1) Pisa e i suoi miracoli:Battistero e esterno del Duomo (calendario cosmico) Pisa and his miracles

 

 

 

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non di giorno quando la piazza è affollata da una moltitudine di turisti chiassosi provenienti da ogni parte del mondo, che un po’disturbano con i loro gridolini di stupore per la tenuta della torre pendente, sembrano spezzare l’incanto di questa piazza eclatante nella sua unicità, non per nulla chiamata Piazza dei miracoli, surnome dovuto al Vate Gabriele D’Annunzio, ma di notte  approcciarsi in questo spettacolare angolo di Toscana, meglio se con una leggera nebbia rasente e una luna che occhieggia, curiosa , allora sembrerà di camminare  sopra una nuvola, e si potrebbe anche pensare che  questa è l’anticamera del paradiso

Luna pisana

Sono l’ombra di ieri

il sorriso del domani

amore che vieni, amore che t’allontani,

sono il vento che soffia leggero sulle tue mani

l’onda che s’alza e senza fragore

s’abbatte ridendo sopra il tuo cuore

 

Sono la luna che quieta

stanotte sul mare, fa il suo giro in tondo

e leggera scompare.

Ventisqueras

                                Calendario cosmico

Pisa_-_Blick_durch_das_Tor_Saint_Mary_auf_den_Dom_und_Glockenturmse si arriva da nord ovest alle antiche mura che circondano la piazza, l’impatto  si ha con la grande forma circolare del Battistero di San Giovanni, edificato nel XXII secolo dall’ architetto  Diotisalvi

640px-PisaBaptistry20020323_rectilinearè il più grande Battistero in Italia, il cupolino con la statua di San Giovanni furono aggiunti in un secondo tempo, ma io l’ho sempre immaginata come una enorme, candida mongolfiera pronta a salpare per i lidi celesti, ancorata al suolo solo dal grande amore dei pisani

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particolari dell’esterno, tutto  un trionfo di ricami in sculture avvolgenti

Dome_interior-_Baptistry_-_Pisa_2014 una curiosa cupola tronco-conica forse ispirata al Diotisalvi dalla visione della Moschea della roccia, ritenuta costruita su un precedente tempio di Salomone, e dell’Anastasis del santo Sepolcro, entrambe a Gerusalemme.

Una particolarità  dell’interno è la perfetta acustica, se si battono le mani il suono si ripercuote e sembra rotolare in tondo creando un’atmosfera di grande fascino e stupore

 

 

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straordinario il movimento delle colonne che convergono nascendo dal prezioso pavimento di marmo  bicolore

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il magnifico pulpito fu scolpito intorno al 1255 da Nicola Pisano padre del più noto Giovanni , nei pannelli centrali sono  rappresentate storie della vita di Cristo, nel particolare la possente forma di Ercole sembra emergere volitiva dal marmo

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il fonte battesimale ottagonale è posto su tre scalini, scolpito da Guido Bigarelli  mentre la statua bronzea del Battista è un’eccellente opera del Griselli

 Questo dunque è il primo segmento del CALENDARIO COSMICO dove il battesimo introduce l’individuo alla cristianità

Nessuna cosa ha mai fine, ma tutte sono tra loro congiunte in uno stesso giro,
in cui si fuggono e si seguono. La notte manda via il giorno e il giorno la notte, l’estate finisce nell’autunno e l’inverno incalza l’autunno ed è poi a sua volta sopraffatto dalla primavera dai seni di giacinto. Tutte le cose passano per poi ritornare, Questo  è il senso del calendario cosmico universale cui nel primo segmento c’è il mistero della nascita.

duomo-in-pisa                                                         cliccare per ingrandire

il Duomo di Santa Maria Assunta, al centro della Piazza dei Miracoli, è la cattedrale medievale di Pisa. Capolavoro assoluto del romanico, in particolare del  romanico pisano, rappresenta la testimonianza tangibile del prestigio e della ricchezza raggiunti dalla Repubblica Marinara di Pisa nel momento del suo apogeo

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Fu iniziato nel 10631064 dall’architetto Busketo, con la decima del bottino dell’impresa pisana contro le isole Baleari, vi si fondono elementi stilistici diversi, classici, lombardo-emiliani, bizantini ed in particolare islamici, a riprova della presenza internazionale dei mercanti pisani a quei tempi.

