6 )- FærØer- Una giornata particolare –

 

Stunning coastal scenery located on the picturesque island of Vagar.

Il sole di mezzanotte è certo una delle più forti emozioni da provare alle latitudini artiche, è un qualcosa di indescrivibile quel rosso fiammeggiare  della nostra stella che  riesce a sorgere dopo solo quattro ore sia pure da un  tramonto in luci.  E’ sorto prima della  partenza dall’isola di  Vagar  per recarmi a Mykines

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Il faro alto nel verde è il suo simbolo

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anche se non è la prima cosa  che si vede arrivando su questa isola estrema e selvaggia

5534122687_349bb1cbf3_ocolonne di basalto circondano l’attracco  in questo grande fiordo,  un piccolo pontile, il mare un olio azzurro rubato a qualche tela di un grande pittore, ed anche il vento sembrava  eccezionalmente essersi addormentato

IMG_3998 il sole sorto a mezzanotte  volle farmi compagnia in tutto il suo celeste percorso in questa giornata particolare

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salendo al villaggio che è l’unico e da nome  all’isola tutto mi parve cristallizzato in quelle poche case colorate pennellate  da un vento a mitraglia lungo i fianchi scoscesi della collina

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qualche timido fiore, qua e là, fra l’erba

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timido e sparuto come questi appena visibili dietro una piccola bandiera delle Faroe all’ingresso di una delle sue caratteristiche case in legno

IMG_3401-2I coriacei lupini anche qui dardeggiano di rosa nel piccolo giardino di pietre tra un ruscello e le case colorate…e le case…già! solo quaranta come il numero degli abitanti di Mykines, ma coloro che vi risiedono per tutto l’anno, pensate, soltanto dieci e le case sempre abitate soltanto sei!

     Le case di Mykines

erano solo poche case

sotto quella grande luce addormentate

piccole e colorate

forse abitate dalle fate del Nord

avrei voluto che il tempo

abbagliato dal rosso dei  ricordi

bagnando l’idea, si fosse arreso

qui con me bloccato

dimenticando tutto quello

che c’è da dimenticare

e soltanto sognando

restare

Ventisqueras

 

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un tempo Mykines fu uno dei più grandi insediamenti di tutte le Faroe, nel 1940 vi risiedevano circa 170 persone

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io le immagino spuntate come funghi dalla terra queste case occhieggianti finestre bianche  e tetti d’erba, forse risalite dai lidi sotterranei dove abitano gnomi, fate, folletti e i mitici troll, di cui sono piene le fiabe dei paesi del nord!

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accanto alle case dai tetti d’erba non ci sono lussuose fuoriserie parcheggiate, ma barche colorate! a proposito dei tetti d’erba mi è stato chiesto come fanno ad impiantarli, diciamo che è piuttosto semplice, sopra i tetti di mattoni viene steso uno strato di 20 cm di terra e sopra questo seminati ( o trapiantati già  con la zolla ) piante grasse di un tipo particolare che rapidamente si estendono e non hanno bisogno di manutenzione, essendo la loro crescita in altezza molto limitata

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le strade sono molto strette e prevedono solo un passaggio pedonale o con animali da soma

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le donna abilmente sferruzzano pesanti maglioni con la pregiata lana delle loro greggi, ce ne sarà molto bisogno nella lunga stagione invernale

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ancora case, molto fascinose in questa livrea bianco-rossa che io non ho potuto ammirare

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gli interni presentano angoli molto accoglienti, molto riscaldati, ovviamente

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una tipica faccia di feroese

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DSC_0382forse è il gestore di Cristianshus l’unico B&B di Mykines, dove ci  si può fermare per trascorrere la notte

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ora ci allontaniamo dal villaggio per la passeggiata al faro ( circa 5 km ) è consigliato non soffrire di vertigini 🙂

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perché talvolta si cammina vicino agli strapiombi osservando da vicino le grandi colonie degli uccelli

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lo spettacolo è sempre più affascinante : per raggiungere il faro posto sull’isoletta di MykinesHòlmur si attraversa  un ponte-passerella lungo 40 metri e alto 35  gettato  sulla  gola di  Hòllmiògv

 

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7712589482_35f431b2c3_o e finalmente il faro! eccolo laggiù in lontananza…si staglia in uno  scenario  da urlo!

aa pulcia rallegrare il cammino spesso i buffi pulcinella di mare si affacciano ad osservare, per nulla spaventati, solo curiosi

