5 ) – FærØer- i segni del cielo -the signs of the heavens

        I segni del cielo

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con la notte

impudicamente danzando e fischiando

serpe in amore

mi  raggiunge lasciva l’aurora boreale

vampa a onde in magia di colori

a spingere col ventre obeso

esplosioni di verdi-rosa-e-oro

baci lievi che sfiorano deserti di neve

e laghi trasparenti

scaveranno solchi nell’animo sospeso

come carri di fuoco o vomeri taglienti.

Ventisqueras ( tratta dal testo di Un mare collinoso di balene)

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le isole Faroe si trovano a meno di 5 gradi dal Circolo polare Artico, questo comporta una grande influenza stagionale delle ore di luce e di buio.Il 21 giugno ( solstizio d’estate ) il sole sorge alle ore 3,35 e tramonta alle ore 23,20 del giorno successivo, le 4 ore in cui la nostra stella  non è visibile sono comunque caratterizzate da una vivida luce crepuscolare

Aurora over Þingvallavatn, Þingvellir and Nesjavellir Geothermal Power Station, Iceland

da maggio alla metà di luglio il sole non scende mai più di 8 gradi nell’orizzonte, garantendo nel caso di un cielo sereno una luminosità naturale anche nelle ore notturne, questo per chi non vi è abituato comporta dei disturbi nel sonno

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                                L’alba dentro l’imbrunire

soffi, nastri, morbidi raggi evanesccnti

chi non li ha visti ed ascoltati

niente sa dell’alba dentro l’imbrunire

se la speranza si spegnesse

quale torcia illuminerebbe la terra?

ma si rinnova la rugiada del canto

e i segni sonori del cielo

chiuderanno le ferite.

Ventisqueras

il 21 di dicembre ( solstizio invernale) il sole sorge alle 9,50 e tramonta alle ore 15,00 alzandosi di pochi gradi sull’orizzonte permeando il cielo di una timida luce oro-arancione, l’alba e il tramonto sono comunque rallentati e se il tempo è bello ci può essere luce dalle 8,45 alle 16,00 circa.ma spesso c’è il magico fenomeno dell’aurora boreale che con i suoi veli danzanti e i suoi misteriosi fruscii permette di rischiarare le lunghe notti

l’aurora boreale vista dallo spazio con il globo terracqueo roteante su cui sfilano le nostre nazioni, la mia Italia bellissima splendente nelle luci e sfiorata dalle nuvole, ma credo che anche voi amici cittadini del vasto mondo vi potrete riconoscere le vostre nazioni o addirittura le vostre città…in un susseguirsi emozionante di colori, di luci e di ghiacci vaganti che conducono al Polo Nord.Non vi perdete questa meraviglia!

the northern lights seen from space with the spinning globe on which our Nations parade, my beautiful shiny Italy in the lights and touched by clouds, but I believe that you too will be able to recognize the vast world citizens friends your Nations or even your città…in a succession of colours, lights and stray ice leading to the North Pole. You will not miss this treat

L’eclissi totale di sole

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l’eclissi totale di sole del 20 marzo 2015 ha avuto la sua maggiore visibilità nel mare del nord, proprio nelle isole Faroe e ancora più a nord nelle isole Svalbard ( Norvegia)

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il mio amico Ricky  ( cui dedico questo post) era presente all’evento ( l’ho invidiato moltissimo!!!!!) e mi ha dato la possibilità di pubblicare queste immagini straordinarie ( oltre anche ad altre che qui ho pubblicato)

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l’evento è terminato al Polo Nord dove il sole è al livello dell’orizzonte dato che il fenomeno si è verificato durante l’equinozio di primavera

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l’allineamento Sole-luna-terra ha determinato quella che è stata chiamata la marea del secolo, In Francia vi è stato un valore di 119 su una scala massimo di 120,

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presso Le- Mont-Saint-Michel  ha raggiunto i 14 metri d’altezza qualche ora dopo la fine dell’eclissi.