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In quello stesso anno veniva iniziata anche la ricostruzione della Basilica di San Marco a Venezia, per cui può anche darsi che vi fosse stata all’epoca una rivalità tra le due Repubbliche marinare a creare il luogo di culto più bello e sontuoso.

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La ricchissima decorazione comprende marmi multicolori, mosaici e numerosi oggetti di bronzo provenienti dal bottino di guerra, fra cui il Grifo utilizzato sul tetto sembra sporgersi curioso affascinato da tanta bellezza,  fu razziato  a Palermo nel 1061

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Gli archi a profilo acuto fanno riferimento ad influenze musulmane  La facciata di marmo grigio e bianco, decorata con inserti di marmo colorato, fu edificata da mastro Rainaldo

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unici la ricchezza e la fantasia dei disegni e dei colori si susseguono quasi senza interruzione in un crescendo di bellezza

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……Le arcate cieche con losanghe richiamano le analoghe strutture delle chiese dell’Armenia

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I tre portali sottostanno a quattro ordini di loggette divise da cornici con tarsie marmoree, dietro i quali si aprono monofore, bifore e trifore.-Sopra le porte ci sono quattro file di gallerie aperte, con, in cima, la Madonna con Bambino e, negli angoli, i quattro evangelisti35440305Le porte della facciata in bronzo massiccio furono realizzate da diversi artisti fiorentini nel XVII secolo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, fin dai tempi antichi i fedeli entravano nel Duomo attraverso la porta di San Ranieri, posta sul retro nell’omonimo transetto, di fronte al campanile. Questo perché i nobili della città si recavano alla cattedrale venendo da via Santa Maria che conduce proprio a quel transetto. Tale porta fu fusa intorno al 1180 da Bonanno Pisano, e unica porta scampata all’incendio del 1595 che semidistrusse la chiesa. La porta di San Ranieri è decorata con 24 formelle raffiguranti storie del Nuovo Testamento. Questa porta è una delle prime prodotte in Italia nel Medioevo, dopo l’importazione di numerosi esempi da Costantinopoli, (ad Amalfi, a Salerno, a Roma, a Montecassino, a Venezia…) e vi si ammira una sensibilità tutta occidentale, che si stacca dalla tradizione bizantina.

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le “lucertoline” che risaltano così lucide in mezzo allo scuro antico del bronzo, devono questa loro particolarità alla credenza popolare che toccarle porti fortuna soprattutto  agli studenti prima degli esami (.Pisa è  una famosa sede universitaria fra cui spicca La normale in cui studiano le eccellenze, le menti più dotate,  non solo italiane, ateneo tra i  più  prestigiosi di tutta Europa ) anche io ho contribuito moltissime volte alla “lucidatura ” delle lucertoline e credo proprio mi abbia portato la fortuna richiesta ( 🙂 )….peccato che ora la porta sia stata  transennata e non si possano più toccare11009084_864062553656628_5045400182302713353_n

questi piccoli fori che si susseguono irregolarmente sono chiamati le unghiate del Diavolo si trovano

sul lato nord, a sinistra della facciata davanti al Camposanto, ad altezza dello sguardo: in un pezzo di marmo di origine romana (come testimonia la decorazione a motivi vegetali che si può ancora vedere in parte a lato)

Secondo la leggenda si tratterebbe dei segni lasciati dal Diavolo quando si arrampicò sul duomo nel tentativo di fermarne la costruzione

Se vi capita di visitare il Duomo, cercate questi segni e provate a contarli: sempre secondo la leggenda il numero di queste non è mai uguale e più si prova  a contarle e più non tornano (dovrebbero essere circa 150).

