2 ) Bruges-Brugge- Matrimonio e tradizioni fiamminghe in un dipinto di Jan Van Eyck-Marriage and Flemish traditions in a painting by Jan Van Eyck.

Canali-BrugesNon si può iniziare un post su Bruges senza un’immagine dei suoi canali, anche se  saranno altri gli argomenti di cui parlerò : un quadro di Jan Van Eyck  ( Maastricth Belgio 1395 circa- Bruges 1441 ) che fa parte  stretta della storia della città e delle tradizioni fiamminghe ma poi si amplia per sconfinare in quella che può essere quasi definita un Europa unita medioevale. La storia non è una stella fissa ma una cometa con mille aghi di ghiaccio che prima di spegnersi percorre un tragitto lunghissimo che sfiora mondi diversi…una scusa la mia per divagare su uno degli argomenti da me preferiti: la pittura? non so, ma non sono capace se non di scrivere quello che mi fa piacere sorry! 🙂 🙂

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Nel  primo post su Bruges ho già parlato dell’inizio e dei motivi del declino della città, nel XV secolo la crisi non fu subito evidente e in quel periodo la scuola di pittura fiamminga fu all’apice del suo fiorire grazie ad artisti eccelsi come Jan Van Eyck e Hans Memling, i cui dipinti dai colori luminosissimi e con ricerca accurata dei particolari sembrano condurci direttamente  dai quadri dentro la storia. Il ritratto dei coniugi Arnolfini  che è uno dei più ammirati e preziosi della National Gallery di Londra  venne dipinto a Bruges, dove i ricchissimi coniugi commercianti in tessuti,  originari di Lucca vivevano come agenti della famiglia Dei Medici di Firenze

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e mentre il corso dell’arte correva impetuoso lo Zwin il canale naturale che collegava Bruges al mare continuava inesorabile ad insabbiarsi, a nulla valsero i tentativi di aprirne altri artificialmente.Questo “piccolo” grande capolavoro di olio su tavola di rovere datato 1434 è riuscito ad influenzare grandi pittori da Velasquez a David Hockney.

Dietro la coppia un grande letto rosso che sembrerebbe strano doversi trovare in una sala da ricevimento, certo non sarebbe stato utilizzato per dormire, ma per mostrare agli ospiti che il padrone di casa aveva la possibilità di esibirne uno così importante…un status symbol, come si direbbe oggi.

Screen-Shot-2013-10-09-at-9_48_52-PMil ritratto è diventato esso  stesso un simbolo del matrimonio, ma il significato della scena e dei protagonisti sono  ancora incerti, pur essendo uno dei quadri più studiati dell’intero patrimonio artistico mondiale

                      All’amica incinta

Due boccoli dorati
-come ali divaricati-
scivolano dalla crocchia
sopra al seno in gioco di luce

la pelle si sorprese
ad impregnare tutto il livore
del labbruzzo imbronciato.

Fu
leggero smarrimento
d’irradiazione, d’assorbimento
ad assopirti il grembo
srotolando
un gomitolo fatato
dal concepimento adagiato
sul boschetto vellutato.

                  Ventisqueras

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un curioso quanto affascinante accostamento è stato fatto da un giornalista acuto ( e appassionato d’arte) con la celebre coppia del cinema Brad Pitt e Angelina Jolie, da notare con stupore il colore della veste delle due dame, perfettamente simile!

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i sandali rossi sul pavimento erano un elemento alla moda per una donna benestante, il cuoio tinto rappresentava un grande lusso, mentre gli zoccoli di legno da uomo era tipico olandese di chi conduceva una intensa vita di lavoro

coniugi-arnolfini-particolareLo specchio, elemento molto importante nella pittura fiamminga era anch’esso  simbolo di ricchezza, ma forse anche la chiave per l’interpretazione del dipinto, un vero riflesso della storia, forse  testimoni  di nozze si mostrano altri due personaggi,  amici della coppia elegantissimi nelle vesti  sontuose.