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il faro è stato costruito nel 1909,

in una giornata di sole la prospettiva è scenograficamente esaltante

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l’sola di Mykines appartiene alla parte di più antica formazione delle Faroe, essendosi creata da eruzioni vulcaniche circa 60 milioni di anni fa, in seguito ad una eruzione più recente si sono formate lunghe fenditure nella terra, riempite in breve tempo da lava che ha prodotto grandi vulcani piatti, nella gola do Hòlmgiògv se ne possono osservare alcuniMykines-lighthouse-Faroe-Islands-Denmark-2

 situato nel posto più occidentale dell’arcipelago non ci sono più confini,
solo il mare a fronte  del faro, a perdita d’occhio

maxresdefaultyuuna giornata particolare, certo, di solito Mykines si presenta così: avvolta dalle brume e con il mare urlante che scaraventa onde gigantesche sulle rocce…ci è stato detto dagli isolani che il sole ci ha seguito fin qui dall’Italia, con un sorriso annuisco…ma sarà poi così potrebbe aver fatto troppa fatica, no? ha ha 🙂

Ne ho parlato molto di questo gioiello selvaggio su cui ho lasciato un pezzetto di cuore più delle pur bellissime città sì, ma troppo occidentalizzate e saluto Mykines con tristezza …chiudendo questo a quasi un anno dalla mia partenza è come se lo lasciassi per la seconda volta!

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ho iniziato con un cielo rosso e così voglio finire, che sia un’alba o un tramonto a queste latitudini si sa, non ha  molta importanza è la rossa luce che domina e comanda…buon tutto!

Ventisqueras

Fiordi della Norvegia 1-Incontro al traghetto -Meeting at the ferry

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improvvisamente la strada finisce

dove il fiordo incombe, oziando nel grigio.

Statico, nella foce silente, piatto il cielo ricade in mare
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rade bave di vento scoprono un gravare di oscure montagne
pennellate di candori nevosi non riescono a superare
la composta tristezza che s’accumula

 

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Il traghetto, lento, s’accosta

e un confuso vociare si trasforma in un idioma familiare!

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Infondo alle selle, bagagli, chitarre, corna di renna affastellati, sono motociclisti fiorentini di ritorno da Capo Nord, la nostra meta

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Due minuti, dieci…siamo gia tutti amici! domande, racconti, consigli, risate e il tempo corre veloce, già per noi è ora d’imbarcarsi e per loro di riprendere il lunghissimo viaggio che li riporterà in Italia, magari faranno ancora di questi incontri!

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accompagnandosi con le chitarre ci vengono a salutare

” vagabondo che son io..”

dal traghetto, gli si risponde…
vagabondo che non sono altro…

I norvegesi sorridono, in disparte
con quel fare composto e distaccato,
non gli e’ forse dato capire quanto questo breve incontro
abbia, il grigiore di questo cielo,  di sole “nostro” scaldato!…
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                                               fra scenari fiabeschi
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                                                                          e strani incontri
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                                                                    il viaggio prosegue verso Tromso
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splendida in un giorno di limpidissimo azzurro – stupisce ed incanta Tromsø ,in  sami che è l’idioma lappone  è   Romsa, detta anche  la Parigi del Nord  per la sua bellezza ed amore per l’arte e la gioia di vivere,   è la città più grande del Nord Norge ( Norvegia settentrionale) e la seconda più grande della Lapponia (la prima è Murmansk, in Russia). Emozionante la gita in funivia con l’abbraccio all’intero fiordo, Il centro cittadino è situato su Tromsoya(Isola di Tromsø) .
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 l’agglomerato urbano si sviluppa anche ad est, sulla terraferma, con Tromsdalen (“La valle”) e ad ovest su Kvaloja  (Isola delle balene). Da entrambi i lati ci sono ponti che collegano il centro con le periferie, ed anche un tunnel sottomarino verso Tromsdalen
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 è dominata dal monte Tromsdalstinden (il picco di Tromsdalen), situato ad est sulla terraferma
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il lunghissimo ponte che unisce l’isola al continente conferisce un notevole fascino all’atmosfera notturna
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                    proprio vicino allo sbocco del ponte si erge maestosa e candida la chiesa di legno e vetro chiamata anche  Cattedrale Artica
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                                                                                 luminosa e suggestiva
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                                                              spettacolarenell l’interno con le moderne e maestose vetrate
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In quest’area sono vissuti Norsemen e Sami. Si crede che Ottar di Hålogaland, capo e avventuriero vichingo, che ha vissuto qui negli anni 890, abbia abitato la parte più meridionale dell’odierno comune di Tromsø. Egli descrisse se stesso come “l’uomo più a nord di tutti i norvegesi”, nonostante le aree ancora più a nord fossero popolate dai Sami
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                                                  la città è conosciuta   come punto di partenza per le spedizioni Polari,

