11 ) In cerca dell’Est-Pirano-Portrose e i loro incantevoli dintorni ( Slovenia )-Pirano-Portrose and their beautiful surroundings

18-7-16-9allora partiamo in cerca dei luoghi magici che incorniciano i dintorni della bella Pirano, alziamo le vele arancioni caratteristiche dell’Adriaco? ok :dajmo potem !

                                                Il viaggio

La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte

                                          Omar Khayyam

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da questo spettacolare angolo a Fiesa si può godere,

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dalla  particolarità  delle insenature che si intersecano fra palude e mare

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anche della visione dell’intero Golfo di Trieste, che, specialmente a notte, con tutte le sue lucette accese è di straordinario impatto

                                                       Portrose ( Portroz )

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Si dice che anticamente in questa località vi fossero molti giardini colmi di magnifiche rose, e da qui il suo nome

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la cittadina , a soli 2 km da Pirano di cui è frazione conta 2500 abitanti circa, ma nei periodi di alta stagione è affollatissima di turisti per le sue rinomate e grandi Terme e per le spiagge , fra le più belle e frequentate dell’Adriatico

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fu una delle più antiche stazioni termali della zona, conosciuta e frequentata già dagli antichi romani.La Slovenia, con la vicina Croazia, sono ricchissime di questi impianti per le particolari proprietà delle acque sgorganti da rocce cariche di minerali

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i grattacieli e i grandi alberghi che si alternano quasi ininterrottamente non ne fanno un luogo da me molto amato, troppo caotico ed affollato- Portrose serve  Pirano con il suo moderno aeroporto e con il grande porto sempre affollato di natanti

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per questo forse il mio sguardo ha preferito oziare su questo gradevolissimo praticello di panseé blu 🙂

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ed ecco un mastodontico albergo che sembra uscito da un’astronale aliena

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a contrastare con questa romantica carrozza di sposini in costume che sbuca proprio da una delle sue uscite

grocerylow1i molti e coloratissimi negozietti di frutta mettono allegria spezzando la “grandeure” dei modernissimi Hotel

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Stugnano il 10 novembre di ogni anno si tiene la “festa dei cachi”,atmosfera particolare dove il frutto fresco viene venduto per le strade insieme a mille altri modi di consumarlo elaborato, dolci compresi, in un belvedee di colori

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prima di addentrarmi all’interno del vallone ho voluto percorrere un tratto della magnifica costiera ora frastagliata – come dimostra questa immagine che mi ha ricordato l’altalena del Monte Forato sulle Alpi Apuane,-anche se questa è in formato ridotto

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ora semi -lagunare, con coltivazioni di verdure pregiate allo scoperto, visto la temperatura mite

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ora con spiagge semi- sabbiose che si affacciano gioiose da cespugli di foglie colorate

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all’interno del vallone, le foreste sono grandi, ombreggiate da grandi alberi e percorse da torrenti impetuosi e fiumiciattoli, formando un lussureggiante insieme

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spesso si fanno incontri pastorali nei pressi delle fattorie

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Cielo azzurro
Campo giallo
Monte azzurro
Campo giallo
Per la pianura deserta
Sta camminando un olivo
Un solo
Olivo

                                                   Federico Garcia Lorca

o grandi coltivazioni di oliveti dai quali si trae un olio ottimo, ben conosciuto nell’intera Europa, con secolari alberi dai tronchi contorti che stupiscono per le loro forme

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il fiore dell’olivo è di minuscole proporzioni  ma molto grazioso

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da loro si formeranno i succosi frutti oleari

nell’argento del monte

fremono e mutano le piccole foglie

hanno un canto di vento

e di mille farfalle

un largo di campane

fa volare lontano le rondini

Ventisqueras

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spesso i tronchi sono illeggiadriti da festosi rampicanti  che hanno bacche coloratissime simili al ribes ma non commestibilicytinus_hypocistis

dulcis in fundo la scoperta di una pianta parassita che da tempo invano ho ricercato in diverse parti d’Europa dove si riproduce attaccandosi alle radici

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delle piante dei cisti, da qui il nome di cytinus hipocistiscytinus-hypocistis

quanto le serve per nutrirsi lo assorbe dalle radici del suo ospite,  eppure i nostri arbusti non soffrono della presenza del cytinus