Si diceva che Van Eyck fosse un alchimista, non c’è meraviglia, in questo dipinto la magia traspare e non solo in senso simbolico

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sopra lo specchio una scritta in latino pontifica “Johannes de eyck fuit hic 1434″ Jan Van Eick è stato qui, un modo piuttosto originale per firmare un quadro no, ?

The_Arnolfini_Portrait,solo una candela accesa nel candelabro e dovrebbe simboleggiare la fiamma dell’amore, nelle Fiandre una usanza vuole che nella prima notte di nozze resti solo una candela accesa nella stanza-

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la coroncina di perle ambrate a fianco dello specchio rappresenta un rosario chiamato ” paternoster” dono che spesso il marito faceva alla sua sposa, tipico prodotto di Bruges, Van Eyck forse faceva già una specie di pubblicità occulta ad una industria locale che le esportava tramite Arnolfini ( niente di nuovo sotto la luce del sole! )

La spazzola appesa al letto rappresenta la tenacia e l’umiltà della sposa

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le arance erano una vera rarità all’epoca, vera prelibatezza, importata dal sole del nostro sud, molto apprezzate non solo come frutto, ma se ne aggiungeva la scorza per profumare i cibi, rallegrando con il loro tocco colorato  i rigidi e grigi inverni fiamminghi. Prendo lo spunto da questa immagine per sospendere un attimo l’analisi del quadro e dare uno sguardo fuori dalla finestra

minnewater-lakeera forse questo l’incantevole scenario che si apriva davanti ai loro occhi?

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e chissà se anche il loro cagnolino si affacciava come questo forse puntando le oche giù nello Zwein?

Bruges-Canali-21he, sì, le ha viste acquattate a prendersi il sole dall’altra parte del canale…e avrebbe magari, voluto dargli una bella strapazzata!giovanni-arnolfini-and-his-wife-giovanna-cenami-the-arnolfini-marriage-detail-1434-1Grifone di Bruxelles, eccolo qua il loro piccolo amico, discendente di una stirpe di terrier delle Fiandre allevati per la cattura dei topi…che ce ne dovevano essere in quei canali. he?!!Il piccolo cane simboleggia la fedeltà comune in molti paesi europei ( la bella Ilaria del Carretto ne ha uno ai piedi nel magnifico sarcofago del Duomo di Lucca )

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il mistero della coppia di sposi: si suppone che essi fossero Giovanni Arnolfini ( originario di Lucca )  vissuto a Bruges nel XV secolo con altri membri della famiglia, che si sarebbe unito in matrimonio a Giovanna Cenami, proveniente da un’altra ricchissima famiglia lucchese nel 1426, si ipotizza che il ritratto sia stato fatto in occasione del matrimonio che avrebbe avuto come testimone proprio il pittore e le due figure riflesse nello specchio, la seconda ipotesi è molto più triste, che fosse stato concepito come memoriale per la donna morta nel dare alla luce il proprio figlio.( anche  questo particolare mi ricorda tanto la mia adorata Ilaria )

Arnolfini_-closeup solo i Re, i nobili, persone di alto lignaggio o comunque ricchissime potevano commissionare un quadro del genere a un artista così rinomato. Van Eyck e Arnolfini erano cortigiani del Duca di Borgogna Filippo il Buono,   si presume che per avere questo ritratto ci fosse voluto un permesso speciale del Re che  riteneva  l’artista di sua esclusiva proprietà.