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Le_Mont-Saint-Michel è per me una attrazione fatale, lo ritrovo spesso in varie vesti durante il mio cammino dopo uno dei miei primi post che gli ho dedicato parlando anche dell’aercangelo San Michele…forse una piccola magia

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People walk on the flooded Saint Mark's square during an "acqua alta" ('high waters') flooding on October 31, 2012 in Venice. The "acqua alta" reached 140 centimeters at midnight. AFP PHOTO / OLIVIER MORIN (Photo credit should read OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

A Venezia ( un’altra delle mie città magiche! ) la marea ha raggiunto i 75 cm, circa 25 cm in più della media

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acqua alta e neve, a Venezia il non plus ultra della bellezza e del romanticismo! dovrebbe poterci essere una opzione per poter visitarla e vederla così…vi assicuro che non c’è nulla di più affascinante al mondo! 🙂

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senza dimenticare che questi “segni del cielo”ci giungono da questa terra meravigliosa dai panorami infiniti

Danimarca Borgo di pescatori nelle isole Far Oer

con i piccoli villaggi stretti tra il verde dei prati e il blu dell’oceano

Danimarca Paesaggio nelle isole Far Oer

seguendo sentieri segnati dai fiumi spumeggianti che si lanciano in laghi protetti dagli alti dirupi

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scorci incredibili che parlano di paradisi perduti nell’eden del “mio” arcipelago ” orchidea selvaggia”

earth_moon_and_sun_by_thehunterminater-d57ctwcma è con questa immagine spettacolare della NASA che voglio chiudere il capitolo dedicato ai segni del cielo sulle isole Faroe

Un saluto “celeste”

A Ricky con gratitudine e simpatia 🙂

Ventisqueras

1) FærØer- Denmark -L’incantevole arcipelago” orchidea selvaggia”-The enchanting archipelago” Wild Orchid “-

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niente di più allegro che aprire il primo post sulle isole FærØer con il  Pulcinella di mare o Fratercula arctica  certo uno dei suoi più rappresentativi abitanti ornitologicamente parlando

Danimarca Pulcinelle di mare nelle isole Far Oer

in grandi gruppi attestati sulle scogliere a picco sul mare popolano-limitatamente all’estate perché l’inverno lo passano interamente in mare aperto- le coste dell’Atlantico Settentrionale

 

qui nidificano sottoterra, espropriando le tane ai conigli

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questo buffissimo e coloratissimo uccello sembra essere molto ingordo a vedere dalla quantità di cibo che immagazzina nel suo capace becco

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non è straordinario? a me ricorda, col becco così spalancato, il bellissimo fiore della Strelitzia

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deve il suo nome vulgaris ( Pulcinella di mare, appunto) all’assoluta assomiglianza, anche nei colori, della celebre maschera napoletana

SaksunSe dovessi scegliere un’immagine  questa  sarebbe l’ideale  per sintetizzare le mie emozioni sulle isole Faroe: splendore della natura immersa nel silenzio e nella solitudine.

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Faroe, per semplificare le chiameremo così d’ora in poi anche se in lingua originale sono Føroyar, e in danese Færøerne.Il toponimo Fær Øer  la cui prima parte è attestata in norreno nella forma scritta fær, viene tradizionalmente interpretata secondo il danese fåre-øerne, “isole delle pecore”.

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Si è anche discusso sulla possibilità, data ormai quasi per certa, che il nome significhi ” isole remote”dall’antico germanico Far-Far-Faer.E remote e misteriose lo sono davvero!Quasi perennemente avvolte in una candida cappa di nebbia

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Litla Dimun la più piccola isola  dell’arcipelago,qui in una suggestiva visione

con la neve

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è l’unica  dell’arcipelago ad essere totalmente disabitataLitla-Dimun-Faroe-Islands

                   sorpresa romanticamente ad aggiustarsi un candido cappello! 

