Alicudi, l’isola viola delle donne che volano -Eolie, Sicilia- Le isole del fuoco-The islands of fire

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Piccolo eremo arcobaleno Alicudi , conosciuta anche con il nome greco di Ericussa

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è a causa della grande quantità di eriche che fioriscono sui suoi verdi costoni, che è chiamata ancheIsola viola

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arrivando all’alba o al tramonto dal mare sembra di andare incontro” all’isola che non c’è” e forse di potervi incontrare anche Peter Pan e con lui l’eterna giovinezza

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Alicudi è una delle isole più piccole dell’arcipelago, certo la meno popolata,  nel dopoguerra era abitata da oltre 600 persone, in buona parte ora emigrate in Australia, principalmente a Melbourne. alicudi-3 Rimangono un centinaio di irriducibili abitanti, stretti nei minuscoli e pittoreschi paesini dalle caratteristiche case cubiche perlopiù imbiancate a calce

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che spuntano fra le scalinate di pietra e i fichi d’india

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raggiungibili con ripide scalinate di pietra,

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tra i pochi abitanti si conta qualche comunità di tedeschi , rifugiati nella località più alta e remota dell’isola, denominata Montagna,

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per fuggire dalle fatue lusinghe della società consumistica.( come dar loro torto? )

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Quando spazza i cieli delle isole di fuoco
il vento Apeliotes
in ampli giri su Alicudi si sofferma
spazzando greggi di soffici cirri
 sorride
sulla bocca  della sera
soffia in orditi lucenti fra il viola dell’erica
e il porpora prezioso dei tramonti
sfilacciando in rose e stracci di corallo
a ricamare l’occidente.
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Soffia, impazza, ramazza su scope cavalcate
dalle donne volanti che non si sa
 siano streghe o fate
nel vortice del loro radioso delirio
turgido e nero il mare
va emergendo in stelle di trasognati sguardi
a illanguidire gli occhi.
        Ventisquers
                                                          L’ isola delle donne che volano

Fu una finta o un fungo

o fu la voglia di volare

dove volare era un sogno

andare oltre quelle mura

chiuse in un lago\terra

e voglia di volare

Pane o cornuta segale effetto lsd,

o droghe già tagliate

effetto solo a donne non amate

o a donne strette dentro quattro mura

Ma se le donne volano,

perché gli uomini non volano con loro?

E’ lo stesso pane, segale cornuta e grano eppure…

ci vuole pure amore per volare

Roby il rospo

Perché gli uomini diventano animali

quando Amore non è più con loro

perché a volte sono le donne

che non sanno insegnare anche a loro

a volare…

Ventis

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una delle leggende strabilianti che si raccontano  su quest’isola è quella  delle donne volanti che la notte spiccano il volo dal balcone dopo aver bevuto  acqua nella quale vengono messe  strane bacche nere ( sembra che sia un fungo allucinogeno che  durante qualche anno si è insinuato nella segale con cui nell’isola panificavano) essa così  si trasformava in” segale cornuta”, definita così per due protuberanze nere che spuntavano sulla sommità, è scientificamente provato che questo produce forti dosi di LSD e se ne riproduca quindi una collettiva forma di allucinazione.  Oltre le donne che volano anche gli uomini hanno reazioni psichiche e   si trasformano in animali, questo documentario sull’isola ne parla  ed io l’ho trovato interessantissimo, volete  ascoltarlo anche voi?
 
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               qui le parole si perdono nella preziosità dei dettagli
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E’ difficile dire della gente che abita qui se si tratti di pescatori o agricoltori, operatori turistici, muratori, falegnami, fabbri, cuochi, camerieri o commercianti: ad Alicudi sei tutto e niente, consapevole del fatto che si tratta di un’isola dove non è ancora arrivata la ruota
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                        l’unico mezzo di trasporto è l’asino,
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che poverino si sobbarca carichi e carichi da trasportare per le ripide scalinate
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esso comunque viene trattato con molta  attenzione, curato e lavato sulla spiaggia con acqua e sapone.
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 Il motivo per cui le abitazioni sono state costruite in luoghi tanto scomodi è facilmente comprensibile se si ricordano le frequenti incursioni di barbari e pirati delle quali sono state oggetto per millenni le rotte del Tirreno
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 ne è un esempio il Timpone delle femmine, una località di Alicudi quasi inaccessibile, dove venivano rinchiuse le donne dell’isola durante le incursioni di predoni e corsari.
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ogni scorcio, ogni anfratto, ogni luogo  è talmente irreale che sembra scaturire da una magia o da un sogno
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credo che se potessi scegliere un luogo dove potessi abitare senza preoccupazioni di dover lavorare per vivere,
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su questo ci farei certo un pensierino…
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purtroppo  anche il più bello dei sogni all’alba svanisce
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…o è il sottile velo del tramonto a portarmi lontano

