Lucida Mansi -leggende -Lucca- Vanità delle vanità -vanity of vanities

si sta come d’autunno sugli alberi le foglie Giuseppe Ungaretti

Lucca è la splendida città Toscana, tra le poche 

ancora completamente cinta tra  possenti mura rinascimentali

che da 500 anni ne  proteggono e difendono la storia, l’arte la favolosa architettura. Seconda in Europa, solo alla città di Nicosia sull’isola di Cipro

per i principi della fortificazione moderna, e, partendo da molto più lontano con le cosiddette ” cerchie romane”.

resta a ricordo di questa era lontana il favoloso cerchio di quello che fu un anfiteatro

sui suoi resti in epoca medioevale furono costruiti in perfetto cerchio grandi palazzi ed ora è sede si un favoloso mercatino

Ma la città di Lucca racchiude anche molte leggende

una delle più conosciute è senz’altro quella di Lucida Mansi di cui per certo si da questo ritratto, nobildonna d’incerta attribuzione probabilmente nata nel 1606 dalla famiglia Samminiati. 

Si dice fosse di bellezza ineguagliabile, giovanissima andò sposa a un ricchissimo signorotto lucchese tal Vincenzo Diversi piuttosto anziano, Lucida si dedicò completamente al lusso ed alla vita mondana, ben presto annoiandosi del marito, si dice addirittura  lo facesse avvelenare. Lucida era estremamente innamorata della propria immagine, tanto che aveva disseminato di specchi la sua stanza da letto e il palazzo, in modo da potersi contemplare in qualsiasi occasione; teneva addirittura uno specchio nascosto nel libro delle preghiere, in modo da potersi specchiare anche durante le sacre funzioni.

Ben presto convolò in seconde nozze con un altro anziano e ricco nobiluomo Gaspare di Nicolao Mansi proprietario fra le altre di questa sontuosa villa a Segromigno in Monte dove era solita organizzare feste animate da musiche e balli. Era adorata e corteggiata quanto crudele;  solita liberarsi dei suoi innumerevoli amanti, quando se ne era stancata, facendoli precipitare in un pozzo cosparso lame affilatissime, celato da una botola.

Memore di questo soggiorno, essendo la località nei pressi del famoso  Ponte del Diavolo https://ventisqueras.wordpress.com/2013/10/31/il-ponte-del-diavolo-the-devils-bridge-borgo-a-mozzano-lucca-toscana /queste due leggende sono state unite e ad halloween  se ne folleggia per le strade dell’antico borgo

Il tempo trascorse spensierato fra feste ed amanti, fino a quando una mattina, ammirandosi come sempre ad uno specchio, si accorse di una lieve ruga che segnava inesorabilmente il bellissimo volt, Lucida si disperò, gridò e pianse lacrime amare sino a quando le apparve un giovane meraviglioso, ma sotto le cui sembianze si nascondeva il diavolo. Questi le promise altri trentanni di immutata bellezza ma, trascorso questo tempo sarebbe tornato per ricevere il pagamento di questo favore, la sua anima. Lucida accettò senza pensarci, nemmeno la sua stessa anima le era più cara del suo bel volto e della sua giovinezza.Gli anni concessi dal Demonio passarono, mentre tutti attorno a lei invecchiavano. Gli uomini continuavano ad amarla ed a morire per lei tra atroci sofferenze. Fino a che, un pomeriggio d’estate di trenta anni dopo, il Diavolo ricomparve.Lucida fu sorpresa e spaventata dalla sua venuta, nonostante il Diavolo avesse mantenuto la sua promessa ella non si era convinta fino in fondo della veridicità del patto che aveva stipulato.

si disperò, pianse per  tutto il giorno, lente correvano le ore per arrivare ai fatali rintocchi, corse disperatamente alla torre dell’orologio per fermalo alla mezzanotte ma  tutto fu vano, implorò il Demonio di risparmiare la sua anima. Ma egli non si lasciò impietosire

 la trascinò sulla sua carrozza fiammeggiante e, dopo aver percorso un intero giro di mura, affinché tutti i lucchesi potessero udire i lamenti strazianti della sua vittima, fece inabissare il cocchio nel laghetto di uno splendido giardino