perennemente sotto un cielo di piombo,

il mare sembra uno specchio di ghiaccio

dove scivola la lontananza

in un viaggio

senza luogo nè tempo

Ventisqueras

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” orchidea selvaggia”  così mi è venuto  definirla, orchidea  con diciotto petali ( tante sono le isole dell’arcipelago  delle FærØer )  sbocciata dai rossi fuochi delle eruzioni vulcaniche al centro  dell’oceano Atlantico Settentrionale, ad ovest della Scozia e a sud dell’Islanda e della Norvegia, territorio indipendente della Danimarca, viene definita una delle mete naruralistiche più attraenti del mondo dal National Geographic Institute

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Non facile da raggiungere via mare, meglio un collegamento aereo da Copenhagen si atterra sull’unico aeroporto dell’arcipelago: Vàsar nell’isola omonima, costruito dagli inglesi per scopi bellici tra il 1942/3 durante la seconda guerra mondiale, quando occuparono pacificamente l’arcipelago

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I collegamenti interni sono ottimi con traghetti stile navette urbane, o provando l’emozione di viaggiare a bordo di un peschereccio, comprendono anche tunnel sottomarini per passare agevolmente da un’isola all’altra, o voli ben organizzati in elicottero

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la capitale è Tórshavn sull’isola di Streymoy, il suo nome significa Porto di Thor , in onore del Dio norvegese del tuono e del fulmine, conta circa 20.000 abitanti, pensate che nel 1900  essi erano soltanto 100 !!! Fondata nel X secolo può essere considerata la più antica delle capitali del nord

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il totale della popolazione dell’arcipelago non raggiunge le 50.000 unità, con una lingua e una cultura proprie anche se tutti gli abitanti parlano correntemente danese e inglese, rimangono ferventi  cultori delle loro tradizioni, fieri della propria origine

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che si fa risalire al IX sec, quando secondo la saga dei Faroesi   gli emigranti   lasciarono la Norvegia per fuggire alla tirannia di Re Harald I.

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Ogni luogo delle Faroe non dista mai più di 5 km. dal mare, e quindi  ancora gran parte della popolazione vive  dell’industria della pesca e dei suoi derivati

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Thorhshav è in tutto e per tutto simile ad una cittadina del nord-Europa

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vi si possono trovare tutti i comfort  ed i divertimenti similari

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il cattedrale di Thorshavn”Havnar Kirkja” è la principale chiesa dell’arcipelago

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costruita nel 1788, è in legno, come molte case della città vecchia, imbiancata e con tetto in ardesia, è frequentata dalla maggior parte della popolazione che è  di fede Luterana,   presente anche una piccola comunità cattolica, le cui origini sono tutte esterne alla popolazione locale

guardate che meraviglia questo video di Thorshavn versione invernale ( me lo sono goduto anche io, no no! non farò come Bruges, non tornerò qui a cercare la neve 🙂 e poi questa più che neve sembra panna montata! ) è il paese delle fate: un frozen ibernato!

                    Tinganes la città vecchia a Torshavn

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notate come le strade siano quasi sempre lucide di pioggia

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le abitazioni sono ben curate e quasi idilliache, i pochi fiori che crescono a queste latitudini sono soprattutto magnifici lupini, perfettamente documentati in questa splendida aiuola

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si vive una vita un po’ al rallentatore, senza la troppa ansia e fretta che contraddistingue le nostre dimensioni di popolazioni del sud, la gente è serena, tranquilla e molto ospitale

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Il paesaggio é dominato da ripide montagne, innegabilmente gli scenari sono spettacolari,

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unica difficoltà il clima, è veramente raro trovare giornate soleggiate ma allora risaltano incredibilmente i contrasti dei colori

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dati soprattutto dal verde incredibile che ricopre ogni superficie, il blu intenso dell’oceano e i colori vivacissimi delle case

beinisvoro-far-oerIl promontorio di  Benisvoro,

la seconda voce dell’economia locale potrebbe senz’altro diventare il turismo

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ma vi sono, per così dire, almeno un paio di controindicazioni, la prima è il periodo che si riduce ai soli 4 mesi estivi per visitarla

