1)-Civita di Bagnoregio- Viterbo- la città fra le nuvole- Le fiabe che vanno scomparendo-the city in the clouds-fairy tales that are disappearing-

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a capitarci così,  in un giorno di nebbia quando  la piana è sommersa dalla sua  coltre ovattata e solo la sommità del vecchio borgo di Civita affiora da un ipotetico nulla

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ecco che ritorna prepotente il sogno delle fiabe che vanno scomparendo lasciando scie di malinconia come lontane comete assorbite dai buchi neri all’origine dell’universo

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un’isola incantata sospesa tra sogno e realtà
431_1civita ed anche quando la nebbia si dirada resta il sogno, immutato nel tempo

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una immensa luna piena che troneggia, alta, riaccende la magia e  si pensa di  non stare più sognando ma che le comete di ghiaccio ritornino a portare la luce della Bellezza rapite  da un lontano universo

queste parole che sembravo cadere dal cielo mi danno modo di rendere omaggio ad un  “alieno” da poco ritornato nel suo mondo, il grandissimo “Duca Bianco”

Alla luce del sogno

Tra nere farfalle una chiara fontana di luna

zampilla

abbandonati i bianchi serpenti della nebbia

arde un falò di luce indossando collane di stelle

vaga inconsapevole in un tremore d’argento

a un ritmo che non muta

sanguinando trafitta dal pugnale del tempo.

Ventisqueras

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                                                  La valle dei Calanchi

onde sonore come candide schiume marine increspano la valle dei Calanchi che si estende tra il Lago di Bolsena ad ovest e ad est la valle del Tevere nel comune di Bagnoregio

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emozione tattile perduta nel trascorrere dei millenni morfologicamente disegnata dalla corrosione dei fiumi e dele frane. Il territorio è costituito da due formazioni distinte  per cronologia e tipo.

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quella  più antica è argillosa, di origine marina, costituisce lo strato base più soggetto all’erosione nelle cui pieghe scorrono torrenti impetuosi, e una vegetazione perlopiù composta da canneti, rovi e bassi cespugli

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in questa vegetazione esistono piccoli fiori molto coriacei che resistono nelle zone di aridità come le splendenti ginestre, i frutti dei rovi le succulente more selvatiche, i delicati cystus o rose canine che ingentiliscono i calanchi

gli strati superiori sono costituiti da materiale tufico e lavico, la veloce erosione è dovuta oltre che all’opera dei torrenti e degli agenti atmosferici

View of the old town of Bagnoregio before sunrise

anche alla mano dell’uomo che ci ha messo del suo con un feroce disboscamento.Su questi materiali relativamente meno friabili poggia  Civita di Bagnoregio detta  -la città che muore- in assoluto uno dei borghi più belli  e suggestivi al mondo.

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furono gli Etruschi circa 2500 anni fa a fondare Civita, ( purtroppo non ci   è stato tramandato il nome da loro  scelto per questo sito ) Posta lungo una delle vie più antiche italiane che congiungevano  il Tevere – a quei tempi grande via di comunicazione fluviale del centro Italia- al lago di Bolsena,

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all’antico abitato di Civita si accedeva mediante cinque porte

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oggi quella detta Santa Maria della cava  è rimasto l’unico accesso

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con queste incredibili visioni di Civita finisco qui la sua presentazione, nel prossimo post ci  addentreremo nella magia del borgo costruito su basi etrusche, proseguito dai romani, ed ancora rivestito da pietre medioevali e rinascimentali. A presto,dunque, un grazie e un abbraccio da

Ventisqueras

Angeli -1-

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Lei giunse…

Al tramontare del sole lei giunse,
non si fece fretta.

Ebbi tempo i capelli di ravviare
un raggio  di luce il verde nei miei occhi
lasciò brillare.

Lei giunse e mi disse piano:
“andiamo ”

Non si fece fretta.

I secoli sono passati i neri cavalli
si sono fermati nell’orbita aureolante
delle sette lune.

Lassù

ho lasciato il mio cuore che ancora
palpitava d’amore.

 

Saturno

Tutti noi abbiamo Angeli che ci aspettano nell’immensità del mistero, o perlomeno è dolce immaginare che così possa essere, ed allora quando per noi giungerà ” Lei “, il distacco dagli affetti che ancora ci legano qui sulla Terra non sarà tristezza, ma Speranza, quella del giorno che forse potremo ricongiungerci con loro.

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Questo mio post vuole essere come un arcobaleno teso fra noi e l’infinito, incontro ai nostri Angeli.

