7) a Istambul con amore-to Istanbul with love

Questo non sarà un post simile agli altri, vuole essere un omaggio a Istambul prima di proseguire il viaggio verso  sud perché se non bastano pochi giorni per scoprire 3000 anni di storia e raccontare tutto quello che si è visto o cercato di vedere ( che destreggiarsi fra orari, aperture-chiusure dei musei e dei monumenti non è affatto facile!)ma  bastano per innamorarsene perdutamente

.Quello che seguirà sarà un serie di  flash della memoria, senza nesso o  cronologia, intervallati solo da qualche proverbio-aforisma turco ( perché è risaputo i proverbi la dicono lunga sui popoli) e qualche mio piccolo pensiero,

una carezza, un’emozione in più, prima di salutare definitivamente la città.

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 L’indifferenza è gemella della crudeltà

pasqua

L’avaro perde più di quanto il generoso dispensi

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Per amore della rosa si sopportano le spine

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Dappertutto

Dappertutto

la gioia della vita s’intrufolava

nei buchi sguarniti

che l’ombra lasciava

Ventisqueras

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Bagliori notturni

La dama del fiume delle nuvole

dardeggia

snelle stelle con bianche dite

le squarciano il seno

a straboccare  luce d’argento.

Ventisqueras

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E’ un periodo in cui non riesco a unire tutti gli interessi della mia anima e devo accontentarmi delle briciole che restano, questo era il post di saluto per Istambul della scorsa estate, non potendo fare di meglio  vi ringrazio della vostra pazienza e delle vostre attenzioni che non mi fate mai mancare nonostante la prolungata latitanza

un grande abbraccio molto affettuoso

Piesse:avevo incluso erroneamente una foto impropria, mi è stato fatto notare, ringrazio e mi scuso.

Questo inconveniente ha un solo nome :stanchezza, pertanto preferisco prendermi un periodo di riposo dal pubblicare per rispetto a me stessa e  e soprattutto a  voi miei carissimi ed affezionati amici e lettori.Non credo lascerò il web, ma non so ancora nei momenti liberi avrò la gioia di passare dai vostri blog e di rileggere i vostri commenti lasciati  qui senza risposta,

Vespero

Sopra cieli bruciati di riarsi pensieri

siede il canto di un usignolo

assiepando

l’attesa del buio.

Ventisqueras

3) Istambul, Costantinopoli o Bisanzio? La spiritualità-the spirituality

cosa-vedere-a-istanbul-600x450bluemosque10532410-Sleymaniye_Mosque-Istanbule riprendiamo a camminare per le strade di questa immensa città che, unica al mondo poggia le sue fondamenta su due diversi continenti: Europa ed Asia qui si osservano, si confrontano attingono l’una dall’altra i diversi aspetti, le diverse tradizioni e culture. Purtroppo spesso capita che questi progressi faticosamente conquistati vengano nuovamente posti in discussione, come sta succedendo in questo momento in Turchia,  un nuovo aspirante dittatore vuole regredire ritornando ai secoli bui del fondamentalismo, Confido sulla  freschezza di idee della sua bella gioventù e sul movimento studentesco che uniti globalmente al grande popolo virtuale di Internet possano sconfiggere questo attentato alla loro Libertà di espressione e di cultura 

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 Senz’altro uno dei più eccelsi monumenti di Istambul è la Moschea blu: il nome le viene dal colore dei mosaici e dei decori che prevalgono al suo interno 

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Fu fatta costruire dal sultano Ahmed I tra il 1609 e il 1617 da Mehmet Aga un cristiano nato in Europa, Poco prima l’impero aveva subito una sconfitta disastrosa

bluemosque17 e forse il giovane sovrano ( aveva solo 19 anni)  voleva placare Dio e farsi perdonare le clamorose dissolutezze,   decise  quindi di costruire la Ahmediye Cami  meglio conosciuta come Moschea blu o Moschea azzurra

 

 

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gli Ulama protestarono quando si decise di costruirla perché veniva finanziata dal tesoro di stato e non come era consuetudine, dal bottino di guerra

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uno degli spettacoli più grandiosi ed affascinanti di questa moschea si può osservare nel periodo del Ramadam, con l’accensione delle miriadi di fiaccole votive