Tutt’oggi questo giardino esiste all’interno delle mura cittadine lucchesi,  è l “Orto Botanico”. C’è chi afferma che immergendosi nelle acque de laghetto si possa ancora vedere il volto di Lucida Mansi addormentato sul fondo del lago; e chi invece sostiene che nella notte del 31 Ottobre, poco prima della mezzanotte, nel silenzio assoluto il vento si alzi e si odano gli zoccoli dei cavalli che corrono a precipitarsi verso il laghetto, i più fortunati possono addirittura intravedere la carrozza infuocata, lanciata nella sua eterna e sfrenata corsa verso l’inferno

Una variante della stessa leggenda vuole che, giunti al termine dei trentanni venne il momento di onorare il patto e in una notte di tempesta ella scomparve,  nella sua casa fu trovata una buca così profonda che non fu più possibile chiudere

Un’altra ancora narra che Lucifero in persona si recasse in Duomo a prelevare Lucida e la sua anima battendo col piede sul pavimento per portarla con se all’inferno. io ho voluto dare credito a quest’ultima versione

Vanità delle vanità

Nacque in Marlia donna di bellezza perfetta
che il sole al suo comparire si rabbuiava
Marmo lucido di gelo la sua anima
ogni cuore che l’amava disprezzava

quando a Messa al Duomo di Lucca
si recava, sempre e solo alla  sua bellezza pensava

uno specchio celava nel libro miniato dell’orazioni
ma il giorno stabilitoLucifero in persona si presentava,
tre colpi batté, lo zoccolo caprino, tre colpi,
i bei mosaici del Duomo spalancava, e seco
all’inferno Lucida trasportava.

Se non mi credete, in Santa Croce andate, il pozzo ancora là è conservato e si narra che sul fondo,
in certe notti di luna piena,il bel volto di Lucida Mansi si osservi ancora, tutto disfatto in pianto
ma ahimè a che serve il rimpianto?
ora avrà capito che  sola beltà  null’altro è che vanità delle vanità

                           Vanità di vanitàm tutto è vanità -Vaanitas vanitatum et omnia vanitas

Tiziano-La vanità

e perché non si abbia il sospetto che la vanità sia un nome solo al femminile ecco il Genio Caravaggio

a rappresentarci Narciso

che innamorato della sua immagine per osservarsi meglio cade nell’acqua e vi affoga

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Ho visto tutte le opere che si fanno sotto il sole, ed ecco: tutto è vanità e un correre dietro al vento. (1, 2. 14)

la frase è tratta dalla versione in latino del Qohelet (o Ecclesiaste), un libro sapienziale della Bibbia ebraica e cristiana

ma non voglio salutarvi in modo così melodrammatico,  ecco invece una immagine emblematica della bella e piena di misteri Lucca, la torre alberata, che è veramente uno spettacolo al tramonto

Ventisqueras

 

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2)Civita di Bagnoregio- Viterbo-le bellezze e la storia del borgo-Le fiabe che vanno scomparendo -The beauty and history of the village- The fairy tales that are diseppearing

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ci addentriamo in questo post all’interno del borgo di Civita di Bagnoregio

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qui vivono stabilmente  solo 12 ( 🙂 ) abitanti ma durante la giornata si aggiungono altre 100 persone:  gestori degli esercizi commerciali che arrivano fin quassù  esclusivamente a piedi scarpinando su dal lunghissimo ponte in cemento costruito nel 1965, solo di recente si sta pensando di poter concedere agli abitanti di raggiungere Civita  anche con cicli e piccoli motorini

