Rocca Calascio – L’Aquila- un Castello tra le nevi, Territorio dei lupi e la transumanza.A Castle of the snow.Territory of the wolves

Nel clamore del tramonto sorge il Castello di Rocca Calascio emergendo come un fantasma dal Medioevo

inserito dal National Geographic tra i 15 più bei Castelli del mondo, per la sua posizione panoramica altamente scenografica è  stato scelto come set cinematografico di film cult famosissimi  “Lady Hawke“1985 e In nome della rosa” 1986

i lupi che sono tornati a popolare i monti del’Abruzzo lo hanno scelto come habitat e non è  raro vedere la loro sagoma elegante e fugace stagliarsi nel candore del manto nevoso

situato ad un’ altezza di 1450 m.s.l.m. inserito nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è  tra i più  elevati Castelli d’Italia e simbolo della Regione Abruzzese

la sua costruzione dovuta probabilmente a Ruggero d’Altavilla fu iniziata in pieno Medioevo: nel XII Sec. dopo la conquista Normanna (si calcola  nel 1140) con funzione di Torre di Guardia o di avvistamento

lupi aquile e falconieri le visioni selvagge di Rocca Calascio

fece parte con altri 3 comuni della celebre baronia di Carapelle e ne seguì  le vicende storiche fino al 1806, anno di abolizione del feudalesimo

nei secoli seguenti vi si instaurarono molte fra le più  potenti Casate del loro tempo  tra cui i Piccolomini, i Cattaneo i Medici di Firenze( che a Santo Stefano di Sessanio avevano i loro traffici per la lana ) e i Borbone.

Rocca Calascio domina la valle del Tirino a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, il Castello è  visitabile anche nelle ore notturne in uno scenario incomparabile,  un tempo vi si accedeva attraversando  un ponte levatoio di legno con uno sbalzo di 5 metri, ora vi si sale agevolmente da una rampa

sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio sorge il Tempio a pianta ottagonale dedicato a Santa Maria della Pietà datato intorno al  1560, la leggenda vuole che sia stato edificato nel punto in cui la popolazione sconfisse una banda di feroci briganti provenienti dai confinanti  territori pontifici

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il Tempio ( ora semplice oratoio )visto dal Castello forma un insieme armonioso con  il paesaggio che li circonda

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nel 1806 la Rocca  venne in parte distrutta insieme al borgo di Calascio da un forte terremoto. In seguito restaurata mentre il paese rimase per lungo tempo disabitato e in rovina

alla fine degli anni 90 una giovane coppia di coniugi romani vi si stabili’ costruendo un edificio turistico, con il loro esempio dando valore al sito

lentamente il borgo venne ripopolato

ora vi abitano stabilmente circa 10 persone, ma altre hanno riattato diverse dimore per i periodi della villeggiatura.

la notte con le luci che sembrano piccole stelle scintillanti sulla neve il borgo sembra abitato dalle fate e si sta col fiato sospeso in attesa di vederne una uscire dalla porta di casa😊

la vicina piana di Campo Imperatore a primavera riveste i prati sconfinati di migliaia di crocus violetti

bottoni d’oro che risplendono al sole, papaveri e margherite colmano le amene  montagne che circondano Rocca Calascio in uno spettacolo indescrivibile: il Corno Grande la Maiella i Monti Marsicani la serrano un abbraccio di maestosa bellezza

LA TRANSUMANZA

“Settembre, andiamo è  tempo di migrare ora in terra d’Abruzzi i miei pastori

lascian  li strazzi e vanno verso il mare

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è  come i pascoli dei monti ”

da Pastori di Gabriele D’Annunzio

fino a pochi decenni fa l’antica e dura vita dei pastori ripercorreva la tradizione della transumanza che  si rinnovava ad ogni primavera ed autunno, fedeli bellissimi e favolosi nel controllo e difesa delle greggi i candidi “pastori abruzzesi” accompagnavano gli amici umani nelle lunghe migrazioni

nell’autunno si lasciavano i freschi pascoli d’altura mentre incombeva la neve cercando il clima mite del mare

attraversando i borghi sperduti sulle montagne un gran concerto di campanacci  e belati  come un’onda sonora si spandeva nelle valli, lontano

andavano per gli antichi tracciati in terra battuta già  pervorsi dai Sanniti e dai Romani che vengono ora chiamati TRATTURI.L’ultima transumanza fatta a piedi risale ormai al lontano 1968

I Tratturi sono tre strade, le più antiche d’Italia :

Il primo L’Aquila -Foggia chiamato anche Magno, lungo ben 200 km. che aveva due soste importanti a Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio

questo che sembra un igloo in pietra era uno dei rifugi cui si riposavano i pastori

in questa vecchia immagine si documenta il riposo dei pastori e del gregge: hanno appena raggiunto il mare.

