6 ) Parco naturale Adamello-Brenta-Trentino-la fauna: i grandi ungolati-alto alpini-Wildlife-large high-alpine Eggman snatches the Emerald

 

lassù sulle cime nevose dove un silenzio di vento muove le nuvole, lassù tra i picchi rocciosi c’è il regno incontrastato degli abili e bellissimi mammiferi rocciatori

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classificati scientificamente come  Ungulati altoalpini in questo Parco c’è una loro importantissima  presenza

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emozionante vedere la maestosa figura dello  stambecco ( Capra ibex) stagliarsi contro il cielo.  Questa specie trae origine da antichissime forme di capre selvatiche che 140-170.000 anni fa, popolavano l’Asia centro occidentale.
Durante le ultime glaciazioni (da 700.000 a 12.000 anni fa) era diffuso in gran parte dell’Europa ma, con il ritiro dei ghiacci, rimase gradatamente isolato sui grandi massicci alpini.

Una precisazione, la nomenclatura zoologica : il primo nome è quello comune con cui è conosciuta la specie, il secondo fra parentesi e con la iniziale maiuscola, è il nome scientifico che può essere latino o greco, il secondo- scritto sempre in minuscolo- è quello della sottospecie che può essere ripetuto se non se conoscono altre.

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Per oltre 10.000 anni la storia dello stambecco si è intrecciata con quella degli antichi abitatori delle Alpi, ma l’uomo non gli fu certo amico. Cacciato per la carne, ma soprattutto per le presunte proprietà terapeutiche attribuite a varie parti del suo corpo, lo stambecco scomparve dalla quasi totalità delle regioni alpine a partire dal XVI secolo.

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la specie allora fu rigorosamente protetta e proliferò a dismisura in particolare in Svizzera dove si fu costretti anche ad autorizzare l’abbattimento di singoli capi

Stambecco Il Re degli stambecchi 

Una leggenda narra che sui monti del del Ferro vivevano gli uomini di ferro, chiamati così perché estraevano metalli e minerali dalla montagna. Un giorno giunse in zona una tribù proveniente dal mare, costretta ad abbandonare la propria terra per i continui assalti degli invasori. Il loro capo, Salaxo decise di stabilirsi nella vallata più grande e andò a trattare con gli Uomini del Ferro, che non si dimostrarono ostili nei loro confronti, ma dissero che avrebbero potuto ottenere il permesso di restare solo dal Re degli stambecchi, padrone della valle, che abitava sui più alti picchi nevosi oltre una grande catena di montagne. Il marinaio dovette affrontare ogni tipo di difficoltà, Poco alla volta, la vegetazione diradò, gli animali sparirono e rimasero solo roccia, neve e vento.Sfinito, mani e ginocchia sanguinanti, disperato, Salaxo pensò rinunciare.Ma poi pensò: “Meglio morto che indegno d’onore fra la mia gente”

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fece un estremo sforzo e si issò ancora, si trovò in piedi sulle nuvole, l’arco dei monti aperto allo sguardo, tutto il mondo sotto ai suoi occhi estasiati. “Il paradiso” – sussurrò Salaxo. “E’ vero, uomo” –si udì una voce tonante era.Il Re degli Stambecchi che  apparve al suo fianco. “Così chiamerai questa terra in cui vivrai felice con la tua gente, il Gran Paradiso” ed io ti proteggerò a patto che tu rispetti la natura e tutti i suoi figli.Il patto fu stretto e da quel giorno il popolo del mare visse sereno fra le montagne–Non potrebbe insegnarci qualcosa di utile per il momento attuale, questa leggenda?

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arrivando ad uno dei molti rifugi alpini in quota -questo è il  Brentei, si può con un po’ di fortuna riuscire ad incontrare qualcuno di questi superbi esemplari

il rifugio alpino Val di Fumo nel Parco Naturale Adamello Brenta, Val di Fumo, Val di Daone, Valli Giudicarie, Trentino Alto Adige, ©Ph. Marco Simonini (TN) Italy

questo invece è il Val di fumo

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camoscio

anche  il  Camoscio ( Rupricapra rupricapra)  ha nel parco una nutrita colonia, e spesso nell’inverno si trovano riuniti in branchi nell’attesa di ricevere le balle di fieno che vengono portate fin quassù dalle guardie del Parco, spesso calate con l’elicottero

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tra gli ugulati sono presenti anche  il cervo (Cervus elaphus)

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che non ha atteggiamenti aggressivi come lo stambecco, ma spesso lo si vede tranquillamente accovacciato sotto agli abeti, in particolare in inverno quando la neve ricopre il terreno, se ne stanno nello spazio riparato ai piedi dei grandi alberi, si possono vedere dagli impianti di risalita ( non in questa parte del parco dove non esistono impianti, ma ne ho visti molte volte in val di Fassa, per la gioia soprattutto dei bambini )

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come non restare affascinati e soggiogati da visioni come questa!