 

il secondo ( e forse più deleterio ) è il clima, nell’intero arco dell’anno sono pochissimi i giorni di pieno sole

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salutiamo questo primo incontro con l’arcipelago della Faroe con  immagini  di  paesini incontrati per strada, meglio forse definirli “gruppi di case”,  stanno addossate le une alle altre , come per proteggersi dai forti venti o farsi compagnia nella grande solitudine. Il rumore dei torrenti che scrosciano in mezzo alle abitazioni  dipinte, spesso è l’unico rumore che intona la natura e che fa sorridere il pensiero

Ventisqueras

 

 

5) Istambul, Bisanzio o Costantinopoli? Nel segno del Genio-In a sign of Genius

ponte_di_galata_copertinaIn una ” città liquida” come  amo definirla, cresciuta a dismisura sulle due sponde del Bosforo è innegabile che i collegamenti più importanti siano rappresentati dai ponti, questo è il ponte di  Galata così chiamato per la vicinanza dell’omonima torre, mentre nelle ore notturne si accende con le luci sgargianti dei locali che lo percorrono per tutta la sua lunghezza, 22658763 durante il giorno le canne dei pescatori si affacciano dal ponte e ti fanno il solletico sulla testa Tirano su i pesciolini che finiscono fritti nei ristoranti sul porto o direttamente scottati su barbecue improvvisati sul ponte. 

hhquesta veduta panoramica evidenzia la lunghezza e l’importanza dei ponti, sempre congestionati da un traffico che sembra impazzito,

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tra suoni di clacson e stridore di gomme

 

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ma nello splendore di visioni fiabesche si accetta tutto di buon grado!

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infrastrutture efficienti e modernissime

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come si conviene ad una megalopoli quale è Istambul

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ma l’autentica ” chicca” che ho trovato è quella che mi fa inorgoglire dell’appartenenza al popolo italico  nel nome di quello che è universalmente riconosciuto il più grande genio mai esistito al mondo Leonardo Da Vinci.Nel 1502 produsse un progetto per un ponte sul Corno d’oro della lunghezza di 240 metri e largo otto metri per incarico del sultano Bavezid II.

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Nel maggio 2006 è stato annunciato che il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan ed il sindaco di Istanbul, hanno deciso di realizzare il ponte progettato da Leonardo, a seguito di studi di pianificazione urbanistica e fattibilità avviati sin dal 1999. Così, dopo oltre cinque secoli, il progetto del genio rinascimentale troverà realizzazione nello stesso luogo e con lo stesso profilo progettuale e dimensioni che aveva in origine, sollevandosi dal filo delle acque sino ad un’altezza di 24 metri, come previsto negli schizzi di Leonardo

2025040124_87b64a6ff9ma ciò che più sorprende è che il ponte è stato realizzato in scala ridotta, ma perfettamente aderente al progetto di Leonardo, nella piccola cittadina di As in Norvegia, poco distante da Oslo, la sola differenza è che mentre l’originale era previsto in pietra, questo è un passaggio pedonale in legno che attraversa l’autostrada e-18

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Per cinquecento anni la bellezza e il simbolismo dell’aggraziato ponte di Leonardo da Vinci inteso a congiungere l’insenatura del Corno d’Oro in Istanbul (allora Constantinopoli),  era rimasto un oscuro, minuscolo disegno in un angolo di uno dei voluminosi quaderni di Leonardo, fino a quando , nel 1995, un artista norvegese contemporaneo, Vebiord Sand, vide il disegno a una mostra di opere d’ingegneria di Leonardo. Fu colpito dalla grazia e dall’eloquenza matematica della struttura. Al suo ritorno ad Oslo, fece la proposta di costruire il progetto al Ministero dei Trasporti pubblici norvegese che capirono immediatamente il suo significato artistico e storico e dettero il via al progetto.