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non ci sarebbe da stupirsi se prima o poi si scoprisse di un qualche scambio vantaggioso fra le due piante. Il cytinus hypocistus si trova sulle radici del cisto marino, mentre il cytinus ruber è parassita del cistus icanus.

e dopo questa parentesi botanica vi saluto da questa bella e suggestiva zona del mare Adriatico

un saluto sperando di non averi tediato

Ventisqueras

questa immagine non c’entra niente col post è solo per far vedere all’amica Almosth la mia magnolia stellata  🙂

9 ) In cerca dell’Est-Pirano: gioiello incastonato nel blu-( Slovenia ) Jewel set in blue

Il viaggio

scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli

Emilio Salgari

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giungendo via mare, questa è la straordinaria visione che ci sorride negli occhi

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scintillante di tetti rossi, degrada dal vallone di Pirano ( baia ) verso la spiaggia

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 Pirano d’Istria ( Piran in slavo ) deve il suo nome alla parola greca Pyr ( fuoco ) perché si racconta che sui luoghi dove ora sorge la cittadina gli antichi accendessero fuochi per guidare i naviganti verso il vicino porto di Capodistria, Pirano ( circa 17.000 abitanti ) è  bilingue, vi si parlano l’italiano e lo slavo

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intrappolato fra i veleggi il piccolo porto

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storicamente ebbe grandi vicissitudini: ancora una volta  come le altre cittadine della costa si presume  essere stata fondata dai veneti fuggiti da Aquileia terrorizzati dalle orde Unne passando dai romani all’Esarcato Bizantino di Ravenna al quale nel V sec, tutta l’Istria fu sottoposta

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sul finire della dominazione bizantina iniziarono ad insediarsi nella zona i primi nuclei slavi che rafforzarono il territorio durante la dominazione Carolingia iniziata nel 788

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Dall’830 fino al 935, Pirano fu sotto il Regno d’Italia, in seguito divenne possedimento bavarese. dopo diverse vicissitudini durate fino al 1040.Poi vi fu l’avvicinamento e il lungo sodalizio con la repubblica Serenissima di Venezia che qui ha lasciato  le sue immortali impronte terminando con la caduta  di quest’ultima nel 1797

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la deliziosa città è una lucente perla di architettura gotico-veneziana caratterizzata dalle strade strette,

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 talvolta molto coloratepiran_new2013

altre mediovali, costruite in pietra

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suggestivo circonavigarla percorrendo lo stretto istmo doppiando l’estremità di punta Madonna, caratterizzata dalla chiesetta che ha incorporati il campanile e il faro facendone un unico, singolare edificio,

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questo tratto di mare fa parte della Riserva Marina dal 1909

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 delimitata da 4 boe gialle che difendono uno dei fondali più ricchi ed interessanti del Golfo di Trieste

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e, proprio ai limiti dell’area protetta, si trova anche l’unica fossa di tutto il Golfo, profonda 34m

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 Il porto è protetto da una diga foranea banchinata

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 ha un’entrata inconfondibile segnalata da due originali fanali rossi  in muratura a pianta quadrata chiamati “candelabri”. E’ ridossato da tutti i venti e, solo con forte Sud-Ovest, il mare è agitato

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una leggenda narra che in queste acque (dove sono stati ritrovati resti dei dinosauri che hanno abitato queste terre 150 milioni di anni fa ) si trovasse l’arcipelago delle Isole Brioni, che  nacquero per mano degli angeli: le isole sarebbero infatti alcuni pezzi di Paradiso che il Diavolo aveva sparpagliato.( Ah. questo Diavolo! è peggio del prezzemolo lo troviamo sempre da tutte le parti ha ha )

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tra i veleggi risplende il porto

la punta, il faro, il clamore dei tetti

lo scalpiccio rinnovato di antiche memorie

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possano le mie mani sfogliare

quando mi sorridono gli astri

nelle notti oscure per bere tutti i sogni

nel cerchio magico della luna

e ritornare qui silenziosa

ascoltando vibrare tutti i violini

del  tuo Adriatico mare

Ventisqueras

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i violini inseriti nel testo poetico avevano il preciso riferimento al personaggio storico più famoso del luogo il compositore e violinista Giuseppe Tartini  nato a Pirano nel 1692, cui è dedicata la bellissima piazza con il suo monumento