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una cucciolata con tanti piccoli ” Bambi” dagli occhi dolcissimi!:-)

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e poi, gli agilissimi Caprioli ( Capreolus capreolus)

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Mufloni ( ovis musimon )  dalle gigantesche corna

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guardate un po’ questa immagine….non vi ricorda Civita Di Bagnoregio fra le nuvole? qui invece che di antiche pietre sopra le nuvole c’è un’isola di capre in mezzo al cielo! 🙂

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e questo rarissimo esemplare di  Capra tibetana (della quale non sono riuscita a risalire alla specie e sottospecie…se qualcuno mi aiuta 🙂 ) introdotta nel parco a partire dagli anni 70 del secolo scorso                                                                

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ed ecco che scendendo di quota si comincia a visualizzare il magico effetto del bosco e del sottobosco, in questo caso col piacevole incontro di un super fungo porcino!

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oppure si resta sorpresi dal giallo intenso dell’anamone sulfureo

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o di qualche rossa bacca lacrimosasede_parco,12433

la sede del parco

Il Parco Naturale Adamello Brenta è tra i Geoparchi mondiali che il 17 novembre 2015 a Parigi sono stati riconosciuti integralmente siti UNESCO.

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                Commiato alla valle del sole

La montagna oltre il paese addormentato scintilla

il sole perfora col suo dito frastagliato una nube

ascolta

le campane hanno gettato la loro esca d’argento

guarda

quel buffo, arruffato ciuffo di corvi,

come un mazzo oscuro di fiori ha dilagato.

E’ come fosse il primo giorno del mondo.

Ci sono panchine segrete nel cuore

su cui sedersi ad ascoltare intera

la gioia stuzzicante della vita!

Ventisqueras

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sugli altopiani gli allevatori curano le loro greggi

LW_Tiere1qualche capra  si dimostra molto curiosa

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mentre nel prato vicino un bellissimo esemplare di grigia-alpina riposa serena fra le sue erbe profumate

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ma è  con  un suggestivo angolo del lago di Tovel che vii saluto da questo  Parco che racchiude in se ogni forma di vita, di bellezza di meraviglia-

Ventisqueras

 

2) Tovel-Trento- Il lago i suoi torrenti, i suoi fiori nel parco naturale Adamello-Brenta- Le fiabe che vanno scomparendo-The Lake and its rivers, its flowers in Adamello-Brenta-disappearing-fairy tales-

5485579610_aeaf1053fa_zLago di Tovel ancora un’immagine spettacolare di quando le sue acque si coloravano di rosso, e a questa sua colorazione si deve la leggenda della Principessa Tresenga

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figlia dell’ultimo re di Ragali era una fanciulla bellissima ed essendo in età da marito aveva molti pretendenti che la coprivano di attenzioni e di doni, ma uno di loro Re Lavinto più volte rifiutato dalla bella Tresenga era un uomo cattivo e violento e non voleva accettare il rifiuto, così minacciò di radere al suolo il regno di Ragali, se la Principessa non avesse accettato di diventare sua moglie. La coraggiosa fanciulla si mise alla testa dell’esercito del padre, lo scontro avvenne vicino  alle sponde del lago di Tovel, ma fu sconfitta e uccisa con la spada dallo stesso Re Lavinto.

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alla fine della battaglia il lago era rosso del sangue dei morti e che per questo in loro ricordo abbia continuato a colorarsi di rosso e a venire chiamato lago di sangue.Si dice anche che la bella principessa ogni notte si sieda sulle rive del lago a piangere la sorte della sua gente morta per difendere la libertà di Tresenga.Le leggende portano sempre una parte storica di verità, chissà ne corso dei secoli bui quale verità racchiude questa triste storia

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nel terreno intorno al lago di Tovel specialmente lungo la sponda occidentale sono diffuse molte sorgenti perilacuali , le quali nonostante la scarsa portata sono come la punta di un iceberg nel grande flusso d’acqua che alimenta il lago dal fondo.