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con un ultimo sguardo con scorcio al favoloso trittico di gioielli rinascimentali, mi accorgo che  sono a riuscita con questo post a malapena a farvi conoscere l’esterno del Duomo, nel prossimo ( o nei prossimi, non so quanto tempo mi occorrerà per completarlo) seguiremo le altre tappe dell’orologio cosmico,

DSC_1890vi saluto dalla mia dolce Pisa con il corteo storico che solennemente attraversa la città portando alto il suo vessillo glorioso

Ventisqueras

6) Istambul, Costantinopoli o Bisanzio? La città romantica-the romantic city

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Conosciuta come Torre di Leandro ( In turco Kiz Kulesi- Torre della ragazza-) così chiamata perché erroneamente associata al mito di Ero e Leandro che ebbe invece come scenario i vicini Dardanelli

cropped-istanbul-la-torre-di-leandro2si trova su un piccolo isolotto nell’ingresso  sud del Bosforo Üsküdar. ed è uno dei monumenti di Istambul così detti romantici   ( cliccare sull’immagine per ingrandirla, vale la pena 🙂 )

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Fu costruita in legno dall’imperatore Bizantino Alessio II nel 1110 per sbarrare l’ingresso del Bosforo con una catena di ferro tesa fra la torre stessa ed un’altra torre posta sulla spiaggia del quartiere di Manganae 

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Fu poi oggetto di numerosi restauri da parte degli ottomani finché nel 1763 fu eretta in pietra, a vederla da lontano stagliarsi contro il cielo rosso del tramonto sembra veleggiare incontro ai paesi del paradiso perduto…forse è  traendo ispirazione da questa visione che ho scritto il testo che segue

                                                                   …che nella pancia si rompe      ( L’isola che c’è )
– Oggi è agosto –
più qua, più là
non so.
Tutto si è formato
ha preso pieno possesso
è ondulato e perverso
fino alla linea puntuta
e folle dove giunge lo sguardo
.Ora è sera-sera d’agosto-
di sopra di sotto
lo so.
Un argine s’adorna di cristallo
s’agita, s’increspa
una stella mi tocca la bocca
-la prima che è sorta-
Rapido, sapido
uno scintillare di spine mi sanguina
di niente
quel nulla che scende
contorto
dal ponte
e nella pancia si rompe.
Ventisqueras

Günbatımı

la dolcezza del paesaggio è tale  che si può essere presi alle volte da una sorta di stordimento, così la descrive Edmondo De Amicis:

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“.Stanca quella successione interminabile di linee molli e di colori ridenti. E’ una monotonia di gentilezza e di grazia in cui tutto il pensiero si addormenta.

Bosph

Si vorrebbe veder scorgere tutt’a un tratto sopra una di quelle rive una roccia smisurata e deformata o stendersi un lunghissimo tratto di spiaggia deserta e triste, sparsa degli avanzi di un naufragio”

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 situata al centro di questo quartiere storico di origini genovese con strade piccole, buie, strette e magiche forse è  il punto culminante delle fortificazioni della grande Repubblica Marinara di Genova ed è la torre di Galata  ( he già, Romani, Veneziani, Genovesi, anche la Repubblica di Pisa, il Ducato di Amalfi, la Repubblica di Ancona, il Ducato di Gaeta ebbero colonie commerciali a Costantinopoli e parte sostanziosa nello sviluppo e nel commercio fra occidente ed oriente)
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Contemplare la torre nella notte, illuminata, è una vera meraviglia. E’ sopravvissuta a diversi terremoti e quando gli abitanti di Istanbul demolirono, nel XIX secolo, le mura genovesi, permisero che questa  torre  di favola rimanesse in piedi. E’ possibile prendere un thè per meno di un euro all’ottavo piano e, dall’alto, la vista a 360° della città è superlativa .
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Chissà che non sia proprio la possibilità di rievocare un tempo lontano, nel quale la città era circondata da villaggi, amici o invasori, ponti e porti, a rendere questa parte di Istanbul così straordinariab29acec457d781b291f269c5b7ccc619. Dalla torre Galata i genovesi probabilmente osservavano questo misterioso popolo ottomano che viveva nella città con il porto più importante del mondo. Da una parte l’Europa, dall’altra l’Asia e nel centro Istambul

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spesso i colori del cielo e del mare del Bosforo scintillano di tutte le sfumature dell’oro e allora la città che io amo definire” liquida” si trasforma in  liquido oro emergendo intatta dall’enorme crogiolo di una strega

