta pietrificata nella montagna da una strega cattiva invidiosa della sua bellezza ( eh, ‘ste streghe, mai che vogliano farsi gli affari loro!) l’incantesimo sarebbe svanito solo se una persona coraggiosa avesse valicato i sette torrenti del diavolo e le sette rocce di spine per raggiungerla portando con se un mazzolino fresco di fiordalisi senza guarcirli. Quando fu il tempo di raccogliere i fiorellini azzurri il pastore si decise a raccoglierli e a tentare l’avventura

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e partì per la montagna guidato dal volo di sette corvi. valicati i sette fiumi del diavolo e le sette rocce di spine ( dove si graffiò tutto, ma tenendo sempre i fiori in alto non li fece sciupare neanche un po’) arrivò proprio dove il profilo della fanciulla disegnava il seno e vi poggiò il mazzolino di fiordalisi.Subito il cielo diventò nero e tuoni e  lampi lo squassarono, un forte terremoto spalancò la terra e ne uscì la bellissima fanciulla che manco a dirlo si precipitò sul suo eroe abbracciandolo stretto…e come finì? beh si sa, si sposarono e furono felici e contenti fino al resto dei loro giorni ( questo solo per le favole, he? allora non esistevano il divorzio e la famiglia allargata:-) )

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ma veniamo a colui per cui sto scrivendo questi ricordi il maestro Giacomo Antonio Domenico Michele Secondo Maria Puccini (  he ma quanti nomi! sembra un hidalgo spagnolo) nato a Lucca  nel 1858 e morto a Bruxelles nel 1924 considerato uno dei più grandi maestri d’Opera mondiale,

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da 4 generazioni i Puccini erano  maestri di cappella del Duomo della Repubblica lucchese. Appena fu in grado di guadagnare abbastanza, dopo il successo del suo primo capolavoro ( la Manon Lescaut)  poté permettersi di costruire una villa, lo fece lontano dalla città ( che non amava) in un luogo prossimo alle sue origini Torre del Lago ( ora Torre del lago Puccini )  che lui stesso così descriveva:

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Gaudio supremo, paradiso,  eden, ” turris eburnea” ” vas spirituale”, reggia.lago-980x360

abitanti 120, case 12, Paese tranquillo con macchie splendide fino al mare popolato da ogni genere di cacciagione,

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Padule immenso con tramonti lussuriosi e straordinari.

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Vento dominante in estate il maestrale, in inverno il libeccio o il grecale. Oltre i suddetti 120 abitanti, i canali navigabili e le troglodite capanne di falasco ci sono molte folaghe, fischioni, tuffetti e mestoloni, certo più intelligenti degli abitanti ( era un tipo caustico, he? bello spirito, cattivo carattere, si dice, no?) perché difficili ad accostarsi.

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Dicono che nella pineta “bagoli” un animale raro chiamato Antilisca. ( l’Antilisca naturalmente non esiste , il maestro aveva fatto uno scherzo ad un amico lasciandolo nella pineta per ore ad aspettare il fantomatico animale) e  questo la dice lunga sul suo spirito goliardico.

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amava, come avrete capito la caccia e per lui fu ideato e costruito  il primo fuoristrada

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La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Gabriele D’Annunzio

in questa stessa pineta amata da Giacomo Puccini per la caccia, Gabriele D’Annunzio compose una delle sue più celebrate liriche, le atmosfere erano molto diverse da quelle odierne, la popolazione era molto povera, ancora non aveva conosciuto il boom turistico, viveva di pesca e per arrotondare nella pineta andavano a raccogliere legna da vendere e salivano sugli altissimi pini secolari per scuotere le pine, a volte facendo brutte cadute anche mortali

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questi frutti e fiori del bosco ne illeggiadriscono la rigogliosa ed esuberante natura

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che arriva fino alle dune sabbiose e tocca la fine sabbia marmorea del bellissimo litorale

Verga-doro-delle-spiagge-endemismodove prolifica la pianta endemica della verga d’oro

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ma torniamo al lago di Massaciuccoli che si estende come infiltrazione marina creando una zona paludosa che ora è parco lacustre e oasi faunistica e non è più abitato solo dalle 120 persone conosciute da Giacomo Puccini, ma è divenuta una fiorente e deliziosa cittadina dove il grande compositore sembra continuare a vivere, quasi non se ne fosse mai andato, tanto grande è l’affetto  e il ricordo per lui dei torrelaghesi, tutti hanno aneddoti da raccontare tramandati dalle generazioni che si sono succedute dopo la sua morte.