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queste acque sorgive provengono dalla località Pozzol un’ampia depressione circa 1 km a monte dove il torrente Santa Maria Flavona si esaurisce scomparendo in un terreno particolarmente poroso

Panorama

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precipita piena di sole

l’acqua che sempre è uguale

e sempre si rinnova

cerca un letto di scintille d’oro

sulla scogliera di vetro

Ventis

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dopo aver raccolto le acque in cascate spettacolari che si precipitano giù dai nevai delle montagne formando un habitat molto particolare in cui prolificano molte splendide specie vegetali anche fiorifere

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con coimbri coloratissimi a far chiasso nei boschi

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una spettacolare fioritura dell’orchidea selvatica conosciuta comunemente come ” Scarpetta di Venere”Aquilegie-800

questo ciuffo di aquilegie azzurre era nei pressi del lago

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mentre questa “nevicata di “soffioni” si pavoneggiava sopra un prato in quota

hemiptera-nabidae_jpg_2013113175223_hemiptera-nabidaechissà se le api si stavano litigando il nettare di questa grossa margherita gialla, o se con le antennette vibranti si trasmettevano parole d’amore 🙂 -questa sarebbe l’ipotesi che prediligo-

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ci fermiamo per una merenda?  è gia l’autunno… beh, certo ci sarà da fare pulizia con le foglie…:-)

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ha il giglio una veste da re

nessuno la cuce,

nasce dalle radici della terra

il vento dolcemente la culla

contro il cielo si staglia

e di colore arancio brilla

Ventis

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l’emozione unica dei prati di crocus sbocciati compatti  sotto ai nevai a primavera distilla suoni armoniosi di violini lontani

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Di bianco

in un colino di ultrasuoni
filtravo le ore dello spazio-tempo
sopra telai intessuti di fiori bianchi

di giorni flessi nell’assenza
improvvisando
sopra ogni sillaba mai detta
note di concerti viaggianti

su prati immensi
Ventis

(piesse i fiori bianchi sono i miei preferiti 🙂  )

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e l’autunno al Tovel si fa festa di colori

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qualcosa di blu, con due varietà di genziana

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….e qualcosa di giallo, per chiudere della natura questo canto.

Amiamola e rispettiamola, lasciamola così compiutamente bella in eredità aj nostri figli e ai figli dei figli dei loro figli  finché mai si chiuda il cerchio della vita

Un abbraccio a voi tutti che avete la pazienza di leggermi e commentarmi

Ventisqueras

1) Tovel ( Trento ) il lago di sangue-le fiabe che stanno scomparendo-The lake of blood-Fairy tales that are disappearing

Benritrovati! sono appena rientrata ed ho letto i vostri graditissimi commenti ed auguri, siete stati davvero carinissimi, vi ringrazio con questo post, domani sarò con voi! un grosso bacio 🙂

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C’era una volta…

20130422135754-0he si, come in una vera fiaba  si parla solo al passato

__049998___tovelperché lo spettacolare fenomeno che ha reso celebre  il lago di Tovel in tutto il mondo  ormai dal 1964  non si verifica più

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il suo colore rosso era dovuto  alla presenza di un’alga nelle sue acque ( tovellia sanguinea )  inspiegabilmenye scomparsa,  quindi questa è una fiaba di cui è già stata scritta la parola  fine. Alcuni recenti studi hanno ipotizzato che la sparizione dell’alga sarebbe dovuta alla mancanza del carico organico ( azoto e fosfato) proveniente dalla pratica ormai in disuso della transumanza dei bovini che si fermavano nei prati presso al lago a pascolare, depositandovi i loro residui organici

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la” tovellia sanguinea “è  stata da poco identificata nel piccolo lago alpino di Seealpsee,   ( che qui compare in basso in una suggestiva visione)  in Svizzera ma per  ora in quantità così minima che non permette nessuna colorazione, chissà che per i posteri non possa resuscitare i fasti del Tovel e avere così inizio una nuova fiaba

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il lago alpino di Tovel  si trova nel territorio del comune di Villa Anaunia in Val di Non ( Trento) a 1.178 m, s.l.m., superficie 370.000 mç, all’interno del parco naturale provinciale Adamello-Brenta, è stato anche chiamato “lago degli orsi” per la presenza di alcuni plantigradi nella valle,

non vi perdete questo sognante video a dimensione schermo intero, ne vale la pena, vi assicuro!

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                    viene detto anche “Lago smeraldo” , e non è difficile capirne la ragione!