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interessante farsi le due rive del Bosforo andando con un battello da una sponda all’altra con partenza da Besiktas fino al villaggio Anadolu Kavagi. Basterà acquistare un biglietto, confondersi con i turisti, e scoprire un’altra dimensione di Istanbul. Prima tappa, dopo aver superato il palazzo Ciragan (attualmente l’hotel più lussuoso della città)

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e saremo ad Ortakoy con la Moschea Kalenderhane , una ex chiesa ortodossa convertita in moschea dagli Ottomani
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Questo edificio rappresenta uno tra i pochi esempi ancora esistenti di chiesa bizantina con pianta a croce greca 
 fatih-sultan-mehmet-koprusuemozionante di notte il passaggio sotto il grande ponte inaugurato nel 1973
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per raggiungere la riva asiatica a Beylerbeyi che può vantare uno dei palazzi ottomani più belli ed altre preziosità qui sopra documentate
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                                 ringrazio per questa magica foto LucianoVettorato

Ho sognato della mia bella
m’è apparsa sopra i rami
passava sopra la luna
tra una nuvola e l’altra
andava e io la seguivo
mi fermavo e lei si fermava
la guardavo e lei mi guardava
e tutto è finito qui.

Nazim Hikmet

 

che cosa di più dolce per chiudere un post su” Istambul città romantica” di una Poesia d’amore scritta da un suo figlio?

Ventisqueras

Nave Amerigo Vespucci, il veliero più bello del mondo-

Bankoboev_Ru_parusnik_na_zakate                    Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina Militare Italiana

Pubblicai questa foto in   ” Notte di primavera all’Elba” suscitando moltissimo interesse, così ho pensato di dedicare  un  intero post a questo straordinario vascello

                          Il ritorno del marinaio

La prima cosa che vidi, furono i fiori

oltre i boschi che bruciavano il mondo,

poi, scarabei dorati, nelle dolci nottate di calde lune.

Di fronte alla mia nave, acqua australe

in solchi profondi, azzurri.

Frugava , il sole del Sud nei miei occhi il vento

riverberando il miele del ritorno.

Stelle in tasca, un brulicare festoso

( solo una manciata…)

di tutto il mio viaggiare furioso

a casa ho riportato.

( Ma non mi sono mai pentito

di essere partito e ritornato)

Ventisqueras

amerigo vespucci varo castellammare napoli                                Il veliero alla fonda in un giorno di tempesta con la bandiera al vento

marina il  vessillo della Marina Militare Italiana con al centro gli stemmi delle  quattro gloriose Repubbliche Marinare, partendo dall’alto il leone di San Marco per la Repubblica di Venezia,la Croce di San Giorgio per la Repubblica di Genova, una croce di Malta di origine bizantina è lo stemma della Repubblica di Amalfi,il quarto stemma è quello della    Repubblica Di Pisa,  che fu concesso alla città ghibellina ( cioè vicina all’Impero) dal Sacro Romano Imperatore Federico Barbarossa.   Successivamente  al centro fu inserita la croce, che stava a simboleggiare il popolo pisano,  fu concessa dal Papa Benedetto VII per aver liberato la Sardegna dal dominio Saraceno, nella conformazione finale sono state aggiunte per ogni braccio della croce tre sfere per un totale di 12 che rappresentano i dodici apostoli di Cristo

scusate se mi sono dilungata nella spiegazione sullo stemma pisano…ma come è noto io sono dichiaratamente di parte!!! 🙂

Le quattro città- stato sopra citate furono le principali Repubbliche Marinare italiane. Divennero potenze marittime e per secoli spadroneggiarono nel Mediterraneo, per questo in loro memoria e in memoria della loro potenza sono stati utilizzati i loro stemmi uniti insieme per creare il simbolo della Marina Italiana, ad indicare il fatto che l’Italia è da secoli un popolo di (grandi) navigatori, e che la nostra Marina è il risultato finale di una lunga storia e tradizione. La musica che accompagna il video è l’inno ufficiale della M.M. Italiana

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la sede, in Livorno, dell’Accademia della Marina Militare Italiana, è l’istituto di formazione degli Ufficiali, sorta il 6 Novembre 1881 dalla fusione delle Scuole della Marina di Genova e di Napoli, ereditate con l’unità  d’Italia

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una suggestiva immagine dell’interno dell’Accademia Militare Navale durante una cerimonia, sullo sfondo la grande alberatura dove i cadetti si addestrano al montaggio e allo smontaggio delle vele. Uno dei primi allievi, fu Manlio Garibaldi figlio minore dell’eroe dei due mondi.