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qui è ripetuto in una suggestiva costruzione in ghiaccio ad Oslo

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ed ora abbandoniamo questa parentesi storico-culturale per rituffarci nell’atmosfera dei grandi monumenti di Istambul, mi piace farlo inoltrandomi da quella che è chiamata La porta d’Oriente

MOSCHEA DI SULEYMANIYE

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Certo la moschea di Solimano è una delle più grandiose e famose dell’intero islam, giungendoci difronte mi sono sentita un moscerinooriginalforse anche l’edificio più bello, costruito fra il 1550/57  dall’architetto Sinan, anche lui come la sua creatura il più grande e il più famoso dell’islam

la-moschea-di-solimanoquasi contemporaneo di Michelangelo, Sinan nacque nel 1491 a Karaman da famiglia forse greca e certamente non musulmana. Addestrato nel corpo dei Giannizzeri e combattente in Austria, Baghdad, Corfù e Puglia, nel 1538 fu nominato dal sultano Suleiman architetto della Dimora della Felicità. Da allora, per cinquant’anni, progetto un numero infinito di edifici, molti dei quali ancora esistenti.

img_42721queste immagini pur così spettacolari forse neanche riescono a rendere a pieno le sue dimensioni

  Nell’atrio si ammirano 24 colonne di marmo bianco e granito rosa, che sorreggono 28 cupole e una fonte di purificazione a forma quadrata, nella quale i fedeli, prima di varcare la soglia della moschea devono lavarsi accuratamente mani, viso, denti, estremità inferiori

10-Moschea-di-Solimano-vista-da-ZeyrekGuardandolo dal Corno d’Oro,  da ancor più un’impressione di grande monumentalità. L’esterno corrisponde esattamente alle divisioni spaziali interne e all’insieme dei contrafforti, archi e volte necessari a produrle. Nei grandi timpani a est e a ovest è evidente l’influenza di Santa Sofia; ma, anche senza le aggiunte posteriori, Santa Sofia non esprimeva così chiaramente all’esterno la complessità, molto maggiore, delle sue divisioni interne.

 

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l’interno è un immenso salone rettangolare (m 57 x 60), col pavimento letteralmente ricoperto di tappeti in doppio strato (sotto quelli antichi, sopra altri di fabbricazione più recente

phoca_thumb_l_moschea-solimano Lo sguardo corre subito alla possente cupola alta 53 metri, ridiscende alle gallerie riservate alle personalità, risale alle cupole minori,

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  si sofferma sulle quattro antiche colonne di porfido alte nove metri ricavate da un unico blocco che separano la navata centrale da quelle laterali.
134712548-media-c2de5de9-aa0e-4912-bbe7-6a6f8bedd650l’interno può ospitare fino a 5000 persone!
Istanbul - Moschea del Solimano - Interno-2wm
La luce che filtra dalle 136 finestre illumina il marmo, il porfido e le preziose maioliche di questo tempio estremamente armonioso. Appeso, si distende a ruota un gigantesco lampadario formato da centinaia di scodelline di vetro che un tempo venivano riempite di olio e acqua.
1110588-Sleymaniye_Mosque-Istanbulspostandosi da un lato all’altro dell’immensa sala si può avere l’impressione -confermata da questa immagine- che cambino i colori dell’insiememinimundus09//   dietro la moschea si trova un cimitero con i mausolei (türbe) del sultano Solimano e della sua favorita Rosellana. La türbe del sultano è una costruzione ottagonale, probabilmente anch’essa opera di Sinan, circondata da un colonnato con maioliche e finestre multicolori. La cupola è sostenuta da otto colonne di porfido ed è ornata a profusione di smeraldi e cristalli di rocca ( tanto per non farsi mancare proprio nulla 🙂 )
Solimano e Rosellana
Le ossa sono amiche fragili
lentamente cedono al tempo nei grandi sepolcri chiari
ma il tempo non discioglie nell’occhio di un Dio in fiore
il ricordo degli amanti
e nemmeno questa lacrima che è acre di terra
dimentica i colori eterni del mare di Bisanzio
Ventisqueras
mg_4685ed ancora uno sguardo da lontano a questa magnifica città per ringraziarvi di avermi ancora seguito nelle mie ” variazioni sul tema”

Ventisqueras

Fiordi della Norvegia 1-Incontro al traghetto -Meeting at the ferry

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improvvisamente la strada finisce

dove il fiordo incombe, oziando nel grigio.

