2 ) Ötzi, la mummia del Similaun, la transumanza, la bara di ghiaccio-Ötzi, the mummy of Similaun, transhumance, the ice coffin

05022011385-736316 1168 ed ecco l’alba sulle montagne della Val Senales, le notte si schiara fino ad ingentilirsi nel rosa e la luna si sbianca osservando da lassù uno scenario che forse dalla sua lontananza percepisce come nulla fosse mutato da 5200 anni fa

 

Ascoltando salire l’alba da una notte di sogni silenziosi

 

Ascolto sogni silenziosi nella notte

salire rapidi dagli alberi

ascolto come fosse l’alba del mondo

in un suono rosso d’inconsapevole nebbia

ascolto le origini dei ricordi, di tutti i ricordi

ascolto passi di una neve disciolta,

di ghiaccio perforato dalla mente del tempo

e l’alba nuda, rosata

oscenamente distesa sui monti, ascolto

di sogni impalliditi con la luna

Ventisqueras

art03_rekonstruktioned ecco ricomparirmi a fianco il misterioso amico, che idealmente e silenziosamente mi sta accompagnando nei luoghi del suo ritrovamento

 

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era salito fino quassù lasciando dietro di se nelle valli l’autunno per incontrare le prime nevi, certo, la stagione era quella, un corredo di foglie e piccoli rami spezzati trovati lì accanto sta a confermarlo

03_39_are_f1_970_resize_526_394nessuno può sapere perché quel giorno fosse salito fin quassù, forse non era solo aveva gente del suo clan con se, forse erano saliti per cacciare, per fare provviste per l’inverno per le loro famiglie , sono stati ritrovati nel suo bagaglio gli strumenti per farlo, ma nessuno può saperlo

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Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
la vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
move la greggia oltre pel campo, e vede
greggi, fontane ed erbe;
poi stanco si riposa in su la sera:
altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
al pastor la sua vita,
la vostra vita a voi? dimmi: ove tende
questo vagar mio breve,
il tuo corso immortale?

                                   Giacomo Leopardi

a me piace immaginare che Otzi fosse un pacifico pastore e insieme agli altri compagni fosse salito all’Alpe  per la Transumanza

non perdetevi questo video A SCHERMO INTERO  è STRAORDINARIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO !!!!!

mi ha profondamente commossa l’immagine del pastore che sopraffatto  dalla fatica si è lasciato cadere addormentato sul prato, al suo lato gli scarponi, ai piedi ruvidi calzini di lana…

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Già da millenni ogni anno, a metà giugno, le pecore attraversano il valico alpino per spostarsi da Senales e dal Sonnenberg di Silandro ai pascoli estivi dietro la Ötztal (Austria).
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Gli antichi sentieri restano segnati come cicatrici dal passaggio della lunga fila dei transumanti; su in alto il loro transitare rimane disegnato sul candido della neve.
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In certi tratti del cammino capita che tutto si stemperi nell’ incognita della nebbia, quando il paesaggio scompare nel grigio denso del respiro di chi fatica a procedere.E’ uno scenario unico e stupefacente, un ritorno alle origini e alla purezza della vita.
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La transumanza è una pratica antica che consiste nella conduzione stagionale di mandrie e greggi, da aree montane verso zone meno elevate e viceversa.