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 capitò che durante un viaggio  di ritorno da Lipari in un giorno di tempesta qualche anno dopo , veleggiando verso Cefalù, abbassate le ali dell’aliscafo per mare troppo agitato, si presentò all’orizzonte una tromba marina, non ne avevo mai viste e quella specie di imbuto-vortice velocissimo e sempre variabile suscitò in me interesse ma anche un certo timore, ricordo  che  evocai, non so quanto seriamente le parole magiche  imparate da un   tagliatore di trombe marine di Alicudi, uno di quelli che ancora  conosceva la formula magica per distruggerle ( o meglio ” per tagliarle” come diceva lui)  Con la potenza del Padre e con la potenza del Figlio, tagliati manica generale ( mi aveva però anche avvertito che non andava fatto perché si commetteva peccato, forse per non interferire con le forze dell’occulto? mah…non credendo né l’una né l’altra cosa ho tentato he he )  non ci crederete! il vortice nero si allontanò nel mare fino a scomparire…l’avrò tagliata io la tromba marina…e quindi dovrò scontare il peccato?!!? ha ha  ha
…ma che stranissimo e affascinante mondo è questo!
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in blue ( Silloge )

                                       Gustav Klimt- Autunno thinking_about_klimt      Questa mattina mi sono svegliata prima del sorgere del sole e una lieve nebbiolina grigio-azzurra velava ogni cosa, gli alberi del giardino si muovevano in  strane forme e avvolte in questo colore-non-colore sfumavano pensieri… ho creduto che l’autunno avesse perso tutta la moltitudine dei suoi sgargianti colori uniformandoli in blue…pazza idea! poi mi sono  chiesta: chissà se qualche grande maestro di pittura avrà dipinto un autunno in blue…                                                  Claude Monet-Autumn in blue 468px-Claude_Monet_autunno azzurro –                     – III- ma non parlatemi che non ne ho voglia di soli sorti doppi mentre perlustro la traccia lasciata nuova nell’erba umida che cede sganciata a infrangersi per estasi incombenti arroccate negli archi dei ponti,  unica ampiezza a spalancare tremulii azzurri nel mezzo del giorno nulla spaventa la strada che percorro: la vita e la morte si vanno intersecando divorano spazi con bocche giganti piene di fiori e denti, e poiché non voglio fermarmi per la morte, poggio un senso qualunque alla mia vita  nella quanto mai inutile identità illusiva di avere ancora qualcosa  per stracombattere e per cui soccombere mentre avvolto in una luce fermentata cupa  il fiume  dell’autunno fluisce rugginoso incontro al mare

Ventisqueras

      

                                                Gustav Klimt -ThinKing                    gustav klimt autunno – IV- Scuote l’aria matura foglie e foglie in ghirlande stese per sbaglio  sulle palpebre e in miti mazzolini da un poema di balconi  come gufi appollaiati sui rami dell’attesa. Anelli bianchi si fuma la nebbia che la gravida luna nuova da anni le porge. Se guardi in su la tocchi, opulenta le braccia gitane le sfiori, ebbra di un passato di musiche e collane,  il suo culo grande e segreto ferocemente resta indietro nascosto in un campo di girasoli appassiti. Bluastra e tenera luna d’autunno  mi pressa la tua fronte che ti fu bianca in primavera                                                                 lascia che passi l’oggi che è già domani

                            Ventisqueraschagall03abb4 Marc Chagall chagall_danseuse                                   lieve, lieve con lui volare                                           un mondo di sogni soltanto sfiorare                                                           da quel blu unico dei suoi dipinti                                 farsi fare l’amore,                                                     ah! l’amore nelle sue estasi lucenti                                                                di soli e lune rutilanti lasciarsi trastullare                                                   angeli, cherubini e fiori bambini                                 sbocciati nei suoi occhi affamati da un viaggio                                               senza fine dove hanno gli asini sui tetti                                                                             il loro piccolo paradiso                                  capre volanti ascoltano  stralunati violini                                                              suonare concerti esaltanti d’ombre blu  vaganti.

Ventisqueras

A  Marc Chagall e al suo fantasmagorico mondo sognante chagal12 marc-chagall-solitudine-dettaglio guida-alle-opere-di-chagall_91e9af6d4a31dd0653ac06609f4f9a14 ChagalMediterraneo2 chagall8

                                                                    L’alba fa il suo corso per Entrambi.

                                                                   L’Est. la Sua Purpurea fedeltà

 Serba per la collina

il Mezzogiorno dispiega il suo Azzurro

Finché un unica ampiezza copra i Due

-Tanto lontani-sempre-

EMILIY DICKINSON

Ventisqueras

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