Questa coppia ha ottenuto attraverso un ritratto quello che i faraoni volevano con la mummificazione: un passaporto per l’eternità

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ci si può anche domandare come mai un’opera così famosa non sia sfruttata commercialmente dalla città di Lucca, ( numerose volte qui menzionata ) tanto più che l’Arnolfini lasciò un legato nel suo testamento ( letto a Lucca nel i474 )

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 dove chiedeva che gli esecutori curassero la fondazione di un beneficio per una messa quotidiana nella chiesa di San Romano in Lucca. ( Se qualche lucchese mi legge….potrebbe prendere spunto )

Volevo anche ponderare su quanto la ricerca dei particolari di un celebre quadro abbia integrato la conoscenza di usi e costumi medioevali della città di Bruges

Jan_van_Eyck_076Madonna-And-Child-Reading-Jan-Van-Eyckchiudo con due altri grandi capolavori di Van Eyck dedicati ad una tenerissima  e assolutamente regale Vergine Maria col bambino

Canto XXXIII – Dante Alighieri

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.

scusate se oso mettere il mio pseudonimo dopo  uno dei più acclamati e conosciuti cantici di Padre Dante, ma devo pur prendermi responsabilità di  sottoscrivere quanto scribacchiato …:-)

Ventisqueras

5 ) Les Andelys-alla corte di Riccardo Cuor di Leone-at the Court of King Richard the Lionheart-the romantic charm of Normandy

1280px-Château_Gaillard_-_Les_Andelys_-_Eure_-_France_-_Mérimée_PA00099304_(2)Ed ora raggiungiamo la Normandia medioevale, quella dei castelli.Quando pensiamo ad un castello la fantasia ci porta ad evocare mondi fantastici, popolati da dame e cavalieri,assedi e duelli, un mondo romantico e insieme feroce e spietato pieno di leggende e di racconti di storie tramandate di padre in figlio accanto a un grande camino dove scoppiettava il fuoco e si alzavano come piccole fate le faville. Eccone qua uno imponente o Gagliardo,  tradotto dal francese Gaillard questo è il suo significato

chateau-gaillard-les-andelys-fra-1024x576i suoi ruderi candidi spiccano in un ansa della Senna a Les Andelys nel dipartimento dell’ Eure, fu costruito in brevissimo tempo, iniziato nel 1196 e terminato in circa due anni per volontà di Riccardo Cuor di Leone

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il leggendario re che aveva combattuto con il suo esercito nella terza crociata e che era al tempo stesso re dell’Inghilterra feudale e Duca di Normandia.Il castello di Gaillard  faceva parte di una serie di fortezze poste a difesa del ducato dagli attacchi del re Filippo II di Francia.

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sul modello dei castelli crociati della Terra Santa fu ideato secondo i dettami dell’architettura  al tempo più moderna,  ha un disegno complesso  seguendo  i principi della fortificazione  concentrica. Le mura erano spesse ben 4 metri.Passò di mano diverse volte fra Francia ed Inghilterra finché fu definitivamente francese dal 1449.Enrico IV di Francia ne ordinò la distruzione pur essendo già in rovina, evidentemente era ancora molto temuto.

 Di fiori, di pietre e di farfalle

Il silenzio della farfalla bianca
è un silenzio rotondo
ricamato di foglie d’oro e d’argento
si posava sui fianchi e dormiva con loro.
Silenzio
è crisalide di pietra
con occhi ovattati di sole
picchi  distesi candidi di sassi e parole
vecchie pietre consunte.
Si posò la farfalla
sui fiori del  del tramonto
era un tempo senza tempo
aveva riflessi rossi come il sangue.
Ventisqueras

untitledwwwwspicca maestoso a 90 metri sopra una bianca falesia , nel verde acceso della vegetazione

paisajes_pintados_de_blanco_164096612_650x                                                               superlativo in questo abbraccio di neve

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fra i ruderi sbocciano questi fiori delicati che invidiosi, sembra abbiano rubato il loro colore

Les-Andelys-(France)12ai piedi  del castello di Gaillard  mollemente distesa come una gran dama che si  riposa fra preziosi cuscini, la città di Les  Andelys appare  immersa in una bellezza quasi irreale

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è formata da due località: Le Petit Andely   e Le Grande- Andely le due cittadine si sono unite  a formare un unico centro nel 1793,collegate da una strada rettilinea.