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Chi ha partecipato a questo spettacolo primitivo non lo dimenticherà mai. Il felice ritorno di oltre 3.700 pecore e 300 capre è accolto con grandi  festeggiamenti a valle , centinaia di turisti seguono a gruppi  questa emozionante migrazione essa è patrocinata dall’UNESCO DEFINITA PATRIMONIO NATURALE DELL’UMANITA’
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lentamente le greggi scendendo dai luoghi impervi  raggiungono le valli fiorite
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e i luoghi abitati
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 fino a raggiungere il lago, luogo di raduno e d’incontro
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 con i turisti per la grande festa per la fine della transumanza
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ed ora qualche immagine straordinaria dei bellissimi cani pastori tedeschi delle Alpi da sempre i migliori compagni di lavoro per gli uomini delle greggi
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finalmente mi sto incamminando al Similaun
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nel luogo esatto dove due coniugi alpinisti tedeschi videro emergere dal ghiaccio Otzi
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 qui è stata deposta una lapide a ricordothumb_5f5300ec50
 così, in questa esatta posizione Otzi rcomparve dal buio dei secoli
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 e questo è il suo ipotetico volto ricostruito….ma ne parlerò nel prossimo post di questo straordinario ritrovamento che ha illuminato di luce il vissuto dei nostri lontanissimi avi, a presto con Otzi, dunque.
Ventisqueras
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50 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. vever02
    Nov 13, 2014 @ 18:41:00

    La mummia di Ötzi, fa parte del nostro patrimonio
    umano, fotografie meravigliose autunnali, ci mostri molto bene la transumanza delle pecore nella montagna, hai fatto un lavoro grazioso fotografico. Grazie.
    Ayea una bella fine di sera. Hervé

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  2. massimobotturi
    Nov 13, 2014 @ 19:11:21

    talent scout della bellezza, per fortuna ci sei

    🙂

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  3. Martina Ramsauer
    Nov 13, 2014 @ 19:20:33

    Sono molto fortunata di essere la tua amica, perché mi fai vedere una zona con una tradizione stupenda che ci fa ritornare alle origini e alla purezza della vita.Vedo delle similitudini con l’Africa! La tua passione, le tue foto e video mi fanno battere più forte il mio cuore:) Ti ringrazio tante per quanto mi insegni. Un grande abbraccio.

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    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 17:11:56

      ciao Martina, la fortuna dell’incontro, credi è reciproca, splendido essere unite dalla stessa ricerca e dai medesimi ideali
      he sì, amerei molto fare un viaggetto un po’ lungo, ma ora sono in fase di quasi-riposo e devo accontentarmi ( per così dire) dci qualche week non molto lontano da casa e della neve sulle ” mie” montagne nelle festività natalizie,
      a presto mia cara, con un grande abbraccio molto affettuoso

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      • Martina Ramsauer
        Nov 21, 2014 @ 10:46:00

        Ti ringrazio, cara AnnaLisa, per la tua cara risposta e spero allora che tu non soffra troppo del tuo quasi-riposo! Per i viaggi lunghi c’è ancora tanto tempo!!
        Buon tutto, cara e a presto.

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      • ventisqueras
        Nov 21, 2014 @ 17:16:48

        oh, no, cara, io cerco sempre di essere contenta di quello che ho,sfruttando al meglio le occasioni che posso avere, difficilmente mi annoio o sono scontenta, ho sempre mille interessi e mille motivi da ricercare…del resto anche tu mi sembra che non scherzi in quanto ad interessi multiformi!
        un grande abbraccio 🙂

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  4. Maria-Lina
    Nov 13, 2014 @ 21:45:22

    Oh Ventis che è bello, il video ed i tuoi foto wow sono magnifiche! È talmente interessante questa transumanza delle pecore… Un grosso grazie per questo meraviglioso divide! Bacio e buona serata tutta dolce!

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    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 17:14:36

      buonasera cara amica, mi spiace solo che non risulti presente nello splendio video lo scampanellio delle migliaia di pecore che riempiva di echio le valli…è stato qualcosa di magico…ti giuro che non avevo mai sentito una simile armonia ( molto assordante ha ha ha)
      grazie mia cara a presto

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  5. anotherday2paradise
    Nov 13, 2014 @ 22:57:49

    Marvellous photos and narrative, Ventis. The story of the ancient Iceman is very intriguing. To think he’d been laying there undiscovered for so many centuries. What an exciting find! I think he must have had a very hard life, I’m glad he is remembered today. 🙂

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    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 17:16:45

      Perfetto Silya! molto, molto intrigante…se ne vorrai conoscere tutti gli asltri segreti spero di poterlo fare in un prossimo post, avvrei dovuto completarlo in settimana, ma sono stata impegnata col lavoro, e non sono riuscita, mi dispiace molto
      un grande abbraccio

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  6. sileno
    Nov 14, 2014 @ 00:30:49

    Incantato e ascolto anch’io “di sogni impalliditi dalla luna”

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  7. YellowCable
    Nov 14, 2014 @ 02:27:05

    Discovery of the iceman and we attempt to reconstruct his face are indeed intriguing. I could not help wondering why he was at the place, where he was traveling too, how he died, and so on.