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dalla teoria alla pratica…

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i cadetti del pieno del loro addestramento sugli alberi della Vespucci

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ed ecco finalmente il nostro magnifico veliero a vele spiegate, quando la nave è completamente invelata la velocità raggiungibile è notevole, considerando anche il suo peso! Il record di velocità è di 14,6 nodi. E’ stato stabilito dall’ammiraglio Agostino Straulino, al comando di questa nave nella Campagna d’Istruzione del 1965 … “spremendo” gli Allievi del corso Kon-Tiki.

 

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La superficie totale delle vele è di circa 2.635 metri quadri. Sono di tela olona (tessuto di canapa) ed hanno lo spessore tra i 2 e 4 millimetri. Sono composte dall’unione, mediante cucitura, di più strisce chiamate ferzi.

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uno straodinario incontro ” al vertice” in alto mare la goletta Palinuro, altro gioiello e nave di addestramento della M M italiana incrocia la Vespucci, in gara di eleganza e di bellezza, un incontro che non potrò mai dimenticare! mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo e trasportata in un istante in quel mondo romantico e magico della marineria a vela

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                                                                                     una visione fantastica di nave Palinuro

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            anche il cielo sembra mettercela tutta per onorare nave Vespucci  Regina del mare, ed ha inscenato una serie roboante di fuochi d’artificio!

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        splendido particolare della prua,   i fregi sulla carena sono rivestiti in oro zecchino

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La polena raffigura il condottiero Amerigo Vespucci che ha dato nome  al continente Americano   ed è realizzata in bronzo dorato.

 L’uso di porre a prua una  polena affonda le sue radici nell’antichità, quando la navigazione era  esercitata per necessità e queste figure a volte misteriose o terrificanti, all’origine servivano per spaventare i nemici o per essere protetti dalle divinità
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fu varata nei cantieri di castellammare di Stabia nel 1928, ma entò in funzione effettiva nel 1931

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non è a conoscenza di molti che la Vespucci avesse una nave gemella nella Cristoforo ColomboC ( qui  vediamo le due navi in una  rara foto dell’epoca) e che la stessa fu data come pagamento dei danni di guerra alla Russia, cosa inaudita per una grande nazione ha lasciato per incuria che lentamente si deteriorasse ( sembra che non avessero le maestranze adatte per il costoso restauro ) e poi distrutta in un incendio… veramente assurdo e inconcepibile!

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a bordo vige una disciplina ferrea,  ogni più piccolo particolare viene tenuto del più perfetto ordine

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notare le dimensioni del cordame

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nella crociera annuale di addestramento il veliero tocca tutti i più grandi porti del mondo, accolta sempre  con grande entusiasmo  dalle varie popolazioni che si mettono in  paziente  fila per visitarla

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…..ancora qualche straordinario particolare di nave Vespucci, preso dal web

 

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Il 3 marzo 1977, si verificò una terribile sciagura,  un aereo partito dall’aeroporto militare di Pisa con  38 allievi della prima classe dei corsi normali dell’Accademia Navale di Livorno, a bordo per una attività di ambientamento al volo, con  un ufficiale accompagnatore e 5 membri d’equipaggio,

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dopo circa 5 minuti dal decollo, si schiantò sul  Monte Serra, nel territorio di Calci, non ci furono superstiti, ogni anno vi si svolge una cerimonia commemorativa

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le cause della sciagura non furono mai chiarite, si parla di manovre azzardate da parte dei piloti per spaventare gli allievi al battesimo dell’aria(  pare fossero di routine)  stavolta finite in tragedia. Sul posto che domina la piana dell’Arno  e Pisa fino al mare ora sorge un sacrario, con un faro che nella notte brilla a ricordare quelle giovani vite così colme di speranze per l’avvenire che furono spezzate, ironia della sorte, loro votate al mare, sulle pendici di un monte che guarda il mare.