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al lato della piazza la Benecanka, casa storica più bella e più fotografatabenecanka-portoroz

in stile gotico venetoche richiama tutte  le suggestioni di Venezia

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non so se a voi sia mai capitato, ma ci sono luoghi in cui io  mi sento ” a casa”Pirano è uno di questi. Il primo giorno il tempo era cupo e nuvoloso, il meteo diceva l’indomani sarebbe uscito il sole, mi sono detta -aspetto-

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viaggiando  Capodistria – Pirano mi sono imbattuta in divesri boschi,  fermata d’obbligo a curiosare

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ho trovato le foglie “mature” della lunaria, arbusto appartenente alla famiglia delle Bracicacee o crocifere ( detta anche moneta del papa )translucent_lunaria_annua_seed_pods

che amo moltissimo, non fosse altro che per il suo richiamo alla luce argentata della luna

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 ed anche questa”spiga gialla” che ho già visto ma di cui non ricordo il nome…mi aiutate? 🙂

8509264ma voglio salutarvi con una magica immagine del giorno che, ricompensando la mia attesa mi ha sorpresa con colori e visioni fantastiche alimentando il mio amore per questa terra!

Ventisqueras

7 ) In cerca dell’Est-Trieste e la sua romantica italianità-Trieste and its romantic Italian style

 

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L’alabarda d’argento è simbolo di Trieste,  lo troviamo difronte al mare nella Piazza Unità d’Italia, secondo la leggenda San Sergio partendo dalla città per l’evangelizzazione profetizzò la sua morte per martirio, dicendo che quando questa fosse avvenuta avrebbe mandato ai fedeli un segno. Nel giorno in cui fu ucciso ( Persia nel 336 ) cadde dal cielo in quella che allora era chiamata Piazza Maggiore  una alabarda d’argento, tutt’ora conservata nella Cattedrale di San Giusto, pare sia inattaccabile da qualsiasi agente corrosivo o che ne offuschi la lucentezza

                                              Il viaggio

Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un’altra riva, e arriverò.
Cesare Pavese

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Trieste vista dal Carso :una striscia di terra stretta contro al mare a guardarla dall’alto ti si stringe il cuore, ad ogni battito dice ITALIA !!!

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commemorazione della data del ritorno definitivo della città all’Italia col passaggio della pattuglia acrobatica dell’aeronautica italiana “Le frecce tricolori

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                                                  26 ottobre 1954

le truppe americane lasciano il “Territorio Libero di Trieste” così proclamato dall O.N.U. in attesa del trattato ( inglorioso, dico io ) che riconsegnò alla Patria solo una parte dei territori che sarebbero storicamente dovuti esserle annessi,  le truppe di terra dal varco di Duino e dal porto la Marina Militare entrarono in città accolti da tutta la popolazione commossa, felice, festante. L’Amerigo Vespucci, il nostro vascello dei sogni era in rada per partecipare al generale tripudio

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ed ogni tanto vi ritorna illuminando di tricolore il glorioso trealberi. Ho parlato di romanticismo nell’italianità triestina perché l’irredetismo popolare ha ricordato i moti rivoluzionari carbonari che portarono all’Unità d’Italia ( immagini prese dal web)a5

  crocevia di mondi latini, tedeschi e slavi è una città dai molti confini, non solo geografici, ma anche culturali e storici

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sul molo “Audace” chiamato così dal nome della nave da cui sbarcarono i Bersaglieri, primo corpo dell’ Esercito Italiano a toccare il suolo di Trieste nel 1918 una prima volta irredenta e liberata dopo la vittoria sull’esercito austroungarico che la occupava, due statue rappresentano i due diversi momenti storici del ricongiungimento all’Italia

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un bersagliere con le piume al vento che porta il tricolore, e”Le ragazze di Trieste ” due sartine che cuciono la bandiera italiana, ricordano le varie e complesse vicissitudini storiche  dopo l’occupazione nazista e in seguito quella di Tito del 1954t5_trieste_scultura_al_molo_audace_4e902c80ea4c9_20111008_125704

installate nel 2004, le due statue furono realizzate dallo scultore Fiorenzo Bacci, in occasione del 50 anniversario della liberazione

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                                           Il vento, il vent0

lettere d’avorio che sillabano il sempre

le scompone il vento folle

folle di mille voci urlanti e mille.