Auditorium-torre-del-lagoun grande anfiteatro da pochi anni  ampliato proprio di fronte alla villa-museo del maestro, ospita ogni anno nei mesi di luglio-agoste la grande manifestazione del Festival pucciniano, vi accorrono ospiti entusiasti da ogni parte del mondo

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Torre_del_Lago_LU_www_bellezzedellatoscana_it_002in questa stessa villa  c’è nella sua piccola cappella la tomba del maestro

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questo fu anche il luogo di una grande tragedia e scandalo nella vita di Puccini la bella Dora Manfredi nipote del barcaiolo che accompagnava Puccini alle battute di caccia alle folaghe e domestica nella villa   si suicidò avvelenandosi perseguitata dalla gelosia di Elvira la moglie del compositore, aggravando ancora di più i già difficili rapporti fra i coniugi

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con le prime ombre della sera che s’addensano sul lago e la musica dolcissima della Manon è tempo di salutare questo luogo incantato da cui un Grande trasse ispirazione per lasciare le sue musiche immortali ad aleggiare nei luoghi dove ha vissuto, che tanto ha amato e che sembrano davvero misteriosamente essere sempre  captate oltre silenzio.

Ventisqueras

Campitello di Fassa capodanno con la neve. Happy new year 2015 !

                                                            Campitello-di-Fassa-di-sera-Inverno

questa magica visione ( se cliccate x ingrandire lo sarà ancora di più) è quella di Campitello di Fassa il paese della Val di Fassa nel trentino che ho scelto come casa della mia anima…e non venite a dirmi che ne esistono di più belli nell’intero globo terracqueo perché non riuscirete mai a convincermi!fiaccolatacampitello-rbrunel-249487_0x410 la fiaccolata che i maestri di sci e guide alpine di Campitello organizzano il 31 dicembre per salutare l’anno vecchio e render onore agli ospiti ,partendo dalla frazioncina di Pian che è l’unica località del trentino ancora interamente originale nelle costruzioni di legno, scendendo lungo il bellissimo tracciato della Via Crucis fino a raggiungere la valle 

capodanno-2015-offerte-viaggi_115637non è mia abitudine inviare post dal luogo delle vacanze, ma  il mio  PC è andato in tilt  e non ho potuto come previsto  passare a salutarvi  nei vostri blog per gli auguri delle festività 2014-15, spero con questo vorrete perdonarci ( il mio Pc e me di questo inconveniente) ed eccomi qui ad anticipare l’arrivo del 2015vacanze-attive-e-sport-sciare-in-val-di-fassa-campitello-sellaronda-ciampedie

Della linea simmetrica ( Luce)

Si scioglie la luce dell’inverno, al sole

uno stretto nodo l’aveva legata a sette corde di colore

ora schianta tende segrete, irrompe e dilaga.

Taglia, spada dolce e acuminata

è metallo di silenzio nel candore nevoso,

la vedo scuotere l’assoluto, vibrare, della linea simmetrica

dove fluidifica il dolore.

Niente è come può sembrare:l’albero, la foglia, la vita

l’amore

solo la luce di se stessa vive, nulla in lei cambia, niente muore.

           Ventisqueras

datata? ok…ma sempre tanto romantica 🙂

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..ma tu che vai, ma tu rimani/Vedrai la neve se ne andrà domani/rifioriranno le gioie passate/ col vento caldo di un’altra estate

Fabrizio De André

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prima di amare impara a camminare sulla neve senza lasciare tracce

( proverbio turco)

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                             Cime dolomitiche

Strette, incollate a un invincibile

stupore rosazzurro troneggiano

le vette denudate, fiori d’avorio semi-eterno

sbocciano tra clamori

a smuovere rondini di vento

Ventisqueras

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avete mai passato la notte di Capodanno in  un rifugio?

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è un’esperienza indimenticabile

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il mondo e tutti i suoi clamori sono lontani, laggiù nella valle ricolma di luci  e fuochi d’artificio, sopra di noi solo le stelle e quel respiro puro che ci avvicina all’infinito

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si sale con la funivia, ma se fai tardi al ritorno devi scendere con gli sci o ( questo dipende dalla tua sobrietà) col gatto delle nevi

capodanno-500x251lo scorso capodanno lo passai immersa nella folla aVenezia, è vero, splendidissimo…ma sono certa che amerò molto di più quello di stanotte

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guardate che amore! questo era il gufo-guardiano della funivia!!!