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questo ponte ha una leggenda che è molto simile a quella del ponte del diavolo https://ventisqueras.wordpress.com/2013/10/31/il-ponte-del-diavolo-the-devils-bridge-borgo-a-mozzano-lucca-toscana/   che nel mio blog è il post in assoluto più letto. La leggenda di quel ponte parla di un’impresa che gli abitanti di Borgo a Mozzano non riuscivano a compiere : si doveva attraversare il Serchio in un punto molto largo, sembra che le conoscenze architettoniche degli ingegneri della potente famiglia fiorentina  dei Medici che a quei tempi governavano anche Lucca non fossero sufficienti e pare che venisse interpellato il Diavolo in persona che accettò la sfida addirittura promettendo di costruirlo in una sola notte a patto che gli fosse consegnata l’anima del primo essere vivente che fosse passato sul ponte

 

i furbi abitanti del luogo fecero transitare sul ponte per primo un cane,così il diavolo beffato si arrabbiò moltissimo e schiumando di rabbia si buttò nelle acque del fiume tra fiamme e scintille. Forse il Demonio memore di quella sconfitta e avuto la stessa promessa da un contadino di Civita che pensò anche lui di gabbarlo facendo passare per primo il suo cane sul ponte…ma stavolta il Diavolo trasformò il cane in un mostro che tornò  indietro dal padrone sbranandolo.

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entriamo dunque dalla porta Santa Maria e subito ci accoglie una idilliaca visione di pietre medioevali ricoperte dal verde intenso dei rampicanti innamorati che le tengono strette in un secolare abbraccio

Civita di Bagnoregio. Contrada carceri, ciò che oggi è ancora visibile del versante sud di Civita. Civita di Bagnoregio, 13 luglio 2012...

 

un esempio della fase etrusca di Civita si trova nella zona di San Francesco vecchio, nella rupe sottostanta è stata ritrovata una piccola necropoli  di quello straordinario popolo, che fece di Civita ( di cui non  si conosce  l’antico nome )una fiorente città. favorita dalla posizione strategica per il commercio fra l’alta Italia e il centro

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del periodo etrusco rimangono molte suggestive testimonianze, una di queste è il”Bucaione” un  tunnel che trafora la parte a parte la città, partendo dal paese si può raggiungere direttamente la valle dei calanchi.In passato erano visibili anche molte tombe etrusche a camera, in seguito ingoiate dalle frane o dagli smottamenti.Già gli stessi etruschi si trovarono a dover fronteggiare i problemi delle frane ed anche un periodo di accentuata sismicità nel 280 a.C. e all’arrivo dei romani nel 264 a.C. furono riprese le imponenti opere di canalizzazione delle acque piovane iniziate dagli etruschi per tentare in qualche modo di consolidare la stabilità della città, ma dopo di loro queste opere furono trascurate e portarono a un rapido degrado cui seguì l’abbandono della città

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nonostante l’esiguo numero degli abitanti il borgo è magnificamente tenuto

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e ad ogni stagione e ad ogni angolo si presentano scorci di perfetta armonia e gentilezza

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insieme con immagini che ricordano i tempi della ruralità del luogo, e il borgo era colmo di voci, di canti, di chiacchericci di donne sulle soglie degli antichi muri, così carichi di gloriosa storia, sembra che il tempo si sia fermato, sospeso in attesa che la vita un giorno forse riprenda a scorrere normalmente

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al centro del paese si trova l’antica Chiesa di San Donato  con all’interno il crocifisso miracoloso di cui la leggenda dice che abbia parlato ad una pia donna che ogni giorno restava a pregare per ore chiedendo che cessasse la terribile pestilenza che stava falcidiando tutta zona.Il Cristo la rassicurò prevegendo che entro due giorni sarebbe totalmente cessata, e così fu. In memoria di questo miracolo il giorno del venerdì santo si svolge la spettacolare processione che, dopo aver deposto il Crocifisso di San Donato dentro una bara  percorre tutto il paese e il ponte in segno di gratitudine e ringraziamento per la grazia ricevuta

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oltre il ponte paziente,  attende la figura statuaria di San Bonaventura, il Santo nato e vissuto a Civita, con  un gesto della mano alzata sembra salutare o proteggere l’antico borgo