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per loro ho immaginato questo viaggio con manovre notturne di quella che doveva essere il loro sogno, la loro bellissima nave

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per andare incontro all’infinito

 

                Ventisqueras

                                                                       Per l’amica Giovanna -blogger ” Restlessjo”-

ecco il tuo Angelo Jo, l’ho scelto fra quelli più belli, è del Botticelli :

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angelo numero 45. SEHALIAH
Motore di tutte le cose

Coro degli Angeli Virtù
Da 10° a 15° dello Scorpione

Angelo Custode dei nati
dal 3 novembre al 7 novembre

grado di virtù :Promozione

un grandissimo ringraziamento all’amica blogger” Lemieemozioniimmaginarie”

che ha voluto dedicarmi il suo gradito award ” the very inspiring blogger”

http://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com/2014/06/23/the-very-inspiring-blogger-award/

questa appendice è dovuta al fatto che come ben avrete potuto constatare il mio attuale tempo ( o meglio, la sua mancanza) non mi concede di essere presente sul blog e quindi di partecipare come tanto amerei fare ai vostri pensieri nelle vostre case, fra poco partirò per il mio viaggio dell’agosto, e non so se riuscirò ancora a postare, quindi intanto vi saluto da qui, sperando di riprendere la mia attività in pieno nel mese di settembre

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE A TUTTI VOI AMICI E LETTORI

UN GROSSO BACIO

Ventisqueras

 

 

 

…a sollevarsi un bavero di piume ( l’Arno alla foce-Pisa-the Arno River at the mouth- )

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                         …a sollevarsi un bavero di piume

Su quello scoglio piatto
stravisto d’albe e tramonti a Bocca d’Arno
assorbo con lo sguardo un tessere fitto d’onde
trame obese in strati azzurri, immobili.

Ancora ti siedi
mentre il vento con carezza fonda
ti scompiglia i capelli.

Un fruscio dal trabucco, guizzano d’argento
i pochi pesci.

Copre il colore dei tuoi occhi il riflesso del sole
-come rabbrividiscono le nuvole!-

Si porge una velata parola
bloccata
là dove ferme spuntano le lacrime.

Lento
struscia l’aria un gabbiano
a sollevarsi un bavero di piume
simile ai mie pensieri che si stringono
in un cappotto di abbandoni
mentre l’ombra tua sullo scoglio si cancella

piano.

Ventisqueras

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Antonacci Domenico      Bocca d'Arno Acrilico su tela 40x80

per ingrandire cliccare sulle foto

L’Arno è il fiume della mia vita, srotola le sue anse argentate attraversando paesaggi di sogno da me vissuti ed amati, e sul filo del ricordo corre ad abbracciare il Mare Tirreno nella suggestione infinita di Bocca d’Arno , incoronato dalle Alpi Apuane  sullo sfondo,  grande attrattiva i cosiddetti ” retoni” o trabucchi  postazioni fisse di pesca   che conferiscono unicità al già incredibile paesaggio

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…. sembra

questa grande rete

insieme con la neve dei monti

pescare sogni, pescare sogni…

 

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e il mare in burrasca sa

che gli eroi sono fossili dimenticati

morti ai limiti dei sentieri della verità

 

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e vanno indietro nei secoli

la gloria della grande Pisa

Repubblica del mare, occhi perduti

nello scrosciare dell’onde

 

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fra l’icone dei pesci e i nidi di alghe

a ricercare

armature senza ossa e senza pioggia

perse nella battaglia della Meloria

e s’aggiunge fango sulla pietra dura

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un ronzare come voce d’arnia

sempre mi tocca

col lontano silenzio degli astri.

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mi raggiunge e mi porta lontano

una vela bianca lo stupore dei secoli a svelare.

