3 ) San Gimignano dalle belle torri -Siena- La Collegiata di Santa Maria Assunta e l’architettura medioevale religiosa-the Collegiate Church of Santa Maria Assunta and the medieval religious architecture

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si leva il sole con una soffusa nebbia che rende i collie le colline un sogno lieve

Sunflowers grow on a hillside near San Gimignano (Background) on July 3, 2011. AFP PHOTO / FABIO MUZZI

bussa il sole alla finestra del mondo

toc toc

un mare di fiori lo sta accarezzando

gira e rigira lo stanno sempre seguendo

nel corso del suo cammino

sfiorano meraviglie in tondo

Ventisqueras

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e il pieno sole, salendo dalla via volterrana anche oggi dispiega e svela tutta la maestosità del paesaggio toscano

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si entra dalla porta pisana ( San Matteo, ma è detta comunemente così perchè vi si arriva dalla parte di Pisa ) di primo mattino, l’auto relegata  nel parcheggio, le strade   deserte, si entra in pieno medioevo, il rumore dei mie passi solitari fa eco ai fantasmi delle generazioni passate che sembrano far folla con me alla scoperta degli ultimi tesori scelti fra i mille, cui raccontare

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piazza del Duomo in tutta la sua preziosità si appresta a svelarci i suoi segreti, le belle torri già conosciute nell’altro post sono schierate come guardie d’onore

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fulcro della città è la spettacolare piazza del Duomo con i grandiosi monumenti: Il Palazzo Comunale chiamato anche Palazzo nuovo del Podestà e,

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salendo una ripida scalinata   la Collegiata di Santa Maria Assunta o più semplicemente il   Duomo, costruita nel 1148 è considerata uno dei più prestigiosi esempi di romanico toscano

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dal lato opposto della piazza il Vecchio Palazzo del Podestà ( che non ha più questa funzione ma è divenuto un museo ) con la torre Rognosa, un tempo proprietà della famiglia Ghibellina dei Salvucci

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osserviamole anche nella loro fantasmagorica veste notturna

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la luce del cristianesimo irradia fasci di strie iridescenti nella penombra della magnifica collegiata

Fede

Il mio cuore si riempie d’acqua

cielo di nubi d’inchiostro

mi si schianta addosso

-sto forse annegando?-

aggrappata a un filo di vento

m’accorgo che sto pregando.

Ventisqueras

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completamente affrescata dai maggiori artisti senesi e fiorentini dell’epoca

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da perderci gli occhi…e l’anima si fa leggera, leggera

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la chiesa è costruita su tre navate i grandi pittori dell’epoca  espressero il meglio della loro Arte:Benozzo Gozzoli, Domenico  Ghirlandaio Bartolo di Fredi, Taddeo di Bartolo, 

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ma esistono anche sculture in legno ed tante altre opere di grandi artisti del tempo, per citarne solo uno Jacopo della Quercia

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magnifico il  Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo

BGA-F-015233-0000Santa Fina, figura locale portata agli onori degli altari ( nella collegiata  il Ghirlandaio narra la sua vita con bellissimi affreschi)  di lei si racconta una gentile leggenda-miracolo, ella morì in giovane età minata da una grave malattia che le procurava atroci dolori e la costringeva a stare immobile nel letto, nonostante questo chi andava a visitarla usciva da lì consolato e confortato  nessuno la sentì mai emettere un lamento, nel giorno della sua morte quando fu tolta dal suo letto per le solenni esequie  il letto improvvisamente fiorì tutto  di violacciocche che si propagarono subito anche tra gli interstizi delle pietre della città, per questo miracolo

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naturalmente San Gimignano abbonda di splendide architetture religiose medievali questa è la facciata in mattoncini e volte ad arco di San Bartolo

civitella-del-tronto-chiesa_di_santa_maria_dei_lumi-e1447350889712lo spettacolare interno di Santa Maria dei Lumi ( non trovate incantevole la sua titolazione? ) si dice dovuta ad una apparizione miracolosa avvenuta circa nel 1500 ai Sangimignanesi