Gli altri due Tratturi facevano il percorso Celano-Foggia e Pescasseroli-Candela

le moderne transumanze vengono percorse dai pastori accompagnando le greggi con i muli o con i cavalli

….E per tetto un cielo di stelle

Prendo note sulla punta delle dita

a stendere tra finestre chiuse e sottotetti

i bisbigli delle stelle che gocciano sulla melodia dei ricordi

a battere tasti silenziosi.

Passa e ripassa il vento sulle soglie addormentate

elemosinando piccole perle di luce

miste a filamenti di giorni asciutti dietro

la trasparenza dei vetri

Uno stuolo turrito di sogni mi colma gli occhi

fino all’orlo

…E per tetto un cielo di stelle

Ventisqueras

alcune immagini sono prese dal web

3 ) Ötzi la mummia del Similaun: il ritrovamento, la- storia-Ötzi the mummy of Similaun: the discovery, the-history

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ancora un nuovo giorno, un’alba che si schiude a illuminare il mistero

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il Similaun,la   montagna sacra da sempre per tanti motivi: il primo e più emblematico  risale ai vecchi tempi nelle tradizioni popolari riguarda proprio la sua forma piramidale

…e lì la mente vola al Purgatorio di Dante Aligheri

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“Noi divenimmo intanto ai piè del monte;
quindi trovammo la roccia si erta
che ‘ndarno vi sarien le gambe pronte…”

Il Purgatorio è visto così come una montagna, il luogo più vicino dell’esperienza umana e diretta dell’ uomo comune a differenza dell’ Inferno dove Dante rende impersonale l’uomo rispetto alle atroci sofferenze che vengono descritte e inflitte o alla elevazione sacrale delle figure del Paradiso. Il Purgatorio è il mondo in cui il sommo poeta anche lui pellegrino, diseredato e disperato è in cerca della purificazione per sentirsi più vicino a coloro che incontra e giungere assieme alla vetta della montagna… il paradiso terrestre , che è la vetta. il massimo del sublime e della perfezione interiore

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Io ritornai da la santissima onda
rifatto sì come piante novelle
rinovellare di novella fronda,
puro e disposto a salire a le stelle.”

Dal Paradiso di Dante

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la montagna che per millenni è stata la bara di ghiaccio di Otzi, col suo ritrovamento ha riavvicinato come un grande arco di luce la preistoria al mondo odierno, riuscendo per suo mezzo a carpirne alcuni segreti

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 I pianti dell’ombra

S’accompagna il tempo

-meretrice astratta-

ai pianti dell’ombra

mentre pare la luna

una fredda piuma

stesa nuda sul letto del vento

a vomitare silenzio

   Ventisqueras

quando ho dovuto scegliere un brano per accompagnare musicalmente questo post  ho pensato a qualcosa di coinvolgente ed epico…che cosa di meglio de ” La conquista del paradiso” del grande compositore greco Vangelis che già m aveva seguita nel ” De Profundis” ? ed eccola qua

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                                                 La mummia del Similaun può oggi essere considerata a tutti gli effetti la più famosa al mondo

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Ötzi è considerato il primo essere umano tatuato di cui si abbia conoscenza; sul suo corpo si trovano ben più di 50 tatuaggi; per questa ragione, è diventato molto famoso tra i tatuatori di tutto il mondo.La tecnica utilizzata nel calcolitico appare diversa da quella moderna: non venivano usati aghi, ma erano invece praticate delle piccole incisioni della pelle, poi ricoperte con carbone vegetale per ottenere l’immagine

Anche Brad Pitt si è fatto contagiare dalla Otzi-mania, e ne porta la figura stilizzata tatuata sul braccio.