Ventisqueras

 

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un grande balzo e lasciando indietro le ombre della storia torniamo ad oggi: Marina di Pisa  dalla riva sud dell’Arno con le grandi dighe frangiflutti a proteggere l’abitato

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e lo splendido porto turistico inaugurato nel 2013

                           Pisa, la vedova del mare

 

 

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un tempo il mare Tirreno arrivava fino alle porte di Pisa , nel medioevo quando Pisa era una delle quattro repubbliche marinare più potenti, la Cittadella era l’antiporto della città

 

Pisa_La-Cittadella_2539                    qui arrivavano le merci dall’oriente e partiva la potente flotta pisana per la conquista dei mari limitrofi, si trova nella parte di tramontana (a nord dell’Arno) ed era un’antica fortificazione eretta all’estremo delle mura cittadine, verso il mare. Nei pressi della cittadella si trovavano, e se ne trovano tutt’oggi i resti, gli arsenali repubblicani e quelli medicei, lì venivano varate le navi Pisane: agli inizi del Duecento, infatti, in seguito alle numerose ed importanti vittorie riportate dalla sua flotta in tutto il bacino del Mediterraneo, la Repubblica Pisana riunì in unico ampio spazio le intense attività cantieristiche.

Delle strutture duecentesche oggi restano gli archi di mattoni inseriti nel muro di difesa lungo l’Arno, oltre alle trecentesche arcate tamponate dei capannoni

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la flotta pisana in quel periodo soprattutto difendeva le coste dalle incursioni e dalle cruente razzie dei pirati Saraceni, che dalle coste della Sardegna o della Corsica effettuavano rapide scorrerie, in questo fu alleata anche con Genova e si deve all’unione delle due grandi repubbliche marinare se le coste del tirreno potevano stare relativamente  tranquille

 

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 in questa immagine nel contorno di un rosso tramonto si delineano i pinnacoli gotici

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della bellissima chiesa di Santa Maria della Spina

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subito a nord della città di Pisa l’Arno scorre fra visioni incantevoli della pianura pisana

qui in prossimità del piccolo centro di Caprona si trova la storica torre degli Upezzinghi,  si erge sulla sommità di una collina quasi completamente consumata da una cava. Recandosi da Pisa verso il monte Serra per la SP. 2 vicarese è impossibile non rimanerne colpiti , in un’irreale precario equilibrio,

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La torre è quel che resta di un antico castello che dominava la valle dell’Arno fino a Pisa e alla foce.  Si dice che da questo castello Dante Alighieri con le milizie ghibelline alleate Di Firenze e Lucca partecipasse alla battaglia di Cascina e prima, come osservatore, da quassù scrivesse i famosi versi citati nell’ Inferno all’interno della  divina commedia  contro l’odiata fazione guelfa di Pisa

Ahi Pisa, vituperio de le genti
del bel paese là dove ‘l sì suona,
poi che i vicini a te punir son lenti,

muovasi la Capraia e la Gorgona,
e faccian siepe ad Arno in su la foce,
sì ch’elli annieghi in te ogne persona!

molto irriverente contro di noi, vero? Ma il popolo pisano secondo a nessuno per arguzia e salacia la cambiò così:

Ahi Pisa, vita e impero delle genti!

questa a Padre Dante noi pisani  non gli si perdona davvero, he he

….e poi c’è anche il detto.” meglio un morto in casa che un pisano all’uscio”siete avvisati…ha ha, ma questa è storia vecchia con i lucchesi e i livornesi, queste antiche città perennemente in lotta fra di loro  ed anche ai giorni d’oggi è rimasto un sano campanilismo antagonistico  ormai rivolto quasi esclusivamente alle contese delle squadre di calcio

 

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ma torniamo là da dove siamo  partiti alla foce dell’Arno, dove il mare come un amante pentito che ha tradito la sua bella, sta cercando di riconquistarla e con tua la sua forza cercherebbe di avanzare nell’interno, per questo marina di Pisa è protetta da grandi barriere frangiflutti

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ma prima di salutarvi ancora qualche immagine  di questo splendido paradiso

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che è Bocca d’Arno

 

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Ventisqueras 🙂

 

 

 

 

 

 

….                     ……          

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