20130809113123_img_3cc01misteriosamente avvolta di fantasmagoriche  luci certo di origini divine

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altro stupendo portale quello della chiesa di San Francesco  in stile romanico- pisano- lucchese eretta circa nel XII sec in origine dedicata a San Giovanni,( costruita nell’omonima, ma poi tuitolata al Poverello di Assisi ) di cui si è conservata solo la parte inferiore

38014_014in questo dipinto si può vedere come fosse stata la chiesa alle sue origini

img_0429in mezzo a tutti questi pregevolissimi repeti storici penso non debba affatto stonare l’immagine molto attuale di uno splendido micione!

san-gimignano-italy-blogma per  lalutarvi  ed invitarvi al prossimo post è certo più adatta una immagine ” turrita” sotto un cielo imbronciato, a presto

Ventisqueras

La “mia” Ilaria – A Ilaria del Carretto -Duomo di Lucca-Toscana

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Tutta di giglio Ilaria dal trono tuo di marmo
da una corona di capelli e fiori ti lasci aureolare
di soavità la tua bellezza sulla morte regna
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 in quell’arpa armoniosa di gelo sussurrato
il tuo sorriso vedo riaffiorare
nel bianco inabissarsi di ogni mondo
l’umana fragilità ti ha racchiuso come un notturno fiore
nella tua condizione di donna nata per sempre donare
tu sposa infante mille segreti hai di spine crocifissi
su quelle mani perfette strette sopra il cuore
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Tutta di giglio Ilaria un baleno di libera luce
cucito con un ago di cristallo chiude per sempre in pallore
le tue labbra in prossimità di notturne stelle
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Te ne stai lontana, oltre ogni stupore,
una lacrima stillata chissà da quale fiore
rimane indecisa sul tuo bel volto a tremulare
in uguale amore e sconforto di respiri spenti
nel limite irraggiungibile non soffocato dal tuo grido
ma in quello della Nera Regina che nei suoi palazzi
 ti recò per mano eternamente candida in bianchi cieli.
                                     Ventisqueras
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 Jacopo  di Pietro d’Agnolo di Guarnieri detto Jacopo della Quercia
  (Siena , 1374 circa – Siena , 1438)
scolpì nel 1406 quello che è universalmente riconosciuto come il più bel monumento funebre al mondo
posto all’interno delDuomo di San Martino in Lucca
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Paolo Guinigi, signore della Lucca quattrocentesca, alla morte della seconda moglie,Ilaria Del Carretto «fè magnificamente quello che a ogni grandonna o signore si convenisse, così di messe, orazione, vigilie, vestimenti, drappi…», come racconta Giovanni Sercambi nelle sue” Croniche” dell’epoca. La verità è che Ilaria, resa immortale dal monumento funebre e capolavoro  di Jacopo Della Quercia che accoglie i visitatori nel Duomo di Lucca, in quella magnifica tomba non è mai stata sepolta.
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Che fine avessero fatto le spoglie mortali, era rimasto un mistero, risolto ora dalla Soprintendenza archeologica della Toscana. Quello che si ritiene il corpo della giovane, nata nel 1379 dal conte di Zuccarello (Savona) e morta di parto a 26 anni nel 1405, è stato ritrovato nella chiesa di Santa Lucia del complesso di San Francesco, a Lucca.
 nel 2010, quando Giulio Ciampoltrini, l’archeologo dell’università di Pisa, responsabile degli scavi di San Francesco,dopo lunghissime ricerche fatte con le tecniche più avanzate riesce a localizzarla  in una delle  due arche funerarie, dove furono    inumati e ritrovati 48 discendenti della potente famiglia Guinigi.
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 ancora oggi commuove  quel piccolo cane ai piedi di Ilaria simbolo di fedeltà coniugale, che la guarda come a chiederle perché non possa più accarezzarlo. Resta l’emozione:dopo 600 anni quella tomba ha trovato il corpo per cui fu scolpita .
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Lucca è stata una ricca, potente, raffinata ed elegante città ne sono rimaste intatte le mura ( unica fra le grandi città europee )  ancora oggi interamente percorribili e godibili, dai grandi viali ombrosi, esse, separano  la città antica e la cosiddetta- Lucca di fora-, quella moderna, sorta appunto fuori dalle possenti mura