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immagini che da sole parlano di uno scorrere lieve e armonioso del tempo con il grande fiume

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a chi possiede una qualche nozione della bella e musicale lingua francese consiglio questo video che scende nel profondo della soria di Les Andelys, ampliando racconti e particolari, per chi non la conosce…le immagini saranno ugualmente suggestive, buona visione

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Le Grand Andely è costruita intorno alla Collegiata di Notre Dame.

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Dove ora sorge la Collegiata nel 511 la regina Clotilde, moglie di Clodoveo I, primo re dei francesi cristiano fece erigere un monastero per le giovani ragazze nobili, che venne distrutto dai Vichinghi nel 900 Al suo posto si costruì dal XII al XVI sec. la chiesa che ci appare oggi.les-andelys-collegiale-1 3vrrrqT_S1iCLuS-bBCXyne4laA les-andelys-pour-m_lefevre-035

Per la lentezza nel costruirla non ha uno stile uniforme, presentando sul fianco destro che dà sul giardino uno stile gotico fiammeggiante, e il fianco sx che da sulla strada uno stile rinascimentale.La illeggiadriscono preziose vetrate

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e una notevole deposizione scultorea

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Nelle vicinanze di Les Andelys si trova, immerso in un grande parco di alberi di alto fusto e di ciliegi ( che a venire qui nel periodo della loro fioritura deve essere uno spettacolo da fare girare la testa) un altro straordinario monumento L’Abbaye de Jumièges

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di questa grandiosa Abbazia non sono rimasti che i ruderi ma il suo fascino è incredibile, solo immaginando le sue originarie dimensioni ( con campanili alti 46 metri) si può forse fantasticare sull’originaria bellezza.

 

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venne iniziata nel 1020 su idea di Guglielmo il conquistatore e presto divenne il fulcro, il cuore pulsante dello sviluppo spirituale culturale della zona

450px-Abbaye_de_Jumièges1  cadde in declino durante la guerra dei centanni, fino a diventare cava di pietre durante la Rivoluzione

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camminare fra queste pietre maestose  innalzate tanto in alto da sembrare non aver fine e che hanno per tetto il cielo è un innalzamento della mente, uno sprono a seguirle su nell’alto5_qUW7P

Claude Monet e la Senna

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Con negli occhi le visioni dei dipinti di Monet è  meraviglioso compiere un  ultimo viaggio con un piccolo battello nelle anse dell’estuario della Senna il mio saluto.Grazie per l’attenzione,e se vorrete  a presto

Ventisqueras

 

 

 

 

 

Gli antichi borghi: Vicopisano, Pisa

 

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si prega di cliccare per ingrandire, le immagini risulteranno molto più spettacolari

Si dice anticamente fosse  colonia degli Etruschi, così incastonato in posizione strategica nella piana pisana

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stretto fra le anse argentee dell’Arno che volge alla foce e il Serezza, affluente del fiume Serchio proveniente dall’antico lago di Sextum in seguito bonificato dalla potente casata fiorentina dei Medici  che con opera di ingegneria idraulica ( venne denominata ” della Botte) stupefacente per l’epoca fecero passare il canale scavato per la bonifica, sotto l’Arno in prossimità proprio di Vicopisano (dove anche lo stesso fiume Arno fu deviato dal suo naturale percorso troppo vicino all’abitato), per evitare che entrando altra acqua nel fiume si facessero più pericolose le piene e le grandi esondazioni  dello stesso

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Vicopisano

la Rocca del BRUNELLESCHI costruita nel 1434 inserita ora nel contesto della villa Fehr,  eretta dal grande architetto fiorentino a protezione del borgo, qui in due magiche visioni con la neve. Dalla denominazione ” vicus “( luogo aperto, non protetto) Vicopisano era già passato nei primi anni del secolo X a” Castellum” ( ossia, insediamento fortificato)640px-Vicopisano,_rocca_del_brunelleschi_03

Una buona situazione di agiatezza perdurò per parecchio tempo nella cittadina, fino alla metà del XIII secolo parallelamente allo sviluppo della città di Pisa, ma quando la gloriosa Repubblica Marinara fu costretta a cedere il passo dal mare a Genova e dall’interno a Lucca e Firenze, si trovò anch’essa al centro di scontri e combattimenti

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che contribuirono allo spopolamento e all’impoverimento delle campagne e alla conseguente crisi produttiva di tutto il territorio

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e così dopo quasi cento anni di scontri, battaglie ed anche pestilenze ( 1348 ) l’intero contado ed anche la città di Pisa caddero nelle mani di Firenze.

