Rifugio al Sass Pordoi ( Canazei- Trento)

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  maestoso scenario  la vista del massiccio del Sass Pordoi, sulla cui cima si trova il rifugio” Maria” detto anche” terrazza delle Dolomiti” perché da lassù si domina una marea di cime,  quando sono innevate sembrano onde gigantesche di un fantastico mare

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la funivia con cui si raggiunge quota 2829,   è composta da un  vertiginoso  tratto ( il più lungo a campata unica di tutta Europa) con cui si supera uno strapiombo di ben 800 metri

11733-belvedere-rifugio-mariaspettacolare e suggestiva, una notte passata lassù  riconcilia con la vita

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piano

qui

le luci si fanno moccoli di candela

le strapazza il vento

qua e là

una pioggia giù dal grande albero

sospeso sull’abisso

cascatelle   fontane  e nonsoché

piano

qui

mi s’appunta sul seno l’agrifoglio

buca un po’

ma piano

riporta il vento forme amabili

del mio tempo

tutto ammucchiato fra le stelle

anche loro piccole luci

incorniciate

fra sorrisi e croci

sui denti

e più in

qui

tutto

si rarefà

 

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diciamo che Nat King e il Sass Pordoi sembrerebbero non avere molto in comune, ma  la  dolcezza della voce di Cole non ha paragoni e qui si mischia  alla perfezione con l’assoluta dolcezza di una stellata sospesa sopra questo angolo dall’incredibile fascino

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cliccare sulle foto per godere a pieno della superba bellezza di questi panorami per me insuperabili al mondo

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relax al sole prima di tuffarsi nell’ebrezza di una nuova discesa sui campi di sci

 

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alla neve:

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Spolvera:
è di polvere luminosa che a notte piega la neve in scintille

ha un senso il toccarla rabbrividendo

Setaccia:

quale maniacale massaia celeste con infinita bravura setaccia esagoni sempre diversi a precipitarli sui capelli del mondo?

Stringe Spranga:

ha fissato il cancello rococò dei sogni sprangato dal vento lasciando che di bianco, di bianco stringesse alla tua cintura la mia inconsapevole mano.

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Canazei-sci-fondo giù nella valle i piccoli paesi di fiaba fatti di neve e cristallo:

è stato amore a prima vista, assoluto, indifendibile, inespugnabile Canazei, Campitello, La Val di Fassa.Il mio paradiso, niente mi fa star bene come essere partecipe e condividere della loro bellezza,

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Canazei ( Cianacei in ladino, lingua parlata nelle valli) è situato all’estremità settentrionale della Val di Fassa, quasi al confine con le province di Bolzano a nord e Belluno a est ed è uno dei 18 comuni che formano la Ladinia.

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Incastonato fra importanti gruppi dolomitici quelli  del Sassolungo, della Marmolada, e del Gruppo del Sella. di cui fa parte anche il massiccio del Pordoi

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notissima località per il turismo invernale (sci di discesa e scialpinismo) e il turismo estivo (escursionismo, alpinismo), la più importante della Val di Fassa. Fa parte del carosello sciistico Sella Ronda, che collega le valli dolomitiche vicine e i comuni Selva di Val Gardena, Corvara in Badia, Livinallongo del Col di Lana.

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( questa torta cosa ci fa qui in mezzo alla neve? sono i miei peccati di gola che si evidenziano perché nelle pasticcerie deliziose e caratteristiche della zona se ne trovano innumerevoli varietà. tutte eccellenti anche se la mia preferita è la Sacher ( vera e propria bomba calorica…ha ha ha, molto piacevole, però)

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Vi avevo preannunciato che per ogni mio post sulle Dolomiti vi avrei narrato una delle sue meravigliose leggende, bene, se avete voglia di seguirmi questa è :