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la suggestione del tramonto affascina

borgo-di-civita-di-bagnoregiole prime stelle della sera e una incerta falce di luna ancora mietono sogni

DSC06694pochi turisti nelle silenziose vie di pietra attendono

Civita-di-Bagnoregioforse aspettano che sia ancora un’alba di nebbia a destarli nella speranza che il paese che muore  risorga e che la  sua siluoette antica e gloriosa viva per ricordare le grandi imprese dei nostri straordinari antenati

Scorre il tempo

Scorre il tempo fra le mie dita di nebbia

pieno di ferite e miele

come un ape dai fiori succhia

nei pensieri rugosi

annidati dove dorme l’ombra

e profumano le rose.

                                   Ventisqueras

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Il ponte del diavolo – the devil’s bridge-Borgo a Mozzano-Lucca -Toscana

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se si arriva di notte da Lucca sulla statale per L’Abetone e d’improvviso ti si para davanti questa immagine irreale, pur non conoscendone il nome senti che c’è magia se non addirittura maleficio nell’aria

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Il ponte della Maddalena scavalca il fiume Serchio nei pressi di Borgo a Mozzano, in provincia di Lucca . E’ un’eccezionale opera di ingegneria medioevale, probabilmente voluta dalla Contessa Matilde di Canossa. Fu fatto restaurare nel secolo XII da Castruccio Castracane

maddalena-di-Andrea-della-robbiaIl ponte deve il nome ad una edicola, che custodiva al suo interno la figura della Maddalena, scolpita  da Andrea Della Robbia, costruita intorno al 1500  oggi non più esistente, la statua è stata trasferita nella parrocchiale-

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Il sinistro nome di Ponte del Diavolo è dovuto a una leggenda di cui esistono varie versioni. La più nota è quella che ci rimanda alla sua costruzione: si narra che il compito di edificare il ponte sia stato affidato a S. Giuliano l’Ospitaliere. L’opera si rivelò fin dall’inizio di difficile realizzazione. Il capomastro incaricato, resosi conto che non avrebbe completato il lavoro per la scadenza prevista, era sprofondato nella disperazione:

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ma una sera, mentre sedeva da solo sulla sponda del Serchio, pensando al disonore che gli sarebbe derivato per non aver terminato il ponte in tempo utile, gli apparve il diavolo, che gli propose di stipulare un patto. Il maligno avrebbe terminato il ponte in una sola notte, ma ad una condizione: avrebbe preso l’anima di colui che avesse attraversato il ponte per primo.

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Il patto fu siglato: in una sola notte il diavolo con la sua forca sollevò la grande campata del ponte. Il costruttore, pieno di rimorso, andò a confessarsi da un religioso, che gli disse di rispettare il patto, ma di aver l’accortezza di far  attraversare per primo il ponte a un… maiale.

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Il giorno successivo il capomastro impedì l’accesso alle persone e fece attraversare per primo il ponte alla bestia. La leggenda vuole che il diavolo, inferocito per la beffa, si sia gettato giù dal ponte nelle acque del Serchio schiumando di rabbia e fra fiamme e scintille sprofondasse nel fiume e non si facesse  vedere più nella zona

                                                               Il posseduto

Avvolto in una cappa di spine
 contorto nell’ombra
 ti gira
impalpabile d’aria, il demonio  d’intorno
 occhi obliqui, stretti, nere fessure
esprimono il tuo dilaniante dolore
 aneli uccidendo, uccidere te stesso
 il MALE che ti sta divorando
Non vivo. Non morto
hai nel cuore  di putrida carogna solo il fetore.
Esisti…Oh! Esisti !! Riflesso  nell’orrore
di chi non ama mai
nascosto al Signore abiti luride vesti
in orride piaghe ti dibatti
secernendo armamenti della distruzione.