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altra unicità: la  torre alberata appartenuta proprio alla famiglia Guinigi, alla cui sommita quattro lecci centenari danno un ornamento spettacolare e festoso
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le foto che si susseguono raffigurano gli straordinari scenari interni ed esterni del Duomo di San Martino, dove si conserva il monumento funebre di Ilaria
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Il mio primo incontro con Ilaria avvenne che ero molto piccola, i miei genitori appassionati di musica lirica e di teatro, portavano anche  me ai mattineè del teatro del Giglio, poco distante dal Duomo, e spesso, arrivando in anticipo passeggiavamo per la città visitando i bellissimi monumenti, mi hanno raccontato che quando arrivammo al sarcofago di Ilaria rimasi incantata, poi volevo in ogni modo che ” la bella signora” si alzasse…Da allora sono sempre rimasta molto legata a questo luogo ed ancora non saprei spiegare perché, però da sempre la considero -la mia Ilaria-
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 Ora donne la bianca fiordaligi
chiusa ne’ panni, stesa in sul coperchio
del bel sepolcro; e tu l’avesti a specchio
forse, ebbe la tua riva i suoi vestigi.
Ma oggi non Ilaria del Carretto
signoreggia la terra che tu bagni,
o Serchio…
Gabriele D’Annunzio
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un amico scrittore, leggendo su Splinder questa mia storia, ci costruì sopra un racconto, aveva immaginato che io fossi la reincarnazione della figlia di Ilaria nata mentre lei moriva di parto, ed era forse per questo misterioso filo
che ci univa  che mi sentivo a lei così legata…
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un pomeriggio mentre mi trovavo assorta nel Duomo deserto e silenzioso, un raggio di luce colorata discese da una grande vetrata e lentamente muovendosi i colori presero sembianza umane,  si formò una piccolo corteo preceduto da due paggetti che reggevano due cuscini dorati  si cui erano posate ghirlande intrecciate di fiori e frutta, seguivano dame e cavalieri in sontuosi velluti quattrocenteschi…certo  un omaggio sceso dal cielo per la bella Ilaria…credo l’immaginai, forse sognai, non saprei dire, ma il ricordo vibrante bellissimo è rimasto, come un misterioso dono che era stato fatto contemporaneamente  a Ilaria ed anche a me.
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Lucca è la città dei mille misteri, sempre in San Martino all’interno di questa sontuosa cappella dorata si conserva gelosamente l’immagine delVolto Santo , patrono della città, portatore di una leggenda straordinaria  che forse vi farò conoscere un altra volta, perché certamente tornerò ancora a parlare dell’amata Lucca
VOLTO SANTO
ma ora  vorrei finire la storia della Mia Ilaria, essa venne in sposa al conte Paolo Guinigi  da Zuccarello  , un paesino ligure, dove nacque nel 1379, figlia del Marchese di Savona e Signore di Finale, Carlo del Carretto, appartenente ad un antico (x secolo), ricco e rispettato casato
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questo è il castello dei Del Carretto che sovrasta l’antico borgo
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i concittadini per onorare di ricordo della loro  immortale  figlia, le hanno dedicato una statua e un romantico sentiero che porta fino al giardino del castello chiamato appunto “Il sentiero di Ilaria ” dove forse le era consueto passeggiare prima di andare sposa
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Zuccarello-particolare
Castelvecchio-Segnavento

Così al tuo dolce tempo, o cara, e Sirio

perde colore, e ogno ora s’allontana,

e il gabbiano s’infuria sulle spiagge

derelitte. Gli amanti vanno lieti

nell’aria di settembre, i loro gesti

accompagnano ombre di parole

che conosci.

Salvatore Quasimodo

Il-sentiero-di-Ilaria-e così con i fiori che ornano il suo sentiero, fiore tra i fiori finisce il mio omaggio a Ilaria.

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