La leggenda delle Stelle Alpine e dei Monti Pallidi

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C’ERA UNA VOLTA
un principe, figlio di un re il cui bellissimo castello si trovava nei pressi delle Dolomiti, essendo in età di prendere moglie e  unico erede maschio riceveva pressioni affinché scegliesse una principessa bella e di specchiata virtù per farla sua sposa, ma il principe sembrava  pensare ad altro e i rumors della piccola corte  dicevano che si fosse innamorato della luna,visto che passava intere notti ad ammirarla
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il giovane principe aveva un segreto .Una volta si era perso durante la caccia sopra un altipiano fiorito di rododendri rossi,  cercando  un riparo per la notte si era subito addormentato per la stanchezza in una grotta, sognò di riposare sopra un prato immenso ricoperto di fiori bianchi splendidi e sconosciuti e di essere svegliato con un bacio da una ragazza bellissima che le disse di essere la figlia del re della luna.Da quel giorno non ebbe altro desiderio che il rivederla,
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 ritornando ancora  a caccia sulle montagne una volta si trovò vicino ad una rupe altissima che gli era sconosciuta, coperta da una grande nuvola,  convinto che  sarebbe arrivato a raggiungere la luna cominciò una lunghissima e molto difficoltosa arrampicata, ad un tratto fù immerso nel buio totale ma un raggio d’argento lo guidò ad una grande porta tutta d’oro, vicino ad essa due vecchi con una lunga barba bianca, gli dissero essere abitanti del regno della luna e che da tempo lo stavano aspettando, avvertendolo però che se fosse entrato avrebbe trovato un luogo di un bagliore accecante e che forse non avrebbe potuto resistere a lungo lassù .
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Il principe non ebbe esitazioni sperando di incontrare la ragazza del sogno. E così fu.Con grandi feste danze e suoni si celebrò il matrimonio…ma…he sì c’è sempre un ma, anche nelle più belle fiabe…tutta quella lucentezza lo stava facendo diventare cieco e così fu deciso che avrebbe portato la principessa della luna a vivere nel suo castello sulle Dolomiti.
Lei portò in dono quegli straordinari fiori bianchi che poi furono chiamati Stelle alpine, e per incanto subito si estesero fra i prati e le rocce
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…………………………………………..ma, ( uffa, con ‘sti” ma” sempre in mezzo!) la principessa ebbe nostalgia della sua terra lucente e avrebbe voluto ritornare nel suo regno, tanto che andò ad abitare in compagnia del maritino su una delle cime più alte per sentirsene più vicina, un giorno durante un temporale si rifugiarono in una profonda grotta e lì incontrarono Re Laurino, un omino alto tre palmi con una grossa corona d’oro in testa, era il Re dei Salvani, sconfitto in guerra per amore, ( la sua leggenda poi la racconto un’altra volta) che a sentire questa triste storia si commosse e promise che lui e il suo piccolo esercito di gnomi li avrebbero aiutati se loro li avessero lasciati padroni  di quelle montagne
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 Naturalmente i due sposi promisero, ora non restava che attendere.
Gli gnometti saltarono fuori ovunque e si davano un gran daffare facendo gesti in apparenza inconsulti nell’aria, era una notte di luna piena….dopo molto tempo ai loro piedi si formò un gomitolo luminoso….avevano filato i raggi di luna intessendone l’intera montagna
Quando ebbero finito, tutto fu luminosamente bianco. Il principe felice poté riportare nel suo castello la sua dolce amata, che non soffrì più di nostalgia. I Monti pallidi ci sono ancora, le Dolomiti  di questa zona vengono chiamate anche con questo nome. Il regno del principe e della Luna è finito da tempo, ma i piccoli Salvani abitano tuttora nelle macchie, nelle caverne, nelle foreste….non ci credete? io li ho visti vi assicuro, e se pensate che si avverino i sogni, vi assicuro che prima o poi li vedrete anche voi….parola di Ventis 🙂
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Ta-pum – la ferrata alle trincee- the climbing ferm to trenches -Dolomiti di Canazei, Trento

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La Marmolada regina delle Dolomiti possente baluardo di roccia vide fronteggiarsi nella guerra del 1915-18 gli eserciti dell’impero austro-ungarico e quello italiano, una via alpinistica con diversi gradi di difficoltà chiamata “Ferrata alle trincee” conduce a scoprire le condizioni estreme in  cui i militari erano costretti a combattere, in particolare durante i rigidissimi inverni

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Faticosamente, ma lieve si sale. Gli scalini di ferro intrappolati nella roccia sembrano gettarmi direttamente fra le braccia degli angeli.

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D’improvviso si arriva alle trincee nel cuore freddo della montagna, 317098l’odore della morte mi raggiunge ovunque per quelle vie arse da volti ormai dimenticati.

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Li ho sentiti nel ghiaccio

pressati nella bara  di cristallo

pura e intonsa, dove conservare intatto

il colore degli  occhi sbarrati.

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I cunicoli, budello senza pace, s’addentrano in labirinti oscuri, l’aria cominciava a mancare.la luce fioca della pila riverberava ombre vacillanti. Temevo di perdere la cognizione del tempo e delle distanze.

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Di tanto in tanto entrava  una zaffata gelida da squarci di luce in verticale sulla roccia: la superba vista delle cime e l’orrido degli strapiombi mi coglieva impreparata, bloccando lo scorrere del sangue

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la voce del cannone tuona

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bianchi gli alpini nella neve bianca

si aggirano già fantasmi,

 cadono silenti,

grappoli di fiori violacei

a guarnire i sentieri di sangue.

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Occhi ascolto dal buio, vedo fiamme. Mi sento l’assurdo della guerra ( di tutte le guerre) pressato sul collo.

Da una cima all’altra, da una bandiera all’altra giovani vite in incomprensibile obbligo cruento scontano errori imposti.

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Dentro le spire scheggiate del vento

voci e voci , nel loro sudario eterno.

Ta-pum, ta-pum.

*

Giovani voci unite sul filo della preghiera sul cucito orlo delle lacrime.

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Che le tue mani di rovo, o Dio

quelle mani senza destino nè forma

possano farli ritornare là, dove  ha sognato

il loro cuore, nel tempo senza tempo

e senza suono del tuo imperscrutabile

Amore.

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Mi sono sentita  le spalle dure e pesanti nella discesa a valle e i cori spensierati intonati dagli amici per me avevano un suono solo:

ta-pum, ta-pum.

 

Punta Penia, Marmolada -ferrata alle trincee-

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il ghiacciaio della Marmolada si sta ritirando ed a volte restituisce poveri resti di soldati dalla loro tomba di ghiaccio, l’ultimo solo poco tempo fa nel 2011 mummificato, ora  è sepolto nel piccolo cimitero di Canazei in attesa dei venti anni che lo condurrano in uno dei molti sacrari di guerra che riuniscono i caduti  italiani, e di tutte le altre nazioni belligeranti, fratelli nella morte di questa guerra crudele ed inutile, come tutte le guerre di tutti i tempi

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