    I love the picture of the young girl holding the sheep.

    Nice post!

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    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 17:25:22

      Buona sera amico, e grazie delle belle parole, come tu stesso hai ammesso la storia di Otzi, è troopo interessante e mi occorre molto spazio per dedicargli una adeguata ambientazione, ho voluto farlo lentamente raccontando il mio viaggio nei luoghi che lo videro in vita, nel prossimo post che sarà l’ultimo sulla storia racconterò tutto quanto mi chiedi e molto altro ancora, purtroppo in questi giorni non ho avuto tempo per farlo perché questo mi richiede molta attenzione, ma penso presto di poterlo fare
      un grande abbraccio affettuoso

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  8. bleuemarie
    Nov 14, 2014 @ 09:07:20

    Destin fascinant que celui de Ötzi !
    Et merveilleuses photo de la transhumance
    Bonne journee

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  9. Anonimo
    Nov 14, 2014 @ 10:00:19

    voilà! un’altra delle tue magie!
    vado di fretta stamane, sto lavorando accompagnata dalla musica stupenda del video ( adoro il violoncello e il piano)
    torno a gustarmi tutto con calma
    felice giorno maga della bellezza!
    Mirella
    🙂

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  10. ladyfi
    Nov 14, 2014 @ 19:23:19

    So much beauty! Incredible.

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  11. Massi
    Nov 14, 2014 @ 20:10:31

    Beata te ,sempre in giro sei a fare la bella vita:)
    Ke bei posti che ci fai vedere,grazie ancora Ventisqueras
    Massi

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  12. domenica luise
    Nov 14, 2014 @ 21:05:37

    Quello che commuove, nei tuoi post, è l’entusiasmo insieme a una pienezza: sei affascinata dalla natura, dall’essere umano, dalla poesia e tutto questo in te trova eco profonda.

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  13. Denise
    Nov 14, 2014 @ 21:11:26

    Bonsoir chère Ventis, participer à une transhumance et toujours émouvant. Tes photos sont magnifiques et merci pour les mots que tu écris sur Otzi.
    Lorsque l’on voit une fois une transhumance, cela reste dans notre coeur.
    Douce soir chère amie et doux week-end.
    Gros bisous avec toute mon amitié 🙂

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    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 17:39:51

      buona sera cara Denise, abitando abbastanza vicina alle Alpi mi sembra di capire che anche tu hai potuto assistere allo spettacolo della transumanza, allora anche tu sei molto fortunata!
      Quando scendono verso la valle sembrano un fiume che rotola e salta e quello scampanellio è come un lungo suono a festa, non riuscivo a togliere un istante lo sguardo, ed ero intenerita specialmente dagli agnellini …avrei voluto poterli accarezzare tutti ( io sono quasi vegeratiariana, ma in particolare non ho mai voluto mangiare carne di pecora)
      grazie per la tua sempre graditissima presenza
      ricevi un abbraccio molto affettuoso

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  14. M-R
    Nov 14, 2014 @ 21:31:06

    Oh, Annalisa – questo è così … meraviglioso! – così bella! E la tradizione continua per tutto il tempo in quanto vi sono pastori nell’Alto Adige. Questo fatto da solo fa venire le lacrime agli occhi. Grazie di cuore per tutte queste immagini straordinarie.