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Il 19 settembre 1991 al piedi del ghiacciaio  (3213 m3tri s.l.d.m) fu ritrovato dai coniugi alpinisti tedeschi Erika ed Helmut Simon di Norimberga durante una escursione il  corpo mummificato di un essere umano maschio

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si pensò ad una morte  recente e furono fatte ricerche sulle persone scomparse in quei luoghi negli ultimi anni, e andò così purtroppo perduto qualche importante reperto.non essendo stata posta tutta l’attenzione che questa straordinaria scoperta avrebbe meritato

 

oetzi_-_l_uo__di_similaunla mummia fu trasportata in Austria ad Innisbruk, ma ne seguirono aspre controversie e dispute di confine ed infine dopo misurazioni centimetriche , per novanta metri risultò essere in territorio italiano e Otzi trovò definitivo ( per così dire) riposo

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nella città di Bolzano al Museo Archeologico dell’Alto Adige, conservata in una apposita struttura che ne mantiene le condizioni di conservamento pur permettendone l’osservazione.attraverso una finestra di circa 30-40 cm

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ogni parte del suo corpo e del suo corredo di vesti e di armi è stata millimetricamente studiata con i metodi scientifici più avanzati dai più importanti luminari specializzati di ogni parte del globo

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che ne hanno tratto importantissime nozioni sul modus vivendi di un’era tanto remota

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.Col corpo furono ritrovati oggetti personali di grande valore archeologico: un arco di tasso, una faretra, due frecce pronte ed altre in lavorazione, un coltello di selce , un’ascia in rame, esche ed acciarino, uno zaino per contenere tutto

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.Come spesso capita nei ritrovamenti considerati eccezionali furono considerate diverse ipotesi prima di una vera ricerca scientifica, Ci si chiedeva chi era, come era morto e vissuto, che cosa faceva sul luogo del ritrovamento.Recenti analisi hanno evidenziato la presenza di una punta di freccia di selce all’interno della spalla sinistra, penetrata in profondità vicino al cuore e quinti la morte non era stata naturale come in principio ipotizzato, ma venne quindi ucciso.La postura innaturale del corpo farebbe pensare a un tentativo di estrarre la freccia dalla schiena, altri elementi portano a credere che facesse parte di un gruppo scampato ad un agguato, poi che sia stato trasportato a spalla da un compagno fino al luogo della morte

Nel 2008 è stato inoltre accertato che da esami effettuati su campioni delle vesti e delle scarpe da scienziati dell’Università di Saarland, che sui peptidi delle proteine della mummia i peli ritrovati sono del tutto simili a quelli di animali allevati  attualmente viventi, quindi Otzi era stato un pastore e molto probabilmente aveva partecipato anche lui ad antichissime transumanze

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E sarebbe forse potuta mancare  la superstizione così detta “Maledizione di Tutankamon” ?( quella che farebbe fare una tragica morte a coloro che profanano antiche tombe.) Giudicate voi:L’alpinista tedesco Simon scopritore della mummia è morto durante una scalata precipitando in un crepaccio, stessa sorte è toccata all’operatore della TV austriaca Rainer Holtz che per primò filmò la mummia.Mentre sono morti in un incidente stradale Kurt Fritz, alpinista che aiutò a trasportare la mummia e Gunter Henn, medico legale che per primo la controllò.Kondrad Splinder, archeologo tedesco che per primo narrò la storia di Otzi in un famoso libro morì nel 2005 per una forma molto aggressiva di sclerosi multipla.Chiude la lista Tom Loy  archeologo molecolare ed anatomo-patologo statunitense che morì in circostanze  misteriose nella sua casa a Brisbane, in Australia.

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Ma non voglio chiudere il capitolo Otzi, già di per se abbastanza macabro con questa tragica sequenza dal sapore amaro, preferisco farlo con una serie di immagini della sua valle, dove posso immaginarlo pacifico pastore accudire le sue greggi nello splendore di quei luoghi incantati

.L’ultima immagine è quella del sogno : dal mare di nuvole che ormai ricopre l’uomo della preistoria emerge il “pazzo” della mountain-bike che si lancia a capofitto incontro al futuro della nostra epoca,

Piesse.

Sono stata un po’ lunghetta?…ma come si fa a raccontare tutto questo brevemente?