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                 La voce

… mamma,
quante volte ti ho chiamata,
la mia voce s’e’ consumata.
Mamma….Mamma, parola che ora è
pianto di ricordi.
Mamma,
prima luce nel mattino
stella di carezze, ombra tiepida e sicura
più non ti chiamo, più non mi rispondi
il tuo sguardo fiero mi nascondi,
tu che tutto mi hai donato nulla più mi dai,
ma dalla terra dove ti disfi e tutta ti consumi
ecco, ti sento ancora mi parli

mi dici di non avere paura:
là, dove alta la luce vive, il buio si dimentica,
il canto degli angeli è l’unica voce
che, in larghi cerchi
in alto sale.

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…e ti sedevi

…e ti sedevi accanto alla porta del giardino,
nei tuoi occhi stanchi, fasciati d’azzurra malinconia
entravano folate di stupori che ti facevano tornare bambina

nel tuo cestino dei lavori sempre fiori,

fiori di trina, che ancora ricamerai lassù

dove il mio amore t’indovina.

 

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E morte

E morte, atrocemente non si piegherà più
col suo dominio spurio sui tuoi occhi chiusi,
è entrata in te dalle fessure aperte nelle tue ossa
che le hanno ceduto, è uscita con un
sospiro assoluto dalla tua immobile bocca
come un taglio dritta e tesa
ora ti è asciutta, sconosciuta
E morte
col suo manto d’oscura bragia, danzò una danza
di spasmi sul tuo sorriso, ti prese per le gocce del
tuo sangue, ti assorbì per gioco.
Una incerta crisalide involuta restò di te,
presa ai piedi e al gomito
da un assurdo rombare di stelle.

A Paola

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I campi del paradiso

A te piega il cuore in solitario canto
amica  che hai lasciato le pene che ti tenevano afflitta
in questo mondo

esilio d’oscuri sensi in cui si cambia
splendore di campi d’alba,
eterni.

per Ely

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        Langue sulle ciglia una pena di stelle

Langue sulle ciglia una pena di stelle
tremano
stoffe setose dal vento frustate, si legano
nastri di rossi arcobaleni notturni
ad affondare nella pace cruda di spazi muti
negli strati più profondi dell’anima

non teme l’artiglio degli anni l’azzurro di conchiglie
risuonante la canzone dell’Amore perduto
– amore che non ha più frecce a trafiggere denti-

silenzio ( dove mi porti? t’appoggi
alla finestra di luna oltre il gomito aguzzo del monte
gratti sangue all’aurora di baci con grande rumore
dorato )

tagliò la foresta tutta la neve caduta
sulla punta acuminata del mio pensiero segreto ( non
mi svegliare amore per sempre perduto e mio
per sempre
non mi destare
dormirò nel riflesso dei tuoi occhi chiusi
per sempre)

    *

l'angelo

Il termine Angelo ha origine dal latino angelus, a sua volta derivato dal greco ἄγγελος, ánghelos, che significa inviato, messaggero.

La loro esistenza è una verità di fede confermata dalla Sacra scrittura e dalla tradizione cattolica. Secondo una definizione di sant’Agostino il termine angelo non definisce l’essere della creatura bensì l’ufficio o il compito assegnato da Dio.

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Nella Chiesa cattolica gli angeli assumono una dimensione fortemente cristologica. Essi annunciano Cristo, lo servono, ne sono messaggeri, sono creati fin dalla loro origine in funzione del suo regno.
Assistono e proteggono la Chiesa e la vita umana, per questo vengono invocati nelle celebrazioni e nelle preghiere dei credenti.

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Nel nostro comune immaginario l’Angelo può essere un tramite tra l’essere umano e Dio, e dopo la morte di persone care esse stesse diventano angeli col compito di proteggerci e consolarci dal cielo, ovviamente nessuno può avere certezze di questo, ma è certo un modo per lenire la mancanza di chi si è amato e non è più presente nella nostra vita

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nel ringraziarvi e salutarvi nell’ultimo post, avevo messo un imprudente ” A presto”, mi è stato chiesto da un amico caro se  questo termine poteva significare ” un paio di giorni”….in realtà questa parola non poteva avere un tempo definito, era piuttosto una speranza e una promessa, i miei tempi per restare con voi non sono ancora giunti, ma credo  che ormai manchi davvero poco,
Nel giorno della ricorrenza della festa della mamma, non volevo far mancare un pensiero alla mia, amatissima, e a tutte le mamme , chiedendo a chi ha la gioia di poterle avere ancora vicino di non farle mai mancare in modo tangibile  il nostro amore di figli.
Vi abbraccio tutti con affetto
Ventisqueras

 

 

 

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