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Il Norge. dirigibile ideato dal comandante esploratore italiano Umberto Nobile
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Il generale Umberto Nobile all’aeroporto di Ciampino nel 1926, in partenza con il dirigibile Norge per le isole Svalbard dove Roald Amundsen si unirà a lui per effettuare la prima trasvolata sul  Polo Nord
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nel 1928 due anni più tardi, Umberto Nobile a capo della spedizione italiana, con 16 uomini di equipaggio parte dalla Baia del Re per la sfortunata e tragica impresa con i dirigibile Italia, e sempre da   Tromsö parte  un aereo messo a disposizione del governo francese per i soccorsi: alla spedizione dispersa sui ghiacci del polo: il Latham 47 condotto dal pilota René Guilbaud. A bordo c’è anche Roald Amundsen , che nonostante i  contrasti avuti  con Nobile durante la  spedizione col Norge , si è offerto fin da subito di partecipare alle ricerche.
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Roald Engelbregt Gravning Amundsen (Borge, 16 luglio 1872 – Mar Glaciale Artico, 18 giugno 1928)
grande esploratore norvegese, fu  primo a raggiungere il Polo Sud (nel 1911-12
 Da questo suo atto di generosità e di coraggio, nella ricerca dell’amico disperso, si compie il suo destino : mai più farà ritorno alla base e mai più sarà ritrovato scomparso, assorbito dai ghiacci che furono la sua ragione di vita.
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                in pieno contrasto con  le foto antiche sopra presentate, questo gruppo di  architetture avveniristiche
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prima chiesa sull’isola di Tromsøya fu eretta nel 1252 durante il regno del re Haakon IV di Norvegia e fu chiamata Ecclesia Sanctae Mariae de Trums juxta paganos ( Chiesa di Santa Maria a Troms presso i Pagani). A quel tempo, era la chiesa più settentrionale al mondo. Quasi contemporaneamente, venivano costruite delle mura per proteggere l’area dalle incursioni nemiche dalla Carelia e dalla Russia.
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                                   il monumento al baleniere, da Tromso partivano numerose le grandi navi oceaniche per la caccia ai cetacei, fonti di lucro e commercio per l’intera zona
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                                                          Anche i dintorni sono spettacolari,
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L’area è stata abitata fin dalla fine dell’ultima era glaciale. A Tønsvika, appena fuori città, sono state ritrovate tracce di insediamenti risalenti alla tarda età della pietra.
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                                                 la natura che nel corso delle brevi estati esplode con tutti i suoi sgargianti colori
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e poi c’è la magia del sole di mezzanotte ,quello  che potrebbe sembrare un tramonto ma che incredibilmente nei suoi rossastri vapori è un’alba maestosa

Tromsø si trova a circa 350 km a nord del circolo polare artico e dal 21 maggio al 23 luglio è possibile ammirare il fenomeno del sole di mezzanotte ,  si verifica al di sopra dei circoli polari dove il sole non scende mai sotto l’orizzonte e di conseguenza non cala mai la notte

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Nei mesi invernali, dal 23 novembre al 18 gennaio compresi, il Sole non sorge al di sopra dell’orizzonte ma, a causa del crepuscolo, non si verifica mai totalmente il fenomeno della cosiddetta notte polare. Infatti, anche nel giorno del solstizio d’inverno, l’elevazione massima del Sole raggiunge quota -3°, ovvero si trova 3 gradi sotto l’orizzonte, sufficienti per avere la diffusione necessaria a garantire la presenza della luce.

Il 21 gennaio di ogni anno Tromsø festeggia il “giorno del sole”, Soldagen

 

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a queste latitudini si può ammirare l’incredibile spettacolo dell’aurora boreale, che con i suoi colori e il fruscio che da loro emana ci fa sentire a stretto contatto con i misteri del cosmo e dell’infinito

 

questo viaggio l’ho compiuto alcuni anni fa,  anzi, questi viaggi, perché ho avuto l’opportunità di salire più volte in Scandinavia e di innamorarmi perdutamente  dei suoi favolosi scenari ancora fortunatamente in gran parte selvaggi e naturali, tornerò ancora a parlarne,
a presto e grazie della compagnia e dell’affetto che, nonostante la mia prolungata assenza ancora mi dimostrate 🙂
                        Ventisqueras

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