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    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 17:42:17

      Sì, carissima amica Margherita Rosa, tutte le parole che hai detto sono vere…fino quando ci saranno uomini che affrontano un lavoro tanto umile e duro ma così meravigliosamente vero e puro l’umanità sarà salva!
      un grazie grande, grande e un grandissimo abbraccio affettuoso

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  15. lamaisondesmarguerites
    Nov 14, 2014 @ 21:55:57

    J’ai passé deux ou trois nuits à Bolzano, il y a quelques années et j’ai parcouru, en voiture, la montagne proche. Je me souviens de paysages magnifiques et de la couleur d’un lac d’un vert bronze profond et topaze, merveilleux.

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  16. Anonimo
    Nov 14, 2014 @ 22:43:48

    eccomi qui con tutta l’attenzione che merita questo bellissimo post.Mi è piaciuto soprattutto il tuo modo di accompagnarci e di farci accompagnare, dall’ombra di Otzi, questo ha reso un fascino incredibile alle tue parole fino a farci attendere con curiosità quello che ancora su di lui saprai raccontarci, Luca mi aveva chiesto di cercare notizie sul Web, ma io gli ho risposto” Aspettiamo quello che ci dirà Annalisa” sono certa che saprà farlo in modo molto più interessante!
    Grazie mia cara, sono rimasta incantata anche dal testo poetico, non solo quello delle rime, ma quello di cui è intriso l’intero post.
    Passa una dolce notte, e non lasciare impallidire i tuoi sogni con la luna!
    🙂

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  17. annamaria49
    Nov 15, 2014 @ 21:24:33

    Bellissimo post, cara Ventis, ora scopro che ti chiami Annalisa, le foto, le descrizioni e tutto l’insieme è molto interessante, sei bravissima e ci metti tanta passione. Otzi è un ritrovamento straordinario, trovare prove tangibili dei nostri lontanissimi predecessori è affascinante.
    Buon sabato sera.
    un abbraccio
    annamaria

    p.s.(ho letto da Domenica Luise che non riesci ad entrare da me, mi spiace davvero, non so come sia successo e non so neanche come si faccia a sbloccare l’accesso. Secondo me deve essere un problema della piattaforma e io non so neanche risolverlo mettendomi in contatto con loro, perchè una volta che ho tentato di farlo per avere spiegazioni riguardanti un problema che mi sta a cuore, non compare la grafica dei commenti recenti, non sono riuscita a decifrare ciò che appariva.

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    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 18:07:06

      Cara Annamaria ( abbiamo una parte di nome in comune, he? 🙂 ) hai visto? sono una testarda e sono comunque riescita a salutarti nella tua casa, ora mi sono segnata il post da cui riesco a raggiungerti ha ha!!! )
      ti ringrazio tanto delle gentili parole, sai fino da bambina sono sempre stata affascinata dalle storie che raccontavano i vecchi contadini nelle aie e forse da questo ho sempre avuto curiosità di sapere di più della vita che pur progredendo, infondo non è mai tanto diversa, l’ho fatto dire anche alla “mia” Luna
      ti auguro una sera lieta, gentile Annamaria, un grosso abbraccio affettuoso

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  18. Mr.Loto
    Nov 17, 2014 @ 11:52:09

    Il tuo post ha un sapore antico; il video è effettivamente bellissimo … e mi ha fatto pensare a quanto la vita è dura in certi ambienti ma quanto, quella stessa vita, venga vissuta con orgoglio e serenità….mentre noi nelle città confortevoli seduti davanti ad un pc, al caldo d’inverno ed al fresco d’estate, spesso non riusciamo più ad emozionarci ed animarci davanti a nulla….
    L’essere umano è fatto per vivere in simbiosi con la natura, e secondo me è soltanto li che può ritrovare la sua reale dimensione…
    Un saluto.