Statico, nella foce silente, piatto il cielo ricade in mare
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rade bave di vento scoprono un gravare di oscure montagne
pennellate di candori nevosi non riescono a superare
la composta tristezza che s’accumula

 

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Il traghetto, lento, s’accosta

e un confuso vociare si trasforma in un idioma familiare!

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Infondo alle selle, bagagli, chitarre, corna di renna affastellati, sono motociclisti fiorentini di ritorno da Capo Nord, la nostra meta

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Due minuti, dieci…siamo gia tutti amici! domande, racconti, consigli, risate e il tempo corre veloce, già per noi è ora d’imbarcarsi e per loro di riprendere il lunghissimo viaggio che li riporterà in Italia, magari faranno ancora di questi incontri!

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accompagnandosi con le chitarre ci vengono a salutare

” vagabondo che son io..”

dal traghetto, gli si risponde…
vagabondo che non sono altro…

I norvegesi sorridono, in disparte
con quel fare composto e distaccato,
non gli e’ forse dato capire quanto questo breve incontro
abbia, il grigiore di questo cielo,  di sole “nostro” scaldato!…
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                                               fra scenari fiabeschi
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                                                                          e strani incontri
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                                                                    il viaggio prosegue verso Tromso
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splendida in un giorno di limpidissimo azzurro – stupisce ed incanta Tromsø ,in  sami che è l’idioma lappone  è   Romsa, detta anche  la Parigi del Nord  per la sua bellezza ed amore per l’arte e la gioia di vivere,   è la città più grande del Nord Norge ( Norvegia settentrionale) e la seconda più grande della Lapponia (la prima è Murmansk, in Russia). Emozionante la gita in funivia con l’abbraccio all’intero fiordo, Il centro cittadino è situato su Tromsoya(Isola di Tromsø) .
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 l’agglomerato urbano si sviluppa anche ad est, sulla terraferma, con Tromsdalen (“La valle”) e ad ovest su Kvaloja  (Isola delle balene). Da entrambi i lati ci sono ponti che collegano il centro con le periferie, ed anche un tunnel sottomarino verso Tromsdalen
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 è dominata dal monte Tromsdalstinden (il picco di Tromsdalen), situato ad est sulla terraferma
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il lunghissimo ponte che unisce l’isola al continente conferisce un notevole fascino all’atmosfera notturna
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                    proprio vicino allo sbocco del ponte si erge maestosa e candida la chiesa di legno e vetro chiamata anche  Cattedrale Artica
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                                                                                 luminosa e suggestiva
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                                                              spettacolarenell l’interno con le moderne e maestose vetrate
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In quest’area sono vissuti Norsemen e Sami. Si crede che Ottar di Hålogaland, capo e avventuriero vichingo, che ha vissuto qui negli anni 890, abbia abitato la parte più meridionale dell’odierno comune di Tromsø. Egli descrisse se stesso come “l’uomo più a nord di tutti i norvegesi”, nonostante le aree ancora più a nord fossero popolate dai Sami
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                                                  la città è conosciuta   come punto di partenza per le spedizioni Polari,