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e questa regale aquila? forse era un guardiano di sogni—-

 

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e in tutta questa Bellezza e questa pace ci vogliamo dimenticare di tutte le tragedie che ci accadono intorno? lo so, non si può mitigare il dolore con un pensiero, una dolce canzone, una preghiera al bambin Gesù…però, il cuore è triste ed anche nella festa non si può fare a meno di ricordare…

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piazza-canazeiancora qualche immagine di queste meraviglie

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e qualche altra un tantino folle

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nell’augurarvi che l’anno si chiuda in allegria—-

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e che quello nuovo dolce vi sia

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auguri auguri auguriiiiiiiiiiii buon 2015

 Ventisqueras

 

Oh, Valentino!

valentino rossiVincere ancora alla grande, anzi alla grandissima, dopo 18 anni dal primo acuto  su una pista di gara mondiale significa avere azzerato il concetto stesso di anagrafe.

Uno come Valentino Rossi elimina l’idea delle differenze generazionali.Corre più forte del tempo!

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                        Oh, Valentino!

Entrano folate di sogni e d’azzurri stupori
nei tuoi occhi d’eterno bambino
Valentino
a contrastare la bocca affamata
da barracuda
intenta a spolpare fino all’ossa
le cosce grasse della vittoria.
Combatti sul filo teso della vita e della morte
– cavaliere senza  macchia e senza paura
giochi a  singolar tenzone in una moderna giostra –
Dita d’acciaio e seta
piegano i secondi ai tuoi comandi
in staccate e derapate potenti
a capovolgerti il mondo
sfiorando l’asfalto della pista
in delirante girotondo.
Poi
in mezzo all’urlo assordante della folla
e dei motori, sparisci
nel fumo del burn aut
mentre il telecronista impazzito grida:
“Rossi c’è… Rossi c’è!“

                   Ventisqueras

BB9VzdKcome certo avrete potuto immaginare sono una grande fan del grandissimo Vale , il testo sopra a lui dedicato lo scrissi dopo avere assistito sul circuito del Mugello ad una delle sue moltissime vittorie strepitose

images222a chi fa la linguaccia Valentino? ai terribili  ragazzini-campioni spagnoli Marquez, Lorenzo e” Camomillo” Pedrosa …a chi gli diceva ” 35 anni, troppo vecchio, sei finito” o al tempo? forse a tutti e tre, con la consueta irriverente allegria sembra proprio farsi beffe di tutti quanti!

Valentino e Andrea, accoppiata vincente! due grandi italiani!

ed ora guardiamolo in corsa in una delle più avvincenti gare sul circuito di Laguna Seca, in duello con Stoner sullo spettacolare ” cavatappi”

sic-rossi-amiciquesto è uno sport molto duro e pericoloso, ci vuole grandissimo coraggio, fortissimo spirito di sacrificio, tantissima passione e competenza, …purtroppo ogni tanto qualche  campione vola a correre con gli angeli, questo tenero abbraccio di Vale con il grande amico Marco Simoncelli che tutti gli appassionati amavano e ricorderanno sempre  per la sua innegabile bravura e le sue ” guasconate”e la grande simpatia( proprio in questi giorni ricorre il terzo anniversario della sua morte sul circuito di Sepang)

giacomo-agostini_3uno sport in cui i tifosi non fanno mai a botte ma sono sempre disposti ad applaudire anche il rivale del proprio beniamino

qui unisco immagini di grandissimi campioni che hanno fatto la storia del motociclismo mondiale, non mi piace fare classifiche solo ricordarli con riconoscenza  per le emozioni che hanno saputo regalare

                                           L’indimenticabile Ago Giacomo Agostini colui che detiene il recor delle vittorie di tutti i tempi

thNJ8T86TRmax-biaggi1                                                  MAAAXXXXXX BIAGGIIIIIIIIIIIIIIIIIloris-capirossi-2010-qatar-motogp                                 LORISSSSSSSSSSSS CAPIROSSIIIIIIIIIIIIIII

casey-stoner3                                                              CASEY STONERRRRRRRRRRRRRRR

1518484-3x2-940x627633814459257787000valentino-rossi-catalunya-03e a salutarci ancora lui, il mitico 46″The Doctor” in una delle sue “pieghe” impossibili che sfidano qualsiasi forma di gravità

vorrete scusarmi se deviando dai mie soliti percorsi mi sono presa una sbandata ( ha ha ha) in MOTO G P

un abbraccio a tutti Ventisqueras

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