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    Rispondi

    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 23:47:21

      L’essere umano è fatto per vivere in simbiosi con la natura, e secondo me è soltanto li che può ritrovare la sua reale dimensione…
      carissimo e saggio amico, con queste parole hai sintetizzato il mio pensiero, ma non è possibile che un essere sensibile e appassionato, anche se distratto dagli agi della vita moderna non si lasci ancora affascinare e trascinare dal vortice della bellezza e dal profumo antico delle tradizioni che si rinnovano specialmente tra le montagne che forse restando più riparate dal vortice della vita moderna continuano a innamorarci
      ti auguro una notte serena

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  19. wolfghost
    Nov 17, 2014 @ 22:22:34

    Che spettacolo ragazzi! Foto, poesie (sia la tua che quelle del mitico Giacomo), descrizioni! Anche i due anziani sono uno spettacolo, che bello arrivare a quell’età ed essere lì dove sono loro… che poi… chissà quanta fatica sulle loro spalle e nelle loro gambe! Ma sono certo che non se ne lamentano 😉
    Non so come fosse davvero il nostro Otzi, ma… poco importa. Più affascinante immaginarsi la sua storia, e certamente preferisco pensarla come te che come quella di un cacciatore, anche se, a quei tempi, molti di loro cacciavano davvero per necessità e non per stupido divertimento come fanno i cacciatori rimasti…
    Sempre spettacolari i tuoi post, complimenti davvero! 🙂

    http://www.wolfghost.com

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    • ventisqueras
      Nov 20, 2014 @ 23:52:08

      caro Wolf, è un vero piacere riprendere il colloquio con te, non solo per la gentilezza che sempre adoperi nei miei riguardi, le tue parole mi allietano e mi àemozionano, ma per la profondità e l’arguzia che sempre ritrovo nei tuoi post, davvero da te si riesce sempre a mettersi in gioco con se stessi, meditando e imparando
      a presto!
      che ti sia dolce la notte

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      Rispondi

  20. Anonimo
    Nov 17, 2014 @ 22:52:04

    Vecchierel bianco, infermo,
    Mezzo vestito e scalzo,
    Con gravissimo fascio in su le spalle,
    Per montagna e per valle,
    Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
    Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
    L’ora, e quando poi gela,
    Corre via, corre, anela,
    Varca torrenti e stagni,
    Cade, risorge, e più e più s’affretta,
    Senza posa o ristoro,
    Lacero, sanguinoso; infin ch’arriva
    Colà dove la via
    E dove il tanto affaticar fu volto:
    Abisso orrido, immenso,
    Ov’ei precipitando, il tutto obblia.
    Vergine luna, tale
    E’ la vita mortale.

    Nasce l’uomo a fatica,
    Ed è rischio di morte il nascimento.
    Prova pena e tormento
    Per prima cosa; e in sul principio stesso
    La madre e il genitore
    Il prende a consolar dell’esser nato.
    Poi che crescendo viene,
    L’uno e l’altro il sostiene, e via pur sempre
    Con atti e con parole
    Studiasi fargli core,
    E consolarlo dell’umano stato:
    Altro ufficio più grato
    Non si fa da parenti alla lor prole.
    Ma perchè dare al sole,
    Perchè reggere in vita
    Chi poi di quella consolar convenga?
    Se la vita è sventura,
    Perchè da noi si dura?
    Intatta luna, tale
    E’ lo stato mortale.
    Ma tu mortal non sei,
    E forse del mio dir poco ti cale.