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Agli inizi del ‘900,  per far passare la linea ferroviaria Lucca -Aulla, fu aperto un nuovo arco nel ponte che ne modificò notevolmente la fisionomia. La struttura ardita, ad arcate asimmetriche, con l’arco centrale che sfida la forza di gravità, ha resistito nei secoli a innumerevoli piene disastrose del fiume Serchio e, ancora oggi,  è percorribile a piedi grazie alla sua forma a “schiena d’asino”. Fino a pochi anni fa sui binari ancora viaggiava questo delizioso, romanticissimo treno a vapore.

un giro di danza intorno a questo splendore….andiamo, olé

il fiume Serchio nei secoli è stato una grande arma di distruzione, c’è’ addirittura un detto popolare che, riferito a chi fa spendere molto, sentenzia: ” costi più te che il Serchio ai lucchesi”, questo video  mette in evidenza la forza terrificante del fiume in piena, sono solo di pochi giorni fa queste riprese, il 21/10/2013, ed è quasi impensabile che quello specchio limpido e cristallino possa tramutarsi in una furia scatenata pronta a travolgere tutto, il ponte del diavolo, però ha  sopportato imperterrito anche questa tremenda scarica energetica

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….e ora cosa c’entra la festa di  halloween con il ponte del Diavolo? mah, io a dire il vero non saprei, è così distante dalla nostra mentalità e tradizione…però ormai ha preso piede anche da noi, da sedici anni qui a Borgo a Mozzano si festeggia, è stata la prima cittadina italiana a organizzarle l’orror-party in grande stile, penso proprio perché viene accostato alla leggenda del Diavolo, e si sa…simili con simili…he he

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e allora giù di brutto tipacci e ombre misteriose per le stradine medioevali! e chi può dire che celato dietro una maschera non si aggiri il maligno in persona tentando di riavere quell’anima promessa e  mai avuta ?

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Il termine Halloween deriva dall’inglese All Hallows’ Day  (il giorno di tutti i santi) La tradizione vuole che il giorno non cominci allo scoccare della mezzanotte, bensì qualche ora prima: dal tramonto del 31 ottobre, all’alba del 1° novembre il mondo dei vivi diventa possesso del mondo dei morti.

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Le origini di Halloween affondano nella tradizione dei Celti che si stanziarono in Irlanda dopo la loro migrazione dalle regioni del Nord della Francia e dalle zone intorno alla foce del Reno. Nella notte fra il 31 di ottobre e il 1° novembre gli antichi Celti d’Irlanda, dopo aver spento tutti i fuochi, festeggiavano Samhain o Samhuin, il sopraggiungere dell’inverno, con una processione.

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I membri di ciascuna famiglia o clan si recavano sulla collina di Tlachtga dove l’alto sacerdote dei Druidi aveva allestito un grande fuoco e lì accendevano le proprie torce. Queste ultime, alimentate dal fuoco sacro e simbolo del focolare domestico, venivano poi riportate nei villaggi dove sarebbero rimaste accese per tutto l’anno.

strani-individuiIn questa notte incantata il confine tra il mondo terreno e ultraterreno era molto sottile, gli spiriti vagavano sulla terra e si divertivano insieme agli uomini. Poiché si credeva che i morti tornassero a trovare i loro cari, per accoglierli si usava lasciare le porte aperte e cibo pronto, affinché potessero saziarsi ( ed ecco svelata anche l’origine del fatidico : -dolcetto o scherzetto?- ). Queste tradizioni vennero a loro volta esportate negli USa dagli emigranti irlandesi, e da qui proiettate in tutto il mondo occidentale

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anche in Italia ormai la festa è molto diffusa un secondo carnevale di importazione anglosassone dove Colombina e Pulcinella lasciano il passo a streghe, diavoli e personaggi raccapriccianti nati dai set cinematografici dei film horror. Una nuova moda che alimenta il mercato delle zucche di plastica, delle maschere orride, dei ragni e dei pipistrelli di gomma, e che spesso si sovrappone alle nostre tradizioni legate alla festa dei morti., che penso  presto surclassate da   feste e clamori pagani, la ricorrenza di Ognissanti, legata alle tradizioni cristiane andrà man mano secondo me, integrandosi in questa  scomparendo.

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