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Il Sufi, la danza del Cosmo, praticata dai Dervisci da me già osservata nel deserto del Sahara ( in quell’occasione scrissi il testo che ripresento, acquista qui un ulteriore fascinoso mistero). Suggestiva e magica la spiegazione che ne viene esaustivamente data nello splendido video

Derviscio

T’immagino gli occhi d’un mare tempestoso
Derviscio intravisto tra una fase lunare e l’altra,
gettata al ghibli la tua veste bianca
hai chiuso il messale
dove celavi le tue domande oscure
ora
tentennano maledizioni rosse
sul rosso del tuo fez

declinavi rosari spinosi di meditazioni sommesse
a colmare la notte intera
roteando roteando
poi ti si è tutto annebbiato, qua e là svaporato
neve e calce nelle ossa, gelo sulla bocca
s’allunga l’ombra sul tuo nudo pensiero
mentre il ghibli senza sosta sconvolge ogni mistero
perché dagli Dei non è consentito di certezze
nient’altro che una sola:
la vita

roteando
roteando, roteando

la vita, il mistero più grande lascia spazio
all’eternità.

Ventisqueras

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 credo che la parte più curiosa della citta sia quella sotterranea, rappresentata dalle Cisterne. Sorte numerose nel periodo bizantino per sopperire alla mancanza d’acqua in caso d’assedio, questi enormi serbatoi, spesso realizzati con materiali di recupero, sono una vera scoperta. La più famosa è la Yarebatan Sarayi la Cisterna Basilicacistern3

una sala di 140 metri di lunghezza per 70 di larghezza, coperta da un soffitto a volte sorretto da 336 colonne. Una passerella permette di raggiungerne il fondo,

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dove si trovano due blocchi di marmo con un bassorilievo della Medusa.

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un favoloso ciclo di mosaici e affreschi del XIV sec. decora gli interni della Chiesa di San Salvatore in Chora , cioè “fuori le mura”, cosi chiamata perché sorgeva all’esterno delle mura erette da Costantino.

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Trasformata in museo è, dopo Aya Sofya, il più rappresentativo dei monumenti bizantini di Istanbul.

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Tra i pannelli più pregevoli della chiesa, nota anche come Kariye Müzesi, spiccano quelli della navata centrale, restaurati tra il 1948 e il 1959 a opera della Byzantine Society of America, raffiguranti Cristo e l’Assunzione della Vergine.

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Mentre l’affresco più spettacolare è senz’altro quello del Giudizio Universale che decora il parecclesion, la cappella che ospita le tombe dei Eondaton della chiesa.

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ed ecco una serie di chiese a stigmatizzare la vastità delle diverse religioni che convivono pacificamente in Istambul:sopra quella cristiana di San Sergio e Bacco,( Kukuc Aya) Sosya Cami o Piccola santa Sofia, costruita in onore dei due martiri che furono soldati romani cristiani di alto grado e che morirono per non abiurare la loro fede

Agia_Triada_Greek_Orthodox_Church,_İstanbul( Santa Trinità) Hagia Triada, costruita nel 1880 è considerato il più grande santuario greco-ortodosso ancora in uso da parte di una piccola comunità che conta circa 150 fedeli

OLYMPUS DIGITAL CAMERAHagia Eirene  ( Santa Irene, in turco Aya Irinii)  fu probabilmente ricostruita in un sito precristiano, è stata infatti la prima chiesa in Costantinopoli, voluta dall’Imperatore Costantino ( e in seguito restaurata da Giustiniano) dedicata alla Pace di Dio, è una delle tre da lui volute con attributi divini : Hagia Sophia -la saggezza, Hagia Dynamus- la forza

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Theokotokos Pammacaristos ( Beata Madre di Dio) chiesa greco-ortodossa in seguito divenuta moschea e nota come Fetyia camii,  oggi in parte museo

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Cristus Rex, cristiano-armena, situata in incantevole posizione panoramica fa parte delle 35 chiese del Patriarcato armeno di Istambul e dintorni

 

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           Meditazione

Aria d’acqua tuona il cielo cupo
passano rombando code di comete

avvolte in aghi di ghiaccio
straziano carni che sanguinano
altrove, dove l’universo è puro

S’imbianca il silenzio negli scavi d’ombra
-nidificano le case-

ed ognuno  è solo
solo con la sua morte
nell’univocità dell’infinito

 

Ventisqueras

 

 

 

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