Nessun capiva l’aspro profumo che saliva dal mare

il vento, era il vento che ti faceva tremare.

Sole rosso  dentro la sera racchiudeva un frutto

folle la sua preghiera

Ventisqueras

soffia fortissimo il vento di bora da ottobre a marzo, arriva da est e da nord con una furia irriverente che lungo i secoli ha portato con se il richiamo ad antiche leggende, che ci raggiungono da un territorio antico, quello delle popolazioni illirico-istriane dell’età del bronzo

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la bora è la storia stessa di Trieste, la Tergeste romana crocevia commerciale con l’Est definitivamente colonizzata nei primo  secolo a.C.Soffiava forte nell’era Bizantina, come in quella Longobarda, che allora come ora porta con se il detto:bora_miramare1

” la bora nassi in Dalmazia, la se scatena a Trieste, e la morì a Venessia!( nasce in Croazia, si ferma e si scatena a Trieste e muore a Venezia)

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alla potentissima Repubblica della Serenissima, avversaria dichiarata da sempre di Trieste, questo detto popolare pensò bene di lasciare gli ultimi sospiri del “suo” vento!La città si affidò nel 1382 alla protezione austriaca e Venezia non fece più paura

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Così gli Asburgo si guadagnarono una bella fetta di storia tutta triestina, in tre secoli la città si sarebbe trasformata nel principale scalo dell Impero superando del tutto la rivale Venezia.Il periodo del maggior splendore fu nel 1719 quando Carlo VI concesse alla città lo stato di Porto Franco

      Il Caffè degli Specchi e Piazza Unità d’Italia           trieste_650x435certo Trieste è una città ben strana se si lascia raccontare da un vento e da un Caffè ( sia pure con gli specchi!!! ) ma se questo Caffè si trova in una delle piazze più belle d’Italia ( e se dico d’Italia dico anche del il resto del mondo!  ovvio) che ha scenari di magie  diurne e notturne, tutto diventa semplicissimo e plausibileinformazioni-turistiche-trieste

forse anche la luna si è accesa come un lume a falce calante opera di un grande design e non tramonta mai, sta infissa lassù chiodata da una stella

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atmosfere della “mitteleuropa” ancora si conservano  in queste caffeterie triestine, dove ai cittadini piace sedersi all’aperto respirando aria di mare

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l’antico di Trieste non muore mai, tutti lo sanno ed ancora si racconta di una città che ha visto arrivare gente da ogni parte:tedeschi, slavi, boeri, greci, ebrei

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caffe-tommaseo_1092681ed eccolo il famosissimo Caffè degli specchi che ha visto a conciliabolo grandi menti dell’8oo

caffe-platti-torino-interno Joyce, Rilke, Umberto Saba, Italo Svevo, intenti forse a discutere di mondi che stavano per finire e di futuri incerti che stavano cominciando

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A Trieste ove son tristezze molte,
e bellezze di cielo e di contrada,
c’è un’erta che si chiama Via del Monte.
Incomincia con una sinagoga,
e termina ad un chiostro; a mezza strada
ha una cappella; indi la nera foga
della vita scoprire puoi da un prato,
e il mare con le navi e il promontorio,
e la folla e le tende del mercato.

tratta da ” tre vie di Trieste ” di Umberto Saba

ho scelto questa vecchia foto per rappresentare questo testo straordinario  di un Poeta per me troppo sottovalutato, le sue parole si leggono tra le pietre dell’erta come canto d’amore per la sua Trieste

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nata nel 1869 la Barcolana  è una storica regata velica internazionale che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste nella seconda domenica di ottobre.E’ una delle regate più affollate al mondo, ne detiene il record con la partecipazione nel 2001 di ben 1968 imbarcazioni.

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lo spettacolare passaggio in parata difronte al castello di Miramare ( le immagini della Barcolana sono prese dal web)

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si va facendo sera e Joyce sembra un qualunque turista  ammirato guardare dal suo monumento nel Canal Grande l’avvicinarsi del tramonto

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lo so, è riduttivo parlare di Trieste solo con un post,  le cose da vedere e da raccontare sarebbero moltissime, ma questa volta la mia sosta di un solo giorno non mi ha permesso di documentare molto, sorry, sarà  per un nuovo ritorno 🙂

Ventisqueras

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