🙂

Ventisqueras

2 ) Ötzi, la mummia del Similaun, la transumanza, la bara di ghiaccio-Ötzi, the mummy of Similaun, transhumance, the ice coffin

05022011385-736316 1168 ed ecco l’alba sulle montagne della Val Senales, le notte si schiara fino ad ingentilirsi nel rosa e la luna si sbianca osservando da lassù uno scenario che forse dalla sua lontananza percepisce come nulla fosse mutato da 5200 anni fa

 

Ascoltando salire l’alba da una notte di sogni silenziosi

 

Ascolto sogni silenziosi nella notte

salire rapidi dagli alberi

ascolto come fosse l’alba del mondo

in un suono rosso d’inconsapevole nebbia

ascolto le origini dei ricordi, di tutti i ricordi

ascolto passi di una neve disciolta,

di ghiaccio perforato dalla mente del tempo

e l’alba nuda, rosata

oscenamente distesa sui monti, ascolto

di sogni impalliditi con la luna

Ventisqueras

art03_rekonstruktioned ecco ricomparirmi a fianco il misterioso amico, che idealmente e silenziosamente mi sta accompagnando nei luoghi del suo ritrovamento

 

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era salito fino quassù lasciando dietro di se nelle valli l’autunno per incontrare le prime nevi, certo, la stagione era quella, un corredo di foglie e piccoli rami spezzati trovati lì accanto sta a confermarlo

03_39_are_f1_970_resize_526_394nessuno può sapere perché quel giorno fosse salito fin quassù, forse non era solo aveva gente del suo clan con se, forse erano saliti per cacciare, per fare provviste per l’inverno per le loro famiglie , sono stati ritrovati nel suo bagaglio gli strumenti per farlo, ma nessuno può saperlo

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Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
la vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
move la greggia oltre pel campo, e vede
greggi, fontane ed erbe;
poi stanco si riposa in su la sera:
altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
al pastor la sua vita,
la vostra vita a voi? dimmi: ove tende
questo vagar mio breve,
il tuo corso immortale?

                                   Giacomo Leopardi

a me piace immaginare che Otzi fosse un pacifico pastore e insieme agli altri compagni fosse salito all’Alpe  per la Transumanza

non perdetevi questo video A SCHERMO INTERO  è STRAORDINARIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO !!!!!

mi ha profondamente commossa l’immagine del pastore che sopraffatto  dalla fatica si è lasciato cadere addormentato sul prato, al suo lato gli scarponi, ai piedi ruvidi calzini di lana…

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Già da millenni ogni anno, a metà giugno, le pecore attraversano il valico alpino per spostarsi da Senales e dal Sonnenberg di Silandro ai pascoli estivi dietro la Ötztal (Austria).
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Gli antichi sentieri restano segnati come cicatrici dal passaggio della lunga fila dei transumanti; su in alto il loro transitare rimane disegnato sul candido della neve.
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In certi tratti del cammino capita che tutto si stemperi nell’ incognita della nebbia, quando il paesaggio scompare nel grigio denso del respiro di chi fatica a procedere.E’ uno scenario unico e stupefacente, un ritorno alle origini e alla purezza della vita.
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La transumanza è una pratica antica che consiste nella conduzione stagionale di mandrie e greggi, da aree montane verso zone meno elevate e viceversa.

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Chi ha partecipato a questo spettacolo primitivo non lo dimenticherà mai. Il felice ritorno di oltre 3.700 pecore e 300 capre è accolto con grandi  festeggiamenti a valle , centinaia di turisti seguono a gruppi  questa emozionante migrazione essa è patrocinata dall’UNESCO DEFINITA PATRIMONIO NATURALE DELL’UMANITA’
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lentamente le greggi scendendo dai luoghi impervi  raggiungono le valli fiorite
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e i luoghi abitati
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 fino a raggiungere il lago, luogo di raduno e d’incontro
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 con i turisti per la grande festa per la fine della transumanza
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ed ora qualche immagine straordinaria dei bellissimi cani pastori tedeschi delle Alpi da sempre i migliori compagni di lavoro per gli uomini delle greggi
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finalmente mi sto incamminando al Similaun
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nel luogo esatto dove due coniugi alpinisti tedeschi videro emergere dal ghiaccio Otzi
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 qui è stata deposta una lapide a ricordothumb_5f5300ec50
 così, in questa esatta posizione Otzi rcomparve dal buio dei secoli
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 e questo è il suo ipotetico volto ricostruito….ma ne parlerò nel prossimo post di questo straordinario ritrovamento che ha illuminato di luce il vissuto dei nostri lontanissimi avi, a presto con Otzi, dunque.
Ventisqueras

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