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Il Norge. dirigibile ideato dal comandante esploratore italiano Umberto Nobile
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Il generale Umberto Nobile all’aeroporto di Ciampino nel 1926, in partenza con il dirigibile Norge per le isole Svalbard dove Roald Amundsen si unirà a lui per effettuare la prima trasvolata sul  Polo Nord
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nel 1928 due anni più tardi, Umberto Nobile a capo della spedizione italiana, con 16 uomini di equipaggio parte dalla Baia del Re per la sfortunata e tragica impresa con i dirigibile Italia, e sempre da   Tromsö parte  un aereo messo a disposizione del governo francese per i soccorsi: alla spedizione dispersa sui ghiacci del polo: il Latham 47 condotto dal pilota René Guilbaud. A bordo c’è anche Roald Amundsen , che nonostante i  contrasti avuti  con Nobile durante la  spedizione col Norge , si è offerto fin da subito di partecipare alle ricerche.
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Roald Engelbregt Gravning Amundsen (Borge, 16 luglio 1872 – Mar Glaciale Artico, 18 giugno 1928)
grande esploratore norvegese, fu  primo a raggiungere il Polo Sud (nel 1911-12
 Da questo suo atto di generosità e di coraggio, nella ricerca dell’amico disperso, si compie il suo destino : mai più farà ritorno alla base e mai più sarà ritrovato scomparso, assorbito dai ghiacci che furono la sua ragione di vita.
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                in pieno contrasto con  le foto antiche sopra presentate, questo gruppo di  architetture avveniristiche
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prima chiesa sull’isola di Tromsøya fu eretta nel 1252 durante il regno del re Haakon IV di Norvegia e fu chiamata Ecclesia Sanctae Mariae de Trums juxta paganos ( Chiesa di Santa Maria a Troms presso i Pagani). A quel tempo, era la chiesa più settentrionale al mondo. Quasi contemporaneamente, venivano costruite delle mura per proteggere l’area dalle incursioni nemiche dalla Carelia e dalla Russia.
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                                   il monumento al baleniere, da Tromso partivano numerose le grandi navi oceaniche per la caccia ai cetacei, fonti di lucro e commercio per l’intera zona
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                                                          Anche i dintorni sono spettacolari,
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L’area è stata abitata fin dalla fine dell’ultima era glaciale. A Tønsvika, appena fuori città, sono state ritrovate tracce di insediamenti risalenti alla tarda età della pietra.
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                                                 la natura che nel corso delle brevi estati esplode con tutti i suoi sgargianti colori
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e poi c’è la magia del sole di mezzanotte ,quello  che potrebbe sembrare un tramonto ma che incredibilmente nei suoi rossastri vapori è un’alba maestosa

Tromsø si trova a circa 350 km a nord del circolo polare artico e dal 21 maggio al 23 luglio è possibile ammirare il fenomeno del sole di mezzanotte ,  si verifica al di sopra dei circoli polari dove il sole non scende mai sotto l’orizzonte e di conseguenza non cala mai la notte

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Nei mesi invernali, dal 23 novembre al 18 gennaio compresi, il Sole non sorge al di sopra dell’orizzonte ma, a causa del crepuscolo, non si verifica mai totalmente il fenomeno della cosiddetta notte polare. Infatti, anche nel giorno del solstizio d’inverno, l’elevazione massima del Sole raggiunge quota -3°, ovvero si trova 3 gradi sotto l’orizzonte, sufficienti per avere la diffusione necessaria a garantire la presenza della luce.

Il 21 gennaio di ogni anno Tromsø festeggia il “giorno del sole”, Soldagen

 

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a queste latitudini si può ammirare l’incredibile spettacolo dell’aurora boreale, che con i suoi colori e il fruscio che da loro emana ci fa sentire a stretto contatto con i misteri del cosmo e dell’infinito

 

questo viaggio l’ho compiuto alcuni anni fa,  anzi, questi viaggi, perché ho avuto l’opportunità di salire più volte in Scandinavia e di innamorarmi perdutamente  dei suoi favolosi scenari ancora fortunatamente in gran parte selvaggi e naturali, tornerò ancora a parlarne,
a presto e grazie della compagnia e dell’affetto che, nonostante la mia prolungata assenza ancora mi dimostrate 🙂
                        Ventisqueras

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