    Pur tu, solinga, eterna peregrina,
    Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
    Questo viver terreno,
    Il patir nostro, il sospirar, che sia;
    Che sia questo morir, questo supremo
    Scolorar del sembiante,
    E perir dalla terra, e venir meno
    Ad ogni usata, amante compagnia.
    E tu certo comprendi
    Il perchè delle cose, e vedi il frutto
    Del mattin, della sera,
    Del tacito, infinito andar del tempo.
    Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
    Rida la primavera,
    A chi giovi l’ardore, e che procacci
    Il verno co’ suoi ghiacci.
    Mille cose sai tu, mille discopri,
    Che son celate al semplice pastore.
    Spesso quand’io ti miro
    Star così muta in sul deserto piano,
    Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
    Ovver con la mia greggia
    Seguirmi viaggiando a mano a mano;
    E quando miro in cielo arder le stelle;
    Dico fra me pensando:
    A che tante facelle?
    Che fa l’aria infinita, e quel profondo
    Infinito Seren? che vuol dir questa
    Solitudine immensa? ed io che sono?
    Così meco ragiono: e della stanza
    Smisurata e superba,
    E dell’innumerabile famiglia;
    Poi di tanto adoprar, di tanti moti
    D’ogni celeste, ogni terrena cosa,
    Girando senza posa,
    Per tornar sempre là donde son mosse;
    Uso alcuno, alcun frutto
    Indovinar non so. Ma tu per certo,
    Giovinetta immortal, conosci il tutto.
    Questo io conosco e sento,
    Che degli eterni giri,
    Che dell’esser mio frale,
    Qualche bene o contento
    Avrà fors’altri; a me la vita è male.

    O greggia mia che posi, oh te beata,
    Che la miseria tua, credo, non sai!
    Quanta invidia ti porto!
    Non sol perchè d’affanno
    Quasi libera vai;
    Ch’ogni stento, ogni danno,
    Ogni estremo timor subito scordi;
    Ma più perchè giammai tedio non provi.
    Quando tu siedi all’ombra, sovra l’erbe,
    Tu se’ queta e contenta;
    E gran parte dell’anno
    Senza noia consumi in quello stato.
    Ed io pur seggo sovra l’erbe, all’ombra,
    E un fastidio m’ingombra
    La mente, ed uno spron quasi mi punge
    Sì che, sedendo, più che mai son lunge
    Da trovar pace o loco.
    E pur nulla non bramo,
    E non ho fino a qui cagion di pianto.
    Quel che tu goda o quanto,
    Non so già dir; ma fortunata sei.
    Ed io godo ancor poco,
    O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
    Se tu parlar sapessi, io chiederei:
    Dimmi: perchè giacendo
    A bell’agio, ozioso,
    S’appaga ogni animale;
    Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?

    Forse s’avess’io l’ale
    Da volar su le nubi,
    E noverar le stelle ad una ad una,
    O come il tuono errar di giogo in giogo,
    Più felice sarei, dolce mia greggia,
    Più felice sarei, candida luna.
    O forse erra dal vero,
    Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
    Forse in qual forma, in quale
    Stato che sia, dentro covile o cuna,
    E’ funesto a chi nasce il dì natale.

    capisco benissimo la tua scelta, e l’incipit del poema si sposa magnificamente e coerentemente con quello che è il tuo magnifico post, ma l’intero testo te lo dono come omaggio e plauso per il tuo grande amore per la Poesia e per la Bellezza che con tanta umiltà e delicatezza divulghi sul web

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    Rispondi

  21. Anonimo
    Nov 17, 2014 @ 22:54:25

    quei
    ” sogni impalliditi dalla luna”
    sono la più assoluta pura emozione che scaturisce dalle tue visioni

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    Rispondi

  22. ventisqueras
    Nov 20, 2014 @ 17:04:19

    hola
    innanzi tutto mi scuso per la totale assenza dal blog
    sono stata troppo imòpegnata altrove, uffi 😦
    sorry

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    Rispondi

  23. ventisqueras
    Nov 20, 2014 @ 23:55:02

    Più felice sarei, dolce mia greggia,
    Più felice sarei, candida luna.
    O forse erra dal vero,
    Mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:

    ci vorrebbe un post da dedicare a questo poema, soprattutto vorrei farlo per il suo e il mio amore per la luna…chissà che un giorno non lo faccia e allora non mi sgriderai per aver inserito solo l’incipit del grande Giacomo, he?
    🙂

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    Rispondi

  24. giselzitrone
    Nov 21, 2014 @ 14:32:21

    Hallo lieber Ventis liebe Grüße mal von mir das sind wunderschöne Bilder und ein sehr Interessanter Beitrag.Ich wünsche dir ein gutes und schönes Wochenende lieber Gruß von mir Gislinde

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