8 ) In cerca dell’Est-Koper-Capodistria- ( Slovenia ) fra storia e rimpianto-Between history and regret

Il viaggio
bisogna vedere quel che non si  visto
vedere di nuovo quel che si è visto
vedere in primavera quel che non si è visto in estate
vedere di giorno quel che si è visto di notte
con il sole dove prima pioveva
la pietra che ha cambiato posto
Josè Saramango
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Koper, in sloveno, quella che fu l’italiana  Capodistria, chiude in bellezza, all’estremità sud-ovest, il Golfo di Trieste. (la città da cui dista solo una ventina di km ) Per oltre 500 anni l’appartenenza alla grande Repubblica Serenissima Veneta ha segnato storia e cultura che sono ricche ed importanti
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Settembre, il tuo minor fratello Aprile
fioriva le vestigia di San Marco
a Capodistria, quando navigammo
il patrio mare cui Trieste addenta
co’ i forti moli per tenace amore.
Capodistria, succiso adriatico fiore!
Gabriele D’Annunzio dall’Alcyone
(ancora lui, il Vate a cantare con fervore la sua italica passione )
Nonostante i cambiamenti dei tempi il centro storico conserva  il tipico aspetto assunto durante la lunga dominazione veneta con calli, broli,portici e sottoportici e nei campi, sulle facciate dei palazzi, e delle case, stemmi di podestà, e di vecchie famiglie nobili, leoni di San Marco e tutto quanto concerne La Serenissima
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restare a Capodistria solo un giorno è poco per coglierne tutta la ricchezza e la varietà dell’arte e della cultura accumulata durante i secoli
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la vera fisionomia della città  antica la si coglie  nella Calegaria, la via che da sotto i portici del Palazzo Pretorio scende alla Porta Maggiore e al relativo Porticciolo
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 Il Palazzo Pretorio, molto originale con la sua merlatura esce fuori dalla fusione e ricostruzione alla metà del Quattrocento, rimaneggiata con l’aggiunta di un secondo piano nel Seicento
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 mollemente adagiata nell’azzurro è una propaggine di vita sul mar Adriatico, anticamente sorgeva sopra un isola separata dalla terra da paludi fino a quando, verso la metà del XIX sec, imponenti lavori di bonifica la collegarono al litorale
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già abitata in epoca romana, probabilmente colonizzata da profughi fuggiti da Aquileia a seguito delle invasioni barbariche, conosciuta  con il nome di Capris, che nella successiva epoca bizatina mutò in Iustinopulis
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la piazza circolare Da Ponte con l’omonima bella fontana, è quasi la riproduzione del Ponte delle guglie di Canaregio  a Venezia, ricchissima di bellissimi palazzi e pregevoli opere d’arte ai tempi del suo maggior fulgore della dominazione veneta venne chiamata L’Atene dell’Istria
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conosciuta come le Mercerie di Venezia è da secoli la via del commercio e dell’artigianato, caratterizzata da banchi , negozi e botteghe cui si può acquistare ogni genere di merci è conosciuta soprattutto come la via dei calzolari, ci si imbatte ad ogni angolo in angoli coloriti e caratteristici
capodistria-vigne1vista dall’alto il magnifico scenario dei vigneti perfettamente allineati le dona un aspetto piacevolmente rilassante in sintonia con ciò che la circonda
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 svetta sui tetti monocromi della città ( circa 25.ooo abitanti nella grande maggioranza sloveni, con una esigua minoranza italiana di antica data che ha resistito alle epurazioni) il campanile snello del Duomo dedicato alla BeataVergine Maria Assunta e a San Nazaro
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 per molti secoli fu torre d’avvistamento, poi fu aggiunta la torretta campanaria che ospita una delle più antiche campane della Slovenia
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 l’elegantissimo portale
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 e lo straordinario merletto della facciata
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 sul fianco sinistro del Duomo c’è La Rotonda, o Oratorio del Carmine costruzione romanica trecentesca
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 Ogni volta che varco il confine con la Slovenia non mi è possibile dimenticare gli eccidi delle foibe ed il successivo esodo della popolazione istriana di origini italiane che  costituiscono l’epilogo di una secolare lotta per il predominio sull Adriatico orientale, che fu conteso da popolazioni italiane e slave
per lungo tempo oscurato per ragioni politiche questo genocidio o pulizia etnica contro le minoranze italiane voluto dalle bande dell’allora dittatore Tito ebbe episodi di ferocia inaudita
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con l’uccisione di centinaia di migliaia di civili ( comprese donne e bambini, che vennero trucidati e per celarne la memoria gettati delle profonde  delle “foibe”( caratteristiche cavità sotterranee carsiche ) spesso gettati insieme i vivi con i morti, recuperati solo molti anni dopo gli eccidi, come si vede nella orribile immagine, che resti come monito di tutte le guerre e della loro conseguenza che fa perdere ogni barlume di umanità a chi le combatte.
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I più per così dire “fortunati” dovettero lasciare( con le poche cose che riuscirono a portare con se) ogni loro proprietà e beni per fuggire in Italia dove vennero raggruppati ignobilmente in campi profughi, Una pagina davvero devastante che non deve mai essere dimenticata.
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cerccherò di voltare pagina con un argomento più leggero quello della storica Radio Capod’istria che nacque il 25 maggio del 1949 con il nome di Radio Trieste Zona Jugoslava, fu una delle prime stazioni radio Europee prima a trasmettere in bilingue.

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Nel 1955 concon il secondo esodo  e la suddivisione dei territori che riguardava la Zona B, Radio Capodistria si accinse ad assumere un nuovo volto e a svolgere una funzione quasi del tutto inattesa. Affiancata da una rete televisiva, divenne espressione di quanto di italiano rimaneva in Istria e, insieme e più ancora, punto di raccordo per una visione conciliativa dell’intero territorio giuliano, per una convivenza tra simili e tra diversi  Data la sua efficacia commerciale (per decenni è stata una delle radio maggiormente seguite), il segnale fu irradiato in zone sempre più ampie dell’Italia.

Nelle immagini due vecchi modelli di Radio che venivano esibite con i soprammobili ai posti d’onore nelle abitazioni di allora, iniziava l’era della tecnologia moderna!

dsc_1060non è passato inosservato questo bel micione che sembra mettersi in posa  compassato e sussiegoso 🙂

homepagebaratti-186411_650x447in un intreccio di pini mediterranei il sole sta per salutare questa giornata, colma di pensieri anche molto polemici da parte mia, vogliate scusarmi, non riesco a restarne indifferente

camping-californiamentre cala la sera dietro il promontorio a nord, con la notte scendono pensieri di pace e con loro la Bellezza su tutto prevale

Ventisqueras

 

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