Torre-delle-Quattro-Porte-XIV-secolo-Vicopisano-Pisa_-Author-and-Copyright-Marco-Ramerini

con la cessazione delle guerre intestine che avevano segnato l’importanza del destino di molti castelli e fortezze furono modificate radicalmente le loro funzioni, trasformandosi in  pacifici centri rurali- agricoli

thESOZJD0Jvicopisano13nonostante le sue piccole dimensioni attuali ( circa 8.000 abitanti) difficilmente si possono riscontrare in altri siti un tale concentrato di monumenti medioevali di così grande importanza e bellezza

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quando ero bambina era una grande gioia passeggiare per le vie del borgo, riuscivo ad immergermi totalmente nella magia del luogo

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pensando di poter veder sbucare da qualche portone antico

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una donzella adornata in veli e preziosi damaschi medioevali

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o qualche romantico cavaliere nella sua argentea armatura

 

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spostando epoche e leggende ero convinta di essere a Camelot alla Corte di Re Artù, con l’amabile Cavalier Lancillotto e la Regina Ginevra

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in realtà ogni anno qui si tiene una Giornata in festa Medioevale

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‘intero borgo si mobilita per ripercorrere tornei, giostre, cene luculliane e danze accompagnate dal suono melodioso del liuto, e tutti diventano attori e comparse di se stessi, rivivendo una vita magari già attraversata nei secoli passati

ogni scorcio è occasione e incontro di bellezza

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ogni vicolo un’avventura

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ogni torre un cielo

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Torre-del-Brunelleschi-Vicopisano-Pisa_-Author-and-Copyright-Marco-Rameriniogni visione un sogno

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Francesca-Taormina-0000sospeso nello spazio-tempo

foto51111111accompagnato da antiche e nuove melodie, Angelo Branduardi è il nuovo e l’antico menestrello ( lo adoro!)

ma torniamo a dir di serio con la bellissima Pieve di Santa Maria,pregevolissimo monumento del XII secolo ricostruito con pietra verrucana sulle rovine di uno ricordato nel 936

 

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l’interno a tre navate, con un ciclo di affreschi del XIII secolo con Storie Cristologiche ed una deposizione lignea  risalente ai primi del DuecentoFrancesca-Taormina-0009si lascia a malincuore il ricordo di queste antiche ed austere pietre

Pisa-Vicopisano_Nino-Guidi-1per posare lo sguardo trasognato su nuove bellezze subito fuori dal borgo,

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antichissime chiesette nascoste tra il verde

169354-02viali di tigli profumati

Il-vecchio-ponte-sul-Canale-Imperiale-Vicopisano-Pisa_-Author-and-Copyright-Marco-Ramerinieleganti ponticelli che spuntano tra cipressi, platani e olivi

olivoe gli olivi, sì, grande ricchezza di questi monti

olivicoltura021con la loro famosa  Via dell’olio dei monti Pisani

olivicoltura051pregiata raffinatezza estratta dalle grandi macine di pietra in frantoi ad acqua ancora funzionanti sui vecchi rii

portico-e-olivetonegli ordinati filari a grottate colmano d’argento le colline ingentilendo il paesaggio

Narcissus%20poeticus%20La primavera i prati si riempiono di giunchiglie, qui nel pisano dette ” ginocchini”

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bella

e della bellezza micidiale del Maggiociondolo pianta velenosissima in ogni sua parte

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e con un abbraccio di verde e di fiori da questa mia amatissima terra di Pisa che vi saluto, lieta se sono riuscita per un pò a farvi sentire come me, pisani 🙂

Ventisqueras

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