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l’alba e il tramonto ora sono gli unici con i loro straordinari riflessi

Thunersee, Niesen, Interlaken, Unterseen, Berner Oberland, Spiegelung, Abendstimmung, Horizont über WasserSonne, Sonnenuntergang, Stimmungsvoller Himmel, Farbiger Himmel, Dramatischer Himmel, Wolkenlos, Nicht-städtisches Motiv, Schönheit der Natur, Ruhige Szene. Simon Walther; Architekturbilder; Berg- und Naturfotos aus der Schweiz; Bergbach; Bergbilder; Bergfotograf; Bergfotografie; Bergfotos; Bergfotos aus der Schweiz; Bergsee; Bergweg; Bikeweg; Bildagentur Digitalfotografie; Ferienbilder; Ferienmotive; Feriensujets; Fernblick; Fernblicke; Fernsicht; Fotoagentur; Fotograf; Fotografie; Fotostudio; Freizeitbilder; Freizeitmotive; Freizeitsujets; Gestalter; Grafikatelier; Grafiker; Industriefotografie; Kalenderbild; Kalenderbilder; Kalendermotive; Kalendersujets; Landschaftsbilder; Landschaftsbilder; Landschaftsfotograf; Landschaftsfotografie; Landschaftsfotos; Landschaftsfotos; Landschaftsfotos aus der Schweiz; Landschaftsmotive; Landschaftsujets; Makrofotografie; Natur- und Landschaftsfotografie; Naturbilder; Naturfotograf; Naturfotografie; Naturfotos; Naturfotos aus der Schweiz; Outdoorbilder; Panoramafotos; Postkartenbilder; postkartenbilder.ch; Postkartensujets; Simon Walther; Spiegelungen; Studiofotografie; visuelle Kommunikation; Wanderweg; Wanderwege; Wattwil; Weitblick; Weitblicke; Weitsicht; Werbeagentur; Werbeatelier; Werbefotografie; www.2plus.ch; www.agentur2plus.ch; www.andschaftsmotive.ch; www.bilderbuchwetter.ch; www.Feriensujets.ch; www.fernblicke.ch; www.gedankenbilder.ch; www.gipfelbilder.ch; www.gipfelfotos.ch; www.kalenderbilder.ch; www.landschaftssujets.ch; www.schweizerlandschaften.ch; www.sichtwerke.ch; www.simonwalther.ch; www.waltherfotografie.ch

a colorare le acque del lago se non di rosso di incantevoli riflessi rosa

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ma il lago di Tovel non cessa di stupire presentando ad ogni stagione

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riflessi e colori mozzafiato

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in inverno, poi, spesso il lago gela, ed oltre che diventare una ottima pista di pattinaggio presenta scenari altamrnte suggestivi.Si dice che un tempo il ghiaccio fosse così spesso da permettere il passaggio con carri e  carrozze

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la storia geologica del lago ha tre diverse fasi evolutive separate da una distanza di secoli.Circa dai 110.000, 150.000 anni fa ebbe inizio l’ultima glaciazione chiamata Wurm,  terminata circa 10.000 anni fa, questo permise ad una gigantesca massa di ghiaccio in disgelo di  produrre la conca dove si formò l’originario lago, molto più piccolo di quello attuale

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intorno al 1570 il lago di Tovel ebbe un improvviso innalzamento di circa 3 metri rispetto al livello attuale( documentato dalle sedimentazioni che lo circondano) forse dovuto ad una caduta di massi e detriti che ne bloccarono il deflusso

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successivamente l’erosione di questo sbarramento ha portato l’altitudine del Tovel allo stato attuale, sul fondo del lago si può ammirare una foresta sommersa  radicata, alberi rimasti da quel lontano periodo per la gioia dei sommozzatori che vi  fanno scoperte emozionanti

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spiagge bianche di finissima sabbia contrastano con il verde smeraldo del  lago

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sono anch’esse una grande e splendida caratteristica ed attrattiva di questo straordinario lago che ammalia e stupisce ad ogni suo nuovo scorcio, con mille variazioni oltre che lacustri, boschive e montagnose quelle di una fauna e flora fra le più ricche e variegate dell’intero pianeta

                  Il canto dell’acqua ( lago di Tovel )
Canta l’acqua come canta il vento
e cantano le fronde sussurrando piano
lievi stormendo,
sabbia chiara chiede camelie bianche
accarezzata dalle piccole onde
come tenera amante
sul suo ventre una lotta di contorte radici
sul suo fianco un singhiozzo di luna
e di chitarra che si spengono piano
col roseo volto dell’Alba.
            Ventisqueras
non ho ancora finito di cantare questo incanto di lago, ci saranno ancora parole e ancora immagini